Per quanto non ancora ufficializzata, sarebbe stata presa la decisione in Unifg rispetto alla gara relativa all’ex caserma Miale di Foggia. Come rivelato da l’Attacco nelle scorse settimane, a paralizzare ulteriormente l’iter della super procedura da oltre 17 milioni di euro (affidamento dell'appalto integrato avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori relativi all’intervento di ristrutturazione, rifunzionalizzazione e cambio di destinazione d'uso) è stata una nota dell’Anac-Autorità nazionale anticorruzione, di fronte alla quale la tecnostruttura dell’Ateneo si è fermata a lungo per riflettere sul da farsi. Procedere comunque o rifare la procedura? In ogni caso, è la sola certezza, scatteranno i ricorsi al TAR da parte di alcuni degli operatori economici in campo, ormai oltremodo spazientiti da tempi così lunghi e continui problemi. Ad oggi, trascorse settimane dall’intervento del presidente Giuseppe Busia, nulla è stato pubblicamente riferito al riguardo. Ma dietro le quinte qualcosa si è mosso. Unifg – oltre ad aver inviato le proprie controdeduzioni all’Anticorruzione – ha rivolto al Ministero dell’Università e della ricerca, da cui sono arrivati i fondi, un apposito quesito, domandando se, rifacendo o correggendo l'iter sulla scorta di quanto rilevato dall'Anac, l’Ateneo corra il rischio di vederseli revocare, oppure possa esserci una sospensione dei termini. Ad oggi la risposta del Ministero non è arrivata. Si era deciso di agire in base a quanto detto da Roma, ovvero rifare l’iter (corretto come da indicazioni Anac) senza perdere il finanziamento per la Miale oppure procedere con l’iter avviato lo scorso anno, preparandosi alla ipotesi verosimilissima di dover resistere ad un ricorso al TAR da parte della stessa Anticorruzione. A detta dei rumors, da ultimo in Ateneo la decisione assunta sarebbe quella di sospendere la gara, fare le integrazioni chieste dall’Anac e riaprire i termini, dando dunque modo ad altri operatori di partecipare aggiungendosi ai 28 giù in campo. Ma per questi ultimi, coloro che hanno partecipato entro i termini, veder riaperta la finestra è un fatto del tutto irrituale e dunque ci sarà sicuramente chi si rivolgerà al giudice amministrativo contro la decisione di Unifg. Per quanto questa soluzione comporti comunque uno slittamento dei tempi, rifare la gara ex novo sarebbe molto peggio: significherebbe un nuovo CIG, dover concedere una finestra temporale maggiore, nuovo tempo per le richieste di chiarimenti, etc. Sul piano formale avere la data del vecchio CIG è rilevante in ottica di finanziamento, che prevedeva un termine perentorio per l'indizione della procedura.
Del resto, sullo sfondo, aleggia sempre il rischio di perdita dei fondi: ammonta a 12.686.195 euro il cofinanziamento chiesto ed ottenuto nell’ambito del bando ministeriale del 2021 per l'ammodernamento e la riqualificazione dell'edilizia universitaria.
Resta da chiedersi se il soggetto finanziatore, ovvero il Ministero, possa sollevare l'anomalia di questa riapertura dei termini, a quasi un anno di distanza. È appunto il contenuto dell'interrogazione che è stata fatta al MUR.
L’importo monstre di partenza della gara era 17.139.858,10 euro, Iva esclusa, e il criterio di aggiudicazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. La prima scadenza, fissata al 15 settembre scorso, fu dapprima prorogata di un mese, al 15 ottobre, e poi nuovamente fatta slittare al 3 novembre, alla luce di ben due rettifiche da parte dell’Area tecnica dell’Ateneo daunio.
E’ seguita una lunghissima fase per la verifica sui 28 operatori economici fattisi avanti e ad oggi non sono stati nemmeno pubblicati gli elenchi degli ammessi e degli esclusi.
A marzo una nuova proroga dei termini di conclusione dell’iter per tre mesi, indicando come termine finale per l’aggiudicazione dell’ambitissimo appalto il 27 giugno prossimo. Il rup Michele Turchiarelli adottò l’atto spiegando: “Per effetto delle rettifiche il termine ultimo per la presentazione delle offerte è stato differito al 3 novembre 2025, con conseguente compressione dei tempi riservati all'esame della documentazione amministrativa e al successivo esame delle offerte. Entro il termine di scadenza sono pervenute 28 buste telematiche, configurando una partecipazione particolarmente elevata e superiore alla media stimata per procedure di analoga complessità tecnica, quale l'appalto integrato. La fase di verifica della documentazione amministrativa ha comportato un onere istruttorio particolarmente gravoso, in ragione della complessa e numerosa documentazione prodotta dai 28 operatori economici partecipanti. All'esito dell'esame della documentazione amministrativa è emersa la necessità di attivare la procedura di soccorso istruttorio per un numeroso di operatori economici, necessaria per regolarizzare carenze formali, omissioni o irregolarità non essenziali”.
Ma ormai anche il 27 giugno è dietro l’angolo e non sono stati pubblicati atti relativi alle sedute della commissione. Presidente è Fabio Fatiguso, professore ordinario di Architettura Tecnica presso il Dipartimento DICATECh del Politecnico di Bari, nonché presidente nazionale di Ar.Tec.- Società Scientifica di Architettura Tecnica per il triennio 2022-2025; componenti Andrea Bernieri, professore ordinario presso l’Università di Cassino dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione, e Ivan Portoghese, ricercatore presso il CNR – IRSA – Istituto di Ricerca sulle Acque – ingegnere civile con indirizzo idraulico.
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