Che fine ha fatto inchiesta su fantomatici ladri di monetine? Ora servizio parcheggi frutta oltre 250 mila euro

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Che fine hanno fatto le monetine dei parchimetri trafugate nella casa comunale di Peschici la notte tra il 31 agosto e il 1 settembre del 2021? E’ quello che a distanza di anni continuano a chiedersi i cittadini del centro garganico. O meglio, gli interrogativi riguardano più che altro l’indagine che la Procura di Foggia fece partire tempestivamente, con sopralluoghi e sentendo amministratori e funzionari. Ma ad oggi quel rocambolesco furto sembra ancora avvolto dal mistero. Secondo le ricostruzioni del tempo, pubblicate su queste colonne quella notte due fantomatici Arsenio Lupin hanno fatto saltare la fase del contatore elettrico per spegnere le telecamere, senza però escludere l’alimentazione di un concerto che si teneva a dieci metri dal municipio, hanno forzato due porte, sono entrati in un ufficio, hanno aperto un armadio fuciliera nel quale erano custoditi i proventi della sosta tariffata e hanno portato via 65mila euro a secchiate. Al gravissimo episodio seguì anche un consiglio comunale monotematico durante il quale l’allora Sindaco Franco Tavaglione si profuse in una sorta di sermone sull’importanza di non infangare il suo operato da parte di questa testata e del suo direttore, con una serie di massime di vita: “La verità vince sulle menzogne, il tempo saprà essere galantuomo”. La frase più ricorrente fu: “È gravissimo quel che è accaduto, perché è un attentato alla comunità di Peschici, che amo e che difenderò sempre e ovunque”. Ma il Sindaco non si riferiva al furto di 65 mila euro, al danno erariale che si è causato nei giorni successivi visto che i parchimetri rimasero per un po’ fuori servizio ma agli articoli de l’Attacco, quella era secondo il primo cittadino l’offesa più grande. Ma, note di colore a parte che erano nel perfetto stile di Tavaglione sempre acceso e appassionato, il mistero resta e i peschiciani lo sanno: che fine hanno fatto le monetine? “Non abbiamo novità in tal senso”, ha evidenziato l’attuale Sindaco di Peschici Luigi D’Arenzo, contattato da l’Attacco per aggiornamenti sul caso.

“Noi – ha aggiunto il primo cittadino insediatosi a maggio 2023 ponendo fine al “regno” ventennale del suo predecessore - abbiamo continuato nella nostra azione che è quella di depositare i proventi della sosta tariffata allo sportello bancario che funge da tesoreria comunale, così si muove anche la società che si occupa del servizio”.

L’ultimo anno, abbonamenti esclusi, il Comune ha incassato ben 259.552 euro. Un trend in crescita considerato che nel 2023 la somma incamerata ammontava a 140.695 euro. La spesa complessiva del servizio è stata pari a 68 mila euro di cui 45 mila per i parchimetri e 23 mila per gli ausiliari del traffico. Gli incassi invece sono stati pari a 208.695 euro di cui 188.265 derivanti dai parchimetri e i restanti 20.430 dagli abbonamenti.

Cifre stratosferiche che farebbero ancora più gola a quei ladri che sottrassero le famose monetine e che restano ancora ignoti. Ancor più stratosferiche se paragonate a quanto incamerato dal Comune negli anni precedenti.

Ad esempio nel 2018 il servizio costò 49.515 euro, 9.515 per i parchimetri e 40 mila per il personale, gli incassi furono di 59.500 euro con un saldo netto di 9.985 euro. Nel 2019 la spesa si contrasse a soli 13.182 euro per i parchimetri, il che, a fronte di incassi pari a 56.835 euro, fruttò alle casse comunali la somma di 43.653 euro. L’anno successivo, la spesa per il servizio è rimasta pressoché invariata con 13.185 euro, gli incassi furono di 36.900 euro, con un saldo di 23.715 euro. Nel 2021 il servizio è costato 14.710 euro con incassi di 66.550 ed entrate nette pari a 51.840 euro. Nel 2022 l’amministrazione comunale non è riuscita a far partire il servizio.

“Questa è la nostra linea e rimane la stessa indipendentemente dal gestore del servizio – ha sottolineato D’Arenzo – tanto è vero che si muove così anche la nuova società che gestisce i parchimetri (alle stesse condizioni di quella uscente), subentrata a seguito dell’espletamento della gara pubblica bandita in Provincia. Peschici, in questa occasione, ha rinunciato anche ai due esponenti di commissione di nomina comunale, proprio per ribadire il fatto che non abbiamo interessi di sorta”.

Quindi da un paio di anni, nella casa comunale non entra nemmeno un centesimo, venendo meno quindi la possibilità di maneggiare quegli spiccioli che in passato venivano trasferiti ai commercianti in cambio di banconote, evidentemente per agevolare l’emissione di resto nei pagamenti in contanti, abitudine informale ammessa dallo stesso Tavaglione nel consiglio comunale post furto.

“Coltiviamo ancora la speranza che i colpevoli di quel reato incredibile vengano assicurati alla giustizia, anche per fugare i dubbi dei cittadini e sgomberare le ombre che si sono ahinoi addensate su chi lavora all’interno della casa comunale”, l’auspicio del Sindaco.

Nel frattempo l’esponenziale aumento degli introiti del servizio consentono all’amministrazione comunale di investire su opere di riqualificazione e sistemazione del paese. “Buona parte di quei soldi è stata usata per il rifacimento del manto stradale di diverse arterie principali del centro abitato che erano in condizioni pietose e dell’area nei pressi del porto. In generale ci siamo occupati della manutenzione stradale e dei marciapiedi e finalmente siamo riusciti a sostituire i guard rail danneggiati dall’incendio del 2007 mai ripristinati fino ad oggi. Non sappiamo se gli introiti attuali potevano essere ottenuti anche negli anni passati, se così fosse ci sarebbe il rammarico di non aver potuto investire quelle risorse per migliorare i servizi e la vivibilità di Peschici”, la considerazione finale del Sindaco.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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