Operazione 'Mari e Monti', Nobiletti: "Mio padre tirato in ballo per mio ruolo politico"

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"Papà  devo chiederti scusa. Perchè a causa della mia carica politica oggi ti tocca essere il bersaglio di aggressioni mediatiche e anche fisiche e morali". Si apre così il post del Sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, che ha deciso di affidare ai social network le sue opinioni dopo la diffusione della notizia che tra le aziende controllate (e trovate irregolari) nell'operazione "Mari e Monti" dell'Ispettorato del Lavoro ci fosse anche quella del padre, Giacinto Nobiletti. "C'è chi nella più bieca malafede sta tentando di dipingerti come 'il caporale', come 'lo sfruttatore' dei padri di famiglia - evidenzia Nobiletti -. Ma è bene che lo intenda a chiare lettere chi ha orchestrato questa perfida denigrazione con la vile pratica di un esposto anonimo e si metta il cuore in pace: ha fatto un buco nell'acqua. Resterà  solo vittima del suo livore piccolo piccolo e della implacabile frustrazione derivante dalla propria bassezza morale e materiale senza, ovviamente, riuscirci". "Povero papà  - aggiunge il Sindaco di Vieste -: la responsabilità  è tutta mia. Perchè ti ho lasciato solo con le tue 72 primavere a gestire l'azienda che hai creato dal nulla, lavorando sodo sin dall'età  di 11 anni. Purtroppo hai commesso un errore. Il primo in materia di lavoro in oltre 30 anni di attività  nella azienda di famiglia, e a nulla vale giustificarsi che le quattro signore (e non 7) abbiano iniziato a lavorare appena il giorno dell'ispezione: avevi il dovere di comunicarlo al tuo consulente il giorno prima, come prevede la legge. Dimenticarlo è stata una leggerezza imperdonabile: perchè la legge è la legge e va rispettata senza se e senza ma. Credimi, possiamo tuttora gridarlo a pieni polmoni, proprio perchè la coscienza resta limpida e pulita". "Purtroppo ad aiutarti dovevo esserci io - prosegue -, ma è da tre anni che ho abbandonato professione e azienda, lasciandoti solo a barcamenarti tra la mostruosa burocrazia, l'asfissiante fiscalità  e il lavoro di ogni giorno, un rituale di quelli che ogni laborioso imprenditore deve affrontare per tenere a galla la barca. Lo accetto e non retrocedo di un millimetro dalla volontà  di continuare a testa alta e di assicurare il massimo impegno al servizio della città  e delle istituzioni. I risultati cominciano a vedersi ed è costretto a vederli anche chi è mosso dal cinismo e dalla malafede di passate e impunite malefatte asservite alla sua sola vuota ricchezza materiale ed alla immensa miseria morale". "Oggi sei diventato involontariamente, insieme a me, l'obiettivo di quel vecchiume che non vede l'ora di tornare a farla franca e cerca di arrestare un processo di cambiamento che arrestabile non è. Subdoli e vili perseguono le vie più disparate. Qualcuno dovrebbe spiegar loro quella nota massima di Seneca secondo la quale 'non si può fermare il vento con le mani'", conclude.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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