Il SAI di Monteleone diventa un caso: sede fantasma, pagamenti contestati e presunte irregolarità nei documenti

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L’inchiesta de l’Attacco sul sistema SAI in Capitanata prosegue. Dopo gli articoli dedicati al caso di Monteleone di Puglia e al funzionamento della rete di accoglienza sul territorio, emergono nuovi elementi che riguardano due cooperative attive nel settore, la Global Care – Cooperativa Sociale Onlus e la Società Cooperativa Sociale Aladino, quest’ultima già al centro degli approfondimenti della testata. Una segnalazione indirizzata al Servizio Centrale del SAI chiede una serie di verifiche urgenti sulle due realtà, prendendo in esame aspetti societari, organizzativi, amministrativi e gestionali. Il documento, predisposto sulla base di visure camerali ordinarie estratte dal Registro delle Imprese il 3 aprile 2026, verifiche dirette sul territorio e segnalazioni ricevute, sottopone all’organismo di coordinamento e controllo del sistema una serie di elementi definiti come criticità, anomalie e potenziali rischi gestionali. Si tratta di circostanze che la stessa segnalazione chiede all’organismo di accertare e che, allo stato, non possono essere considerate fatti definitivamente verificati. Per quanto riguarda la Global Care, la sede legale dichiarata è a San Giovanni Rotondo, in via Ildebrando Pizzetti numero 2. L’attività prevalente risultante dalla visura è quella dei corsi di formazione e aggiornamento professionale. La cooperativa dichiara inoltre l'operatività di unità locali destinate all'accoglienza di minori stranieri non accompagnati e richiedenti protezione internazionale. Secondo la segnalazione, la cooperativa è priva di un organo di controllo. La Aladino ha invece sede legale dichiarata a Monteleone di Puglia, in via Mancini numero 134. L’attività prevalente indicata nella visura è la gestione di una casa di riposo. Tra le attività dichiarate figurano unità locali destinate a centro di accoglienza per migranti, assistenza domiciliare, micronido e mense. Per la società risulta un collegio sindacale composto da cinque componenti. Il rapporto tra le due cooperative è documentato anche al di là degli elementi contenuti nella segnalazione. A Monteleone di Puglia le due realtà hanno lavorato insieme in due distinti progetti SAI. Nel progetto per minori stranieri non accompagnati, relativo al periodo 2023-2025, Aladino risultava mandataria del soggetto attuatore, mentre Global Care e Social Care erano mandanti. La collaborazione è proseguita nel progetto SAI ordinari, affidato dal primo maggio 2025 al 31 dicembre 2026, nel quale Aladino risulta mandataria e Global Care mandante. Le due cooperative sono inoltre insieme nel progetto SAI del Comune di Cerignola, denominato Cittàccoglienza. Dal primo marzo 2026, per il periodo 2026-2028, Aladino risulta mandataria e Global Care mandante per un progetto rivolto a 19 beneficiari, con un finanziamento complessivo di 940.188,27 euro. Un avviso pubblicato da Global Care nel marzo 2026 conferma il ruolo di ente attuatore mandante e la selezione di un operatore amministrativo destinato al progetto, con compiti anche di supporto alla rendicontazione e al monitoraggio.

La collaborazione tra le due realtà compare anche nel progetto FAMI Kaabo – Percorsi di Accoglienza, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027. Il capofila è For Life - Società Cooperativa Sociale, mentre tra i partner figurano Global Care e Aladino. Global Care opera inoltre in altri territori. Nel 2023 ha partecipato al raggruppamento aggiudicatario del progetto SAI del Comune di Barletta per 36 beneficiari, insieme a Il Gabbiano e Social Care, per un importo di aggiudicazione pari a 1.189.100,92 euro.

Nel 2026 risulta inoltre tra le strutture convenzionate dal Comune di Cremona per l’accoglienza residenziale di minori stranieri non accompagnati, con un impegno di spesa indicato fino a 800mila euro per il periodo dal primo gennaio al 31 dicembre 2026. Global Care, Aladino e Meraki hanno infine partecipato insieme alla procedura per la prosecuzione del progetto SAI del Comune di Mileto, in provincia di Vibo Valentia, per gli anni 2025-2026. In quel caso il raggruppamento non è risultato aggiudicatario, con l'affidamento andato a Futura SCS per 868.491,48 euro.

