Discarica di Giardinetto, a quando la fine della bonifica? Manna (M5S): "Servirebbe trasparenza sul tema"

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A che punto sono, a Troia, i lavori di messa in sicurezza e bonifica dell’ex discarica di Giardinetto? E’ l’interrogativo posto da alcuni cittadini tramite, che – dopo voci di lavori fermi, smentite dal Comune – chiedono di conoscere lo stato di avanzamento. A circa trent’anni dal sequestro, il sito continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali del territorio di Capitanata. Nel corso dei decenni si sono susseguiti interventi istituzionali, amministrativi e tecnici, accompagnati da finanziamenti pubblici e annunci di bonifica e messa in sicurezza. Tuttavia, il completamento definitivo degli interventi risulta ancora in corso. Tra il 1997 e il 1999 nell’area sarebbero transitati ingenti quantitativi di rifiuti industriali provenienti da diverse aree nazionali e internazionali. 
Le stime tecniche elaborate nel tempo indicano una superficie complessiva del sito di circa 40 ettari, capannoni per circa 18.000 mq e una quantità di rifiuti da rimuovere stimata in oltre 300mila tonnellate. Tra le tipologie di materiali presenti risultano sostanze pericolose o potenzialmente tali, tra cui cromo esavalente, cadmio, berillio, antimonio, nichel, piombo, vanadio, amianto e idrocarburi. Sostanze associate a possibili effetti nocivi per la salute umana, a cominciare dall’amianto che è correlato a patologie respiratorie gravi, dal cromo esavalente classificato come cancerogeno certo e da diversi metalli pesanti e idrocarburi, associati a rischi oncologici e sistemici. Sono stati molteplici i fondi pubblici destinati alla bonifica del sito: dalla Regione nel 2018 ben 29 milioni di euro, poi fondi PNRR per 19.850.000 euro, per un totale complessivo delle risorse disponibili pari a circa 49 milioni di euro. Ciò che sfugge è a che punto si sia arrivati: non è chiaro lo stato aggiornato della rimozione effettiva dei rifiuti, non risultano facilmente reperibili aggiornamenti pubblici periodici sullo stato di avanzamento dei lavori e alcune segnalazioni recenti indicano possibili rallentamenti o interruzioni operative negli ultimi periodi. Sono dunque numerose le domande in attesa di risposta: qual è lo stato aggiornato della bonifica e della messa in sicurezza del sito? Quanti rifiuti sono stati effettivamente rimossi fino ad oggi? Dove sono stati conferiti i materiali già trattati? Qual è lo stato di utilizzo dei fondi stanziati? Il progetto sta rispettando il cronoprogramma iniziale e, in caso contrario, quali sono le criticità tecniche o amministrative emerse? Esiste un report pubblico aggiornato e completo sullo stato dei lavori?  Quando è prevista la conclusione della MISE e l’avvio della bonifica definitiva? L’Attacco ha provato a chiederlo al sindaco di Troia, il civico di centrosinistra Francesco Caserta, che ha fatto sapere che “i lavori non sono fermi” e che “in questa fase si sta implementando anche la documentazione per il lotto 2”. 
Nessuna intervista, però, perché “a breve convocheremo un incontro pubblico con la cittadinanza per informare sullo stato delle cose e non voglio fare dichiarazioni prima di questo incontro”.

Voglio che il sito venga bonificato, è una battaglia personale per me che seguo questa vicenda da lungo tempo. Pare che i lavori siano fermi da oltre un anno e non ne conosciamo il motivo”. A parlare a l’Attacco è Grazia Manna, storica attivista M5S a Troia, che attraverso un lavoro continuo di monitoraggio civico, richieste di trasparenza, sensibilizzazione dell'opinione pubblica e coinvolgimento di attivisti e rappresentanti del M5S a ogni livello istituzionale – dal consiglio regionale al Parlamento italiano fino al Parlamento europeo, con interrogazioni e iniziative dedicate – ha contribuito a mantenere viva l'attenzione su una delle più gravi e controverse emergenze ambientali del territorio. La sua azione ha impedito che la vicenda di Giardinetto venisse archiviata nell'oblio

