La classifica riguarda i 52 Comuni, nonchè capoluogo di provincia, con più 80 mila abitanti nelle regioni a statuto ordinario (l'Osservatorio pubblicherà nei prossimi giorni le classifiche complete). "Per redigerla abbiamo rielaborato i dati raccolti dalla Sose Spa, una società creata dal Mef e dalla Banca d'Italia per organizzare e trasformare in conoscenze utili le informazioni sulla finanza locale", spiega Alessandro Banfi, il ricercatore dell'Osservatorio che ha curato lo studio. "Il nostro contributo è stato quello di ricavare l'indicatore complessivo di efficienza, con cui abbiamo stilato la classifica". Sono stati sistematizzati e messi a confronto due parametri, l'indicatore di spesa e quello di offerta di servizi. "L'indicatore di efficienza che abbiamo ricavato deriva dalla sottrazione di quello di spesa da quello di offerta, dalla differenza fra i due insomma. Se è positivo, indica naturalmente una migliore efficienza". Per calcolare il livello generale della spesa per servizi è stata redatta, basandosi sempre sulle metodologie della Sose, una tabella con sei voci, pari alle attività di ogni Comune: la più rilevate (25,9% del budget) è lo smaltimento dei rifiuti, seguito dal funzionamento degli uffici amministrativi (20,75%), dall'istruzione pubblica (che vale il 17,90% in media delle finanze comunali), dalle attività sociali (14,26%), quelle inerenti viabilità e territorio (14,05%) e quelle di polizia locale (7,16%). Sul fronte dell'offerta di servizi, invece, è stata effettuata un'analisi quantitativa capillare, con parametri quali la raccolta differenziata in percentuale sul totale dei rifiuti urbani trattati, il numero dei bambini nelle scuole compresi eventualmente quelli bisognosi di assistenza speciale nonchè il numero dei complessi scolastici disponibili, fino a micro-output come le sanzioni elevate dalla polizia municipale, i fermi e sequestri amministrativi, la rimozione dei veicoli. Per conseguire tutti questi dati, la Sose ha distribuito capillari schede da compilare in ognuno degli oltre 8000 Comuni italiani, un lavoro che ha richiesto molti anni. "Noi abbiamo integrato quest'analisi - spiega Banfi - tenendo conto sia dei livelli di spesa che delle quantità di servizi offerti. E' naturale che se un Comune spende molto per essere considerato efficiente deve offrire servizi adeguati".
Il Comune in vetta alla classifica, Pisa, è primo perchè con una spesa non molto superiore allo standard riesce a offrire servizi in quantità più ampia rispetto alla media per una città di quelle dimensioni. Nella parte bassa della classifica, il piazzamento in coda di Foggia si spiega con un livello di servizi inferiore per il 70% agli altri Comuni della stessa fascia di popolazione. Una situazione di poco migliore per gli altri Comuni che si incontrano via via che si sale nella classifica.
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