La prima anomalia evidenziata dalla segnalazione riguarda la sede legale di Aladino. Secondo il documento, l’indirizzo dichiarato in visura, via Mancini 134 a Monteleone di Puglia, risulterebbe inesistente a seguito delle verifiche effettuate sul territorio. L’autore della segnalazione considera questa circostanza un elemento di particolare rilievo sotto il profilo della trasparenza, della reperibilità istituzionale e della regolarità delle iscrizioni al Registro delle Imprese.

Viene inoltre sottolineato il possibile problema relativo alla corretta notifica e alla possibilità per gli enti controllori di verificare fisicamente la sede. La circostanza viene sottoposta al Servizio Centrale perché ne accerti l’effettiva consistenza.

Un secondo capitolo riguarda i pagamenti. La segnalazione conferma il presunto mancato versamento del pocket money e di altre somme dovute ai beneficiari accolti, già raccontato da l’Attacco. Il documento sostiene inoltre che le risorse finanziarie assegnate al progetto sarebbero state utilizzate, in più occasioni, anche per la copertura di emolumenti relativi a personale impiegato in altri rami o linee di attività della Società Cooperativa Sociale Aladino. Secondo l’autore della segnalazione, qualora la circostanza fosse confermata, si porrebbe una questione relativa alla corretta imputazione contabile delle risorse e alla loro destinazione rispetto alle finalità specifiche del finanziamento.

La segnalazione riferisce inoltre che la corresponsione degli stipendi e delle competenze al personale non seguirebbe criteri uniformi e trasparenti. Viene descritta una presunta prassi di pagamento differenziata e selettiva, con priorità riconosciuta ad alcuni dipendenti e dirigenti rispetto ad altri. Gli ulteriori aventi diritto, secondo quanto riferito nel documento, riceverebbero le proprie competenze successivamente, in funzione della residua disponibilità di cassa. Anche questo elemento viene indicato come possibile indice di criticità gestionale e contabile e come circostanza potenzialmente in grado di incidere sulla regolare esecuzione del servizio e sulla corretta destinazione delle risorse pubbliche. Si tratta, anche in questo caso, di una ricostruzione contenuta nella segnalazione e da sottoporre a verifica.

Il passaggio più delicato riguarda la documentazione amministrativa del personale. La segnalazione riferisce di presunte irregolarità e di condotte finalizzate alla creazione di documentazione amministrativa contraffatta attraverso l’utilizzo di firme definite “copia e incolla”. Secondo quanto riportato nel documento, alcuni dipendenti sarebbero stati indotti ad applicare o produrre tale documentazione per conto di Giuseppe Chiumento, titolare della Global Care. È un'accusa che la segnalazione considera particolarmente grave e sulla quale viene chiesto un immediato accertamento. In particolare, il Servizio Centrale viene invitato a verificare le presenze effettive, i fogli firma e la regolarità dei documenti utilizzati nelle rendicontazioni e delle relative pezze d’appoggio. Il riferimento a Giuseppe Chiumento viene riportato in questa sede esclusivamente come contenuto della segnalazione. La sua eventuale responsabilità dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti richiesti.

Per quanto riguarda la Global Care, la segnalazione pone innanzitutto una questione relativa alla corrispondenza tra oggetto sociale, attività prevalente e servizi di accoglienza. La cooperativa, costituita nel 2023, risulta iscritta con attività prevalente relativa alla formazione professionale, pur gestendo strutture ed erogando servizi nell'ambito dell'accoglienza di minori stranieri non accompagnati e richiedenti protezione internazionale. L’oggetto sociale viene definito nella segnalazione come particolarmente ampio e comprendente attività che vanno dalla formazione alla gestione di RSA, asili nido e telemedicina. Da qui la richiesta al Servizio Centrale di verificare il possesso, da parte della cooperativa, dei requisiti strutturali, organizzativi e di accreditamento richiesti dagli standard SAI e dai capitolati delle gare.