Manna, preoccupata per i rumors dal cantiere, ha fatto richiesta di accesso agli atti da ultimo lo scorso 14 aprile. 
Ho avuto solo risposte ufficiose, non ufficiali. Mi è stato detto che i lavori sarebbero stati fermati dalla Regione ma il perché nessuno lo conosce allo stato attuale. Inoltre mi hanno precisato che dovrebbero ultimare il primo lotto e iniziare il lotto 2”, spiega. L'area oggi nota come ex I.A.O. di Giardinetto era originariamente sede della ex fornace ALA R.D.B, nota anche come Ala Fantini; l'area operò successivamente come Industria Agricola Olearia srl e, dal marzo 1999, assunse la denominazione di Industria Ambientale Organizzata srl, mantenendo la sigla I.A.O. 
Un sito utilizzato come discarica, sottoposto a sequestro alla fine degli anni '90 e divenuto nel tempo una delle più rilevanti vicende ambientali della Capitanata”, continua Manna. 

“Da allora si sono succeduti interventi, finanziamenti, procedure amministrative e programmi di bonifica. Eppure, a distanza di quasi trent'anni, una domanda continua a rimanere sospesa: qual è oggi lo stato reale dell'area e quale percorso è stato effettivamente compiuto? Il punto centrale non riguarda soltanto il rischio teorico associato alle sostanze presenti, ma la necessità di disporre di dati aggiornati, monitoraggi costanti e informazioni pubbliche facilmente accessibili. La questione fondamentale è comprendere quale livello di controllo, monitoraggio e messa in sicurezza sia stato concretamente garantito nel corso degli anni e quale sia oggi la situazione effettiva del sito. Tra il 2013 e il 2015 si sono susseguiti due procedimenti e decisioni giudiziarie che, pur concludendosi con prescrizioni nel 2015, non hanno risolto il problema ambientale esistente. La documentazione disponibile evidenziava infatti la presenza di rifiuti tossici nei piazzali, nei capannoni e nel sottosuolo. Da allora il tempo ha continuato a scorrere. Nel frattempo si sono alternati governi nazionali, amministrazioni regionali e comunali, commissari straordinari, enti competenti e soggetti attuatori. Perché, dopo quasi trent'anni dall'emersione del problema, il sito continua a essere oggetto di interventi di bonifica? Quali attività sono state completate e quali risultano ancora in corso o devono ancora essere realizzate?”.  

Manna sollecita risposte: “In un intervento finanziato con decine di milioni di euro di denaro pubblico, la trasparenza non rappresenta un elemento accessorio ma una componente essenziale dell'azione amministrativa. Nel tempo, accanto alle attività degli enti competenti, si è sviluppata anche una forma di monitoraggio civico promossa da cittadini, residenti e attivisti locali. Il mio lavoro si inserisce proprio in questo spazio. Quale percentuale delle risorse stanziate è stata effettivamente utilizzata e rendicontata? Quali criticità hanno determinato eventuali ritardi o sospensioni delle attività? Per quale motivo i lavori risultano sostanzialmente fermi da circa un anno? Esiste oggi una data ufficiale di completamento della messa in sicurezza d’emergenza ed inizio della bonifica? Quali monitoraggi ambientali vengono effettuati attualmente sul sito e con quale frequenza? Esiste un cronoprogramma aggiornato consultabile pubblicamente? Perché non viene pubblicato un report periodico sullo stato di avanzamento degli interventi?  Dove può un cittadino consultare, in maniera immediata, tutta la documentazione relativa al sito di Giardinetto?  La vicenda di Giardinetto non riguarda soltanto un sito contaminato, ma il rapporto tra istituzioni, territorio e cittadini. Riguarda la gestione del tempo pubblico, delle risorse pubbliche e dell'informazione pubblica”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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