Parla il 37enne sipontino, neopresidente di Confcooperative Sanità Puglia: le richieste alla Regione

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Forte della sua esperienza come manager dell'ambito socio-sanitario, il 37enne manfredoniano Raffaele de Nittis è il nuovo presidente di Confcooperative Sanità Puglia, nominato nel corso dell’assemblea congressuale dal titolo “Dare valore alla cura: efficienza e innovazione nella Puglia del futuro”. Succede a Mauro Abate, che ha guidato il settore per tre mandati, contribuendo alla crescita e al consolidamento della cooperazione sanitaria regionale. Confcooperative Sanità Puglia si conferma una componente rilevante del sistema sanitario regionale. La federazione conta circa 50 cooperative aderenti, con un fatturato complessivo vicino ai 150 milioni di euro e oltre 4.400 occupati, in buona prevalenza donne. Un comparto che si distingue per stabilità, esperienza e capacità di adattamento ai cambiamenti del settore. Il nuovo presidente ha delineato una serie di direttrici strategiche per il futuro. Tra queste, il rafforzamento della cooperazione come partner delle politiche pubbliche regionali, lo sviluppo della sanità territoriale e domiciliare in linea con le opportunità offerte dal PNRR e dal DM 77, e la promozione della medicina di iniziativa con particolare attenzione a prevenzione e screening. Tra gli obiettivi indicati anche l’integrazione tra sanitario e sociale, il sostegno all’occupazione qualificata con focus sul lavoro femminile, l’innovazione dei modelli organizzativi e la valorizzazione dell’amministrazione condivisa attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione. Il sipontino ha ribadito con forza il ruolo della cooperazione sanitaria, definendola una componente strutturale del sistema e non accessoria. “Dove c’è una cooperativa sanitaria c’è organizzazione, professionalità e responsabilità”, ha sottolineato, indicando come obiettivo la costruzione di un sistema sempre più vicino ai cittadini. Il nuovo presidente ha inoltre confermato la volontà di mantenere un dialogo costruttivo con le istituzioni regionali e locali, rivendicando al tempo stesso il valore e il contributo del sistema cooperativo alla tenuta del welfare pugliese. “Sicuramente è un incarico che richiede molto tempo”, commenta a l’Attacco de Nittis. “Nel settore sanitario e sociosanitario gli interlocutori sono molteplici, a partire dalla Regione fino a tutte le ASL, gli istituti sanitari regionali, gli Ambiti territoriali sociali. È un compito molto impegnativo quello che mi attende, anche perché oltre al livello regionale c'è quello nazionale: a giugno ci sarà l'assemblea nazionale congressuale, con l'entrata di diritto, come presidente pugliese, nel consiglio nazionale di Confcooperative sanità”.

Sono diversi i fronti aperti con la Regione. “Nella riunione che si è tenuta in Regione mercoledì scorso abbiamo discusso di rsa e centri diurni”, continua de Nittis. “Il primo tema è quello della regolamenta zione delle tariffe del regolamento 4 e 5 del 2019, inerente alle RSA e ai centri diurni accreditati. Siamo ancora fermi alle tariffe del 2020, ci sono stati da allora aumenti contrattuali che pesano solo sulla componente del personale. Siamo passati attraverso una pandemia con costi che sono lievitati, ci sono rincari energetici e rincari degli altri servizi correlati alla gestione delle strutture come i costi delle derrate alimentari e della ristorazione. Tante voci sono schizzate in alto, ma soprattutto il costo del lavoro. Nel complesso, parliamo di rincari di almeno il 20%, solo per il costo del lavoro è oltre il 12%. Il tavolo in Regione ha visto la presenza dei tecnici e dei dirigenti regionali, che si faranno carico di discuterne con la parte legislativa e politica. Speriamo di poter arrivare a breve alla revisione delle tariffe”.

Non meno delicata la seconda questione: “Il riconoscimento del trasporto sociale viene fatto da alcune ASL in parte mentre da altre ASL no. E comunque non esiste una tariffa unica per tutte le ASL, che consenta di contrattualizzare i gestori dei centri diurni che si fanno carico del costo del trasporto dei disabili da e per il centro. Serve un regolamento con un'unica tariffa, ci sono sentenze del Consiglio di Stato che lo sanciscono. La terza questione cruciale è l'accreditamento delle cure domiciliari, un punto che ancora fermo da di versi anni. Stiamo sollecitando la Regione ad adottare un regolamento, ad oggi è la sola Regione in Italia che ne è ancora priva oltre alla Valle d'Aosta. E poi ci sono tanti altri problemi che andrebbero risolti”.

Raffaele de Nittis è fiducioso: “Quello di mercoledì è stato il primo tavolo istituito dal la Regione dove sono state presenti le associazioni più rappresentative, come Confcooperative, Aiop e Legacoop. In Confcooperative sanità siamo oltre 50 associati e ogni associato gestisce diverse strutture. Peraltro molte delle nostre cooperative sono associate anche a Federsolidarietà. Tra Confcooperative e Federsolidarietà abbiamo un settore molto vasto che mette insieme oltre 400 cooperative pugliesi. Il nostro obiettivo è cercare di dare un contributo su tre punti: la prossimità, perché in una fase in cui si parla di territorializzazione dei servizi la cooperazione ha un'esperienza già concreta; l'integrazione, perché non siamo solo puri fornitori di servizi ma costruiamo complementarietà, nell’ottica della sussidiarietà orizzontale indicata dal legislatore; infine la capacità di proposta, andando a implementare il sistema con gli strumenti della co-progettazione e della co-pro programmazione”, conclude de Nittis.

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