Non si placano le polemiche dopo l’attivazione, lo scorso 4 maggio, del nuovo protocollo operativo dell’ASL Foggia per la gestione di farmaci e ausili sanitari nel servizio 118. Un provvedimento nato, secondo il Dipartimento Emergenza Urgenza guidato dal dottor Stefano Colelli, con l’obiettivo di ottimizzare risorse e procedure, ma che ha immediatamente provocato la protesta del personale infermieristico.
Al centro della contestazione vi è il forte aumento di responsabilità operative che, secondo gli infermieri, ricadrebbe quasi interamente sul personale sanitario. Le nuove disposizioni prevederebbero infatti attività di controllo, gestione e organizzazione dei materiali che gli operatori ritengono non compatibili con il proprio ruolo clinico-assistenziale.
Il timore espresso dal personale del 118 è che gli adempimenti burocratici e logistici possano sottrarre tempo prezioso all’assistenza diretta ai pazienti nelle emergenze. Una situazione che, secondo i rappresentanti degli infermieri, rischierebbe di compromettere l’efficienza del servizio proprio nei momenti più delicati dell’intervento sanitario.
Ma la protesta riguarda soprattutto il rischio di demansionamento professionale. Gli infermieri denunciano infatti di essere chiamati a svolgere attività tipiche della logistica e della gestione magazzino, mansioni che — sostengono — dovrebbero competere ad altre figure professionali e ai servizi di supporto già individuati nel protocollo. Nel mirino finiscono soprattutto le operazioni legate alla consegna, allo stoccaggio e alla gestione delle scorte sanitarie.
“Il ruolo dell’infermiere resta clinico e assistenziale”, ribadiscono gli operatori, sottolineando che compiti di natura logistica dovrebbero essere affidati a personale dedicato. Sebbene il protocollo coinvolga anche la Farmacia Territoriale d’Emergenza e il Servizio Sanitaservice, il personale del 118 teme di diventare l’anello operativo su cui finirà per ricadere il peso dell’intera organizzazione.
Dal territorio della Capitanata arriva quindi la richiesta di una revisione immediata delle procedure, con una netta separazione tra responsabilità cliniche e attività logistiche. L’obiettivo, spiegano gli infermieri, è tutelare la professionalità degli operatori sanitari senza compromettere la qualità e la rapidità del servizio di emergenza-urgenza.
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