“Se si vuole si può”. È la frase con cui Domenico Frisoli, presidente dell’Associazione Icaro, riassume a l’Attacco il senso di un impegno che va avanti dal 2002. In oltre vent’anni, l’associazione ha premiato medici, imprenditori, artisti e ricercatori della Capitanata “che hanno raggiunto obiettivi con le loro forze, senza raccomandazioni”. Un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: dimostrare, con l’esempio, che il talento del territorio può emergere senza scorciatoie.
Ma il nodo, per Frisoli, resta uno: trattenere quel talento, o almeno recuperarlo. “Che vadano pure a fare esperienza all’estero — dice —, a prendere in pancia conoscenze diverse. Ma poi tornino, per realizzare qui quello che hanno imparato fuori”. Perché il rischio, avverte, è lo svuotamento: “Se tutti vanno via restano spazi vuoti. E se restano spazi vuoti, c’è da fare tanto: basta avere la volontà”.
A quella volontà, l’associazione vuole affiancare l’esperienza di chi il percorso l’ha già fatto. “Le esperienze che i più grandi hanno maturato le mettiamo a disposizione dei giovani, perché abbiano una marcia in più. Sfruttateci, siamo qui”, è l’invito del presidente, che rivendica la natura non profit di Icaro: “Non siamo un’associazione che deve guadagnare. Ci mettiamo in gioco solo per dare un servizio e lasciare un segno sul territorio”.
Un segno che negli anni ha preso anche la forma della solidarietà: concerti di beneficenza i cui proventi sono serviti ad acquistare macchinari per il reparto oncologico dell’ospedale. “Non è vero che Foggia è solo situazioni negative, chiude Frisoli. Cerchiamo di mettere in luce anche quelle positive”.
(Luca De Marco - l’Attacco)
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