A tre giorni dalla chiusura del GIO Festival dopo un maggio ricco per ciò che riguarda la programmazione culturale della città capoluogo, i portatori di interesse, la rete associativa, gli attori politici e quella parte di cittadini ancora interessati alle dinamiche civiche, tracciano un sunto di ciò che è stato e di ciò che si può migliorare. Stefano Santangelo, reduce della decima edizione del Festival del Nerd, sottolinea apertamente che la cultura costituisce oggi più che mai un volano forte per lo sviluppo del territorio. Attraverso di essa, si creano ponti e reti, si muovono leve di sviluppo importanti in grado di generare ricchezza e creare le condizioni per una rinascita dei territori. Ma, senza una visione mirata di ciò che crea tutto ciò, si rischia di sparare nel mucchio, un’eventualità che la città di Foggia non può permettersi dopo una gestione commissariale durata molto tempo. In ballo ci sono risorse pubbliche e il fattore tempo per un territorio che se non si rialza ora farà fatica a farlo poi. Santangelo propone attraverso l’idea di una cabina di regia dedicata agli eventi, un monitoraggio di ciò che crea indotto, soldi e visibilità e lo fa coinvolgendo le altre realtà associative della città, come ha raccontato a l’Attacco. “L’idea è quella di dar vita ad una società partecipata che lavori in maniera continuativa, con un coordinamento, al fine anche di evitare i rallentamenti causati da una gestione comunale o, peggio, dall’interruzione di una progettualità causata dall’insediamento eventuale di una gestione commissariale”, spiega. “Nei giorni scorsi ho inviato un invito alle associazioni cittadine per discutere di questo progetto, presso il Teatro della polvere, dove ho presentato l’idea di dar vita ad una società partecipata che si occupi del coordinamento degli eventi”, continua Santangelo, parlando di una serie di incontri inter-associativi che avverranno ogni tre settimane in luoghi della cultura foggiana. Il primo incontro ha visto la partecipazione di una quarantina di associazioni, con la presenza di circa sessanta persone. I prossimi appuntamenti, facenti parte ancora di una fase interlocutoria, termineranno con l’eventualità di stilare un documento formale, da presentare in Comune.
“L’obiettivo di questi incontri, il primo dei quali molto interessante per gli spunti e le tante idee apprese”, sottolinea, “è buttar giù un documento e presentarmi alle commissioni cultura e attività produttive per sottoporre all’amministrazione questo progetto. Penso che sia opportuna una visione maggiormente integrata e mirata per la creazione di eventi, andando a misurare ciò che la cultura crea, per poter poi operare un finanziamento di quelle iniziative che portano soldi e generano sviluppo in città. Occorre studiare il ritorno economico degli eventi per indirizzare le risorse, attraverso il monitoraggio delle strutture alberghiere e non solo, facendo telefonate per capire quanta capienza c’è stata”, prosegue l’attivista M5S ed operatore culturale, facendo sapere inoltre di voler far vita, qualora il progetto vada in porto, ad una struttura di comunicazione in grado di interfacciarsi con le testate nazionali per capire anche il ritorno a livello mediatico. “Sarebbe interessante e opportuno poter avere un feedback su cosa si fa in città a livello nazionale, per tale fine si potrebbe creare un ufficio stampa che funzioni tutto l’anno e che sia in contatto con le testate nazionali”, precisa. Quanto al riscontro del progetto con i diversi attori istituzionali e del tessuto associativo, Santangelo ha fatto sapere di aver avuto dei contatti sia privatamente che attraverso i social, di diversi operatori culturali, oltre che di alcuni esponenti politici della città. Un secondo incontro avverrà la pessima settimana.
A porsi il tema è stato anche il gruppo dei Sovranisti: “Nelle ultime settimane Foggia è stata al centro dell'attenzione nazionale e internazionale. Ma proprio perché crediamo nel valore di questi eventi, abbiamo il dovere di fare alcune domande. Per il GIO Festival, Piazza Cavour, cuore della mobilità cittadina è rimasta chiusa al traffico per oltre 25 giorni. Avevamo chiesto pubblicamente perché non si fossero considerate alternative logistiche. Non abbiamo ricevuto risposta. Chiediamo trasparenza sui costi e sulle procedure. chiediamo anche qualcosa di più, un progetto di città. Una Foggia che non viva di singoli eventi, ma che utilizzi cultura, turismo, impresa e innovazione per costruire sviluppo stabile e opportunità per le nuove generazioni. Una città che non sia gestita dal l'immobilismo, ma guidata da una visione”.
Soddisfatto Antonio Metauro, presidente di Confcommercio Foggia: “Le imprese hanno risposto con entusiasmo, partecipando e contribuendo alla riuscita delle iniziative. È la dimostrazione che cultura e impresa possono dialogare e rafforzarsi reciprocamente. Una città che in veste sulla propria identità culturale è una città più attrattiva per i visitatori, più viva per i residenti e più favorevole allo sviluppo delle attività economiche”.
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