Il documento pone poi l’attenzione sulla composizione del personale. Al 31 marzo 2026 la Global Care avrebbe avuto 29 dipendenti. Secondo i dati riportati nella segnalazione, il 97% sarebbe stato assunto con contratto a tempo determinato, il 98% avrebbe avuto un rapporto di lavoro part-time e solo il 2% un rapporto a tempo pieno. L’autore della segnalazione considera tale composizione particolarmente problematica in relazione alla presa in carico di beneficiari SAI e minori vulnerabili e chiede di verificare la continuità educativa e assistenziale e la presenza delle figure professionali minime previste. Il documento cita espressamente assistenti sociali, psicologi e mediatori, collegando la questione anche alla qualità dei livelli essenziali delle prestazioni.

La segnalazione dedica poi un capitolo alle operazioni straordinarie compiute dalla Aladino in un arco temporale ristretto. Il 28 luglio 2025 vengono indicati due affitti di ramo d’azienda ricevuti dalla Cooperativa Servizi Sanitari Onlus. Il 30 gennaio 2026 viene indicato l’acquisto definitivo del ramo d’azienda dalla stessa Cooperativa Servizi Sanitari Onlus. Il 31 marzo 2026 viene invece indicata la cessione in affitto del ramo d’azienda alla Teniamoci per Mano - Società Cooperativa Sociale. Secondo la segnalazione, la successione di questi passaggi societari e aziendali potrebbe generare elementi di opacità sulla titolarità effettiva delle gestioni, sulla continuità delle autorizzazioni amministrative e sulla tracciabilità del personale e dei fondi pubblici erogati. Anche in questo caso il documento chiede al Servizio Centrale di verificare la situazione.

L’ultimo elemento indicato riguarda alcune coincidenze anagrafiche. Secondo la segnalazione, la sede legale della Global Care, in via Ildebrando Pizzetti 2 a San Giovanni Rotondo, coinciderebbe con la residenza di Antonio Gadaleta, indicato nel documento come componente del collegio sindacale della Aladino e, più precisamente, come sindaco del collegio. Viene inoltre evidenziata l’omonimia tra Giuseppe Chiumento, presidente della Global Care, e Nicola Chiumento, indicato come vicepresidente della Aladino. La segnalazione chiede di verificare se tra le due persone esista un rapporto di parentela o di altra natura e, più in generale, se vi siano sovrapposizioni gestionali non dichiarate o un unico centro decisionale di fatto. Le coincidenze anagrafiche e l’omonimia, considerate isolatamente, non dimostrano l'esistenza di un collegamento gestionale. Il loro significato è quindi rimesso alle verifiche richieste.

Alla luce degli elementi raccolti, l'autore della segnalazione chiede al Servizio Centrale SAI, nell'ambito delle sue funzioni di coordinamento, monitoraggio, supporto e controllo tecnico-amministrativo sulla rete dei progetti e sui soggetti attuatori e gestori dei servizi di accoglienza, di avviare un'ispezione straordinaria e un controllo documentale urgente sui progetti e sulle convenzioni in essere con le due cooperative. Tra gli accertamenti richiesti figurano la verifica dei registri delle presenze, della genuinità delle firme apposte sulle pezze d'appoggio e della documentazione utilizzata per la rendicontazione. Viene inoltre chiesto di verificare la regolarità dei pagamenti sia nei confronti dei beneficiari accolti sia nei confronti dei lavoratori impiegati nelle strutture. La segnalazione chiede infine di accertare la permanenza dei requisiti di idoneità morale, professionale e strutturale previsti dal Manuale operativo SAI e dalle linee guida ministeriali. Nel caso in cui le irregolarità indicate venissero confermate, il documento invita il Servizio Centrale a valutare l'eventuale sospensione o revoca dell'accreditamento o dell'inserimento nella rete SAI, oltre alla segnalazione alle competenti autorità giudiziarie e agli enti locali titolari dei progetti.

La vicenda aggiunge quindi un nuovo tassello all'approfondimento avviato con il caso di Monteleone di Puglia. I rapporti tra Global Care e Aladino risultano documentati in più progetti di accoglienza e questa circostanza rende rilevante comprendere l'esatta natura della collaborazione tra le due cooperative. Parallelamente, le numerose contestazioni contenute nella segnalazione attendono le verifiche richieste al Servizio Centrale e le risposte dei soggetti direttamente interessati. Saranno gli eventuali accertamenti documentali e le versioni dei diretti interessati a stabilire se le circostanze riferite nel documento trovino effettivo riscontro. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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