E’ terminata ieri sera la tappa lucerina dell’“Unplugged Tour”, il concerto che Biagio Antonacci sta portando in giro per l’Italia.
Nella città sveva, l’artista milanese, autore di” Iris” e di tantissimi pezzi della musica leggera italiana ha tenuto dieci concerti presso l’arena dell’Anfiteatro augusteo, riscuotendo un notevole successo di pubblico. Il centro federiciano ha ospitato l’artista e il suo staff di musicisti, non lesinando scatti in giro per la città ed autografi, quest’ultimi, ormai, nostalgico ricordo dei pochi ancora legati al trofeo cartaceo con cui ricordare l’incontro con un personaggio famoso. La città di Lucera ospitando per ben dieci giorni di attività musicale un cantautore famoso, eccettuando le giornate precedenti al tour, è diventata virale sui social e sui media anche nazionali, un fatto questo che pone all’attenzione degli osservatori, non solo politici, la qualità delle politiche turistiche, unitamente alla mancanza ormai acclarata di una tassa di soggiorno, presente nella stragrande maggioranza delle città italiane, o per lo meno di quelle che ambiscono ad attrarre grandi numeri di presenze turistiche. Secondo i dati dell’Osservatorio di Puglia Promozione, la città federiciana per l’anno 2026, dati pubblicati fino al maggio dell’anno in corso, avrebbe registrato 7.404 arrivi totali, dei quali 6.403 italiani, 1.001 esteri. Sempre secondo il report regionale, le presenze totali sarebbero state, per il medesimo anno, 20.437, delle quali 16.655 italiane e 3.782 estere. Insomma, cifre non di poco conto, calcolando gli oltre settemila arrivi totali per i cinque mesi dell’anno, numeri che danno come risultato 1481 arrivi al mese. Quanto alle presenze, vale a dire persone sul cui numero viene conteggiata la tassa di soggiorno, laddove applicata, che trascorrono una o più notti nelle strutture ricettive cittadine, il report dell’Osservatorio di Puglia Promozione, ci restituisce il dato di 4087 persone che hanno soggiornato in città nei cinque mesi dell’anno in corso, numero che con una ipotetica tassa di soggiorno dell’ordine delle tre euro avrebbe portato nelle casse comunali circa 12,261 euro. Un importo che sicuramente avrebbe fatto agio alle sempre mai rosee casse comunali.
Sentita da l’Attacco, l’assessore alla cultura del Comune di Lucera, Maria Angela Battista, sostiene la bontà della direzione intrapresa dall’esecutivo di Palazzo Mozzagrugno, artefice dell’operazione Lucera Capitale Regionale della Cultura 2026.
“Per l’istituzione della tassa di soggiorno abbiamo iniziato a discuterne, è una decisione che sicuramente verrà presa, in quanto si tratta di un progetto che cercheremo di portare avanti, anche per adeguarci ad altre città, sarà un progetto che sarà discusso nelle commissioni. Le cose da fare per la città di Lucera sono sempre tante, credo tuttavia che ritenere la mancanza della tassa di soggiorno una perdita di soldi, sia improprio. Una volta presa la decisione della sua istituzione, sarà predisposto un capitolo dedicato”, ha sostenuto l’assessore lucerina.
“Questo tema rientra tra le cose che porteremo avanti nell’agenda istituzionale, anche in vista di questo primo grande evento che ha visto Lucera essere in prima linea sui media nazionali e non. Abbiamo visto con l’esperienza di Lucera Capitale cosa la città è in grado di offire, un evento che ci ha lasciato un’eredità importante. Penso sia sotto gli occhi di tutti la mediaticità che la città ha avuto. L’organizzazione delle dieci date di Biagio Antonacci è stata perfetta, c’è stata la collaborazione tutti i cittadini che vogliono che Lucera cresca. Certo, c’è tanto da migliorare, puntiamo a rendere la città più attrattiva, ma abbiamo compiuto un piccolo grande miracolo, visto che Lucera dal 15 luglio si desertifica, e con questo evento abbiamo destagionalizzato un pò”, ha concluso l’amministratrice lucerina.
Insomma, l’istituzione dell’imposta di soggiorno sarebbe al vaglio dell’amministrazione cittadina, ma essa non è una priorità, secondo quanto sostiene su queste colonne Fabrizio Abate, ex assessore al bilancio e vice Sindaco del Comune di Lucera, nella sindacatura retta da Antonio Tutolo. Oggi il commercialista lucerino, esponente di lungo corso del Partito Democratico locale è in panchina, ma a sostegno dell’amministrazione Pitta, formazione amministrativa di campo largo con dentro il PD, che conta ben due consiglieri eletti. “Non sono contrario all’istituzione della tassa di soggiorno, ma ritengo che al momento essa non è una priorità”, sostiene Abate. “Credo inoltre che prima di una ipotetica istituzione sia necessario da parte dell’amministrazione convocare un tavolo di concertazione con la categoria degli imprenditori della ricettività cittadina. Serve migliorare i servizi sia dentro le strutture che quelli pubblici, al fine di giustificare il pagamento dell’imposta di soggiorno al turista. Non vorrei che poi tale tassa si rivelasse un’arma a doppio taglio per i flussi, qualora vengano riscontrate criticità relative ai servizi offerti. Credo sia opportuno ragionare a bocce ferme dopo l’exploit del concerto per capire se l’applicazione della tassa di soggiorno possa dare un beneficio reale per ciò che concerne i numeri di presenze turistiche in città. In questo momento la terrei in stand-by”.
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