Comune di Manfredonia, un bilancio che è tornato a respirare: adesso è finito il tempo delle scuse

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Il rendiconto 2025 - approvato mercoledì scorso in Consiglio comunale - rappresenta un punto di svolta che non si può fingere di non vedere. Per la prima volta dopo anni di commissariamenti, piani di riequilibrio, tagli e contabilità da campo minato, il bilancio del Comune di Manfredonia respira. E respira davvero. I numeri – quelli veri, non quelli agitati nei post su Facebook – dicono che la situazione finanziaria è migliorata. Il primo rendiconto interamente attribuibile all’Amministrazione di Domenico la Marca è in ordine. Così tanto da meritarsi apprezzamenti anche dal presidente del Collegio dei revisori Raffaele Ciccone.

Eppure - come sempre più spesso succede - la politica è riuscita a trasformare un dato positivo in un terreno di scontro. Le opposizioni – tra cui l’ex Sindaco Angelo Riccardi, che sui social ha sottolineato il mancato utilizzo di diversi capitoli di spesa – hanno contestato non tanto i numeri, quanto ciò che quei numeri non hanno ancora prodotto. È la critica più semplice e, allo stesso tempo, la più difficile da respingere: se i conti migliorano ma la città non se ne accorge, qualcosa non torna.

La maggioranza ha rivendicato prudenza, rigore, continuità nel risanamento. Argomenti legittimi, persino necessari. Ma la prudenza, quando diventa abitudine, rischia di trasformarsi in paralisi. E Manfredonia non può più permettersi la paralisi. Non dopo anni di immobilismo forzato, mentre la città chiede servizi, manutenzioni, investimenti. Visione.

Adesso i soldi ci sono, per quanto non siano montagne di denaro. Sono però abbastanza per smettere di nascondersi dietro la parola “vincoli” e iniziare a parlare di scelte.

Un bilancio in ordine non può essere usato strumentalmente come un trofeo da esibire. Invece è la fine delle scuse e l’inizio del tempo in cui ogni euro non speso diventa un euro negato alla città. E questo, oggi, non è più accettabile.

Ora la Marca deve dimostrare di saper trasformare questa continuità in futuro. Le opposizioni hanno il dovere di vigilare. E la città ha il diritto di vedere i risultati. I soldi ci sono, ora vanno spesi bene. E vanno spesi per tutti.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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