A far esplodere il caso è stato il sindaco di Vico del Gargano, Raffaele “Lello” Sciscio, che dice di sollecitare da mesi la Regione Puglia a intervenire: “Già a marzo avevamo fatto presente all’assessore che servivano incentivi, perché senza di essi non avremmo avuto alcuna disponibilità da parte dei medici. Purtroppo non siamo stati ascoltati”, ha dichiarato a l’Attacco. Secondo il primo cittadino vichese, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Alla convocazione dell’Asl per l’assegnazione delle sedi avrebbero aderito soltanto diciotto medici, concentrandosi prevalentemente nelle sedi considerate più vantaggiose dal punto di vista economico. Numeri che, tradotti sul territorio, significano porte chiuse nei presidi sanitari: “La guardia medica turistica di San Menaio, l’anno scorso, ha registrato duemilatrecento accessi. Oggi quelle persone rischiano di trovare la porta chiusa”. E ancora: “A fronte dell’aumento dell’Irpef regionale non possiamo accettare una riduzione dei servizi. Aumentano le tasse e diminuisce l’assistenza. Questo non è concepibile”. Sciscio non esclude forme di protesta: “Il popolo scenderà in campo questa volta e saremo noi a capeggiare questa rivolta”. Al suo fianco si è schierato il sindaco di Rodi Garganico, Carmine d’Anelli, il quale ha denunciato il rischio di un’estate affrontata con strumenti insufficienti, chiedendo alla Regione di assumersi fino in fondo la responsabilità di un servizio che non può essere scaricato sui bilanci comunali. Ma il Gargano non parla con una voce sola.
Da Peschici, il sindaco Luigi D’arenzo invita ad una lettura più articolata: “Per la prima volta dopo tanti anni abbiamo tre medici che hanno accettato Peschici come destinazione”, spiega a l’Attacco. Una piccola svolta per un comune che, negli ultimi anni, era rimasto completamente scoperto nonostante gli incentivi messi a disposizione. “Non è vero che bastano gli incentivi - contesta -. Noi li abbiamo previsti dal 2023, ma nonostante questo non abbiamo trovato medici. Quest’anno, invece, qualcuno ha accettato”. Per D’arenzo il vero problema si pone dopo l’estate: “Il tema più importante è quello invernale. Dopo il 15 settembre le guardie mediche turistiche vanno via e noi torniamo ad avere enormi difficoltà sulla continuità assistenziale ordinaria. È su questo che bisogna intervenire”. Una posizione non molto dissonante da quella del sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, che difende il lavoro svolto negli ultimi mesi e riconosce all’assessore regionale Donato Pentassuglia un atteggiamento collaborativo.
“Vieste è probabilmente il comune che ha investito di più su questo fronte. Abbiamo previsto incentivi per attrarre i medici e oggi possiamo contare su sei professionisti”, sottolinea. Ma soprattutto Nobiletti richiama l’attenzione su un piano predisposto dall’Asl e ora al vaglio della Regione: “Se quel piano verrà approvato, per noi sarà un’estate molto più tranquilla rispetto alle precedenti. È un piano valido, condiviso anche con i Sindaci, che potrebbe rappresentare una soluzione importante”. Secondo il presidente della Provincia, la criticità principale resta però quello dell’emergenza-urgenza: “Quello è il tema più complicato, da cui si misura davvero la capacità di risposta del sistema sanitario”.
A San Nicandro Garganico, invece, la situazione appare più critica. Il sindaco Matteo Vocale descrive un territorio in equilibrio precario: “La guardia medica ordinaria è coperta solo per due terzi dei turni. Per l’emergenza-urgenza abbiamo un solo medico, quando dovrebbero essercene tre o quattro”. Ancora più delicata la situazione di Torre Mileto, dove la postazione di guardia medica esiste formalmente, ma senza personale sufficiente: “La guardia medica c’è sulla carta, ma al momento non ci sono medici che abbiano accettato di coprire tutti i turni”, spiega Vocale. “Parliamo di una fascia di circa venticinque chilometri, da Marina di Lesina fino a Rodi, che nei fine settimana arriva ad ospitare quindicimila o ventimila persone. Se manca un presidio medico, il problema non riguarda solo Torre Mileto, ma un intero territorio”.
Vocale - come Sciscio - insiste sul tema degli incentivi e delle competenze istituzionali: “I Comuni non possono sostituirsi alla Regione, oltre al problema economico, c’è anche una questione di legittimità. La sanità resta una competenza regionale”.
Pur nelle differenze di tono e di valutazione, tutti i Sindaci sembrano concordare su un punto: la difficoltà crescente nel reperire personale sanitario disposto a lavorare sul territorio garganico. Nel frattempo, da Bari arriva una risposta che prova a rassicurare amministratori e cittadini. “Nelle prossime ore il Dipartimento completerà l’istruttoria relativa alle richieste pervenute dai Comuni e relative al potenziamento dell’assistenza di base nelle principali località turistiche del Gargano”, fanno sapere dalla Regione Puglia. “Entro la settimana l’assessorato fornirà le sue indicazioni alla nuova direttrice generale della Asl Foggia, il cui insediamento è previsto il 16 giugno, al fine di garantire nei Comuni foggiani, come nel resto della Puglia, la tutela della salute di cittadini e turisti”.
Il conto alla rovescia è gia partito.
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