“Finalmente il presidente Decaro ammette pubblicamente quello che i pugliesi sperimentano da tempo sulla propria pelle: ricevere una prenotazione per il 2027 o addirittura per il 2028 non è degno di un sistema sanitario che vuole garantire davvero il diritto alla salute. Ma dopo l’ammissione del problema servono risultati, non una nuova fase di annunci”.
Lo dichiara il consigliere regionale Napoleone Cera, commentando il piano presentato dal presidente della Regione Puglia per l’abbattimento delle liste d’attesa.
Molte delle misure annunciate come novità (presa in carico dei controlli da parte dello specialista, contrasto ai no-show, appropriatezza prescrittiva, eliminazione delle doppie prenotazioni, maggiore utilizzo delle strutture) sono strumenti già adottati da tempo in altre Regioni italiane. La domanda, quindi, è inevitabile: perché in Puglia arriviamo soltanto adesso?
Cera solleva poi un interrogativo sui risultati della cosiddetta fase 1. “Ci viene detto che sono state richiamate oltre 230 mila persone e recuperate più di 157 mila prestazioni. Ma bisogna spiegare ai pugliesi cosa significa esattamente ‘recuperate’. Quante di quelle 157 mila prestazioni sono state realmente effettuate o anticipate? E quante sono semplicemente scomparse dalla lista perché duplicate, non più necessarie o già eseguite altrove? Perché cancellare una prenotazione inutile migliora certamente la lista, ma non equivale ad aver fatto una TAC, una risonanza o una visita in più. Non vorrei che alla fine riuscissimo ad abbattere le liste d’attesa senza abbattere le attese. Sarebbe un paradosso solo statistico, mentre il cittadino continuerebbe ad aspettare mesi per curarsi”.
Per Cera il punto debole del piano è proprio il rapporto tra governo della domanda e aumento dell’offerta: “Bloccare ricette inappropriate, cancellare doppie prenotazioni e recuperare i no-show può rendere il sistema più efficiente. Ma non crea un solo nuovo posto in agenda. Per ridurre strutturalmente i tempi bisogna aumentare le prestazioni disponibili. Su questo, invece, vogliamo numeri”.
“Decaro annuncia 20 milioni di euro e sale operatorie H12. “Allora dica subito: quante visite in più? Quante TAC? Quante risonanze? Quante ecografie? Quanti interventi chirurgici? E soprattutto con quali medici, infermieri, anestesisti e tecnici saranno garantiti i turni aggiuntivi? Senza questi numeri, ‘H12’ rischia di rimanere soltanto una sigla”.
Cera richiama anche le esperienze delle Regioni del Nord. “Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto hanno già sperimentato diversi degli strumenti che oggi la Puglia presenta come fase 2. E quelle esperienze dimostrano una cosa molto semplice: ripulire la domanda aiuta, ma senza aumentare contemporaneamente l’offerta le liste non si abbattono”.
Il consigliere regionale chiede quindi alla Giunta un’operazione di totale trasparenza: “La Regione pubblichi ogni mese un cruscotto, ASL per ASL, con quattro numeri semplici: quante persone sono ancora fuori dai tempi previsti; quanti giorni aspettano realmente; quante prestazioni aggiuntive sono state effettivamente erogate; quanti soldi sono stati spesi. E pretendo che questi dati siano disponibili separatamente anche per ASL Foggia e Policlinico Riuniti”.
“Non contestiamo una misura utile soltanto perché viene proposta dalla maggioranza. Ma non accetteremo neppure che una cancellazione amministrativa venga presentata come una prestazione sanitaria recuperata. Un cittadino non si cura cancellando il suo nome da una lista: si cura quando quella visita, quell’esame o quell’intervento vengono realmente effettuati”, rimarca Cera.
“Decaro dice che non esistono formule magiche. Su questo siamo d’accordo. Ma proprio perché non esistono formule magiche, dopo anni di liste d’attesa insostenibili ai pugliesi non servono altri slogan. Servono medici, prestazioni e tempi certi. Per questo rivolgo al presidente una domanda molto semplice: fra sei mesi, quanti giorni aspetterà in meno un pugliese per una visita, una TAC o una risonanza? Ci dia oggi un obiettivo preciso. Tra sei mesi controlleremo insieme se è stato raggiunto”, conclude il consigliere.
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