Lo scandalo infinito delle guardie mediche chiuse quasi ovunque in provincia nei festivi e prefestivi

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Ormai siamo arrivati al punto che in buona parte della provincia di Foggia i presidi di Continuità assistenziale sanitaria (meglio conosciute come Guardie mediche) restano chiusi il sabato, la domenica e comunque a ridosso dei giorni festivi. Le prime criticità dei mesi scorsi erano state segnalate tra i Monti dauni, e sul Gargano, erano proseguite soprattutto a Lucera, poi si è passati in altri grandi centri, e l’ultimo in ordine di tempo sembra essere stato Manfredonia. Il cartello affisso fuori dalla porta nello scorso week-end informava i pazienti che il servizio sarebbe ripreso puntualmente domenica sera, invitando in caso di necessità a “rivolgersi nei Comuni limitrofi per tutte le prestazioni non differibili”. Si sarebbe trattato di capire quali fossero quelli regolarmente aperti, e in effetti l’avviso non ne indicava alcuno. La questione ormai sta assumendo i contorni della vera e propria emergenza, gestita in maniera pessima dai singoli distretti, dalla Asl in generale e ancora di più dal sistema sanitario regionale, nonostante le lamentele della popolazione siano sempre più diffuse. Non sono poche nemmeno nelle città dove esiste un ospedale con relativo pronto soccorso, perché molto spesso gli operatori al suo interno non possono e non devono accogliere situazioni che andrebbero indirizzate verso un medico autorizzato, per esempio, alle prescrizioni farmacologiche che in un nosocomio sono impossibili. I Sindaci sono praticamente tutti sulle barricate. Quello di Lucera, Giuseppe Pitta, aveva annunciato la presentazione di una denuncia per interruzione di pubblico servizio: “Mi sono dovuto scusare al posto di chi invece dovrebbe farlo e non lo fa, perché questa è una mancanza di rispetto assoluta nei confronti dei cittadini. Dopo essermi confrontato più e più volte con chi di competenza rispetto a questo problema, senza alcun risultato, e davanti al fatto che sono stati fatti buchi da centinaia di milioni in sanità e guarda caso i problemi che non si riescono a risolvere sono sempre quelli a loro svantaggio. Ma mi auguro, anzi sono certo, che con le ‘buone maniere’ saremo ascoltati”.

Quella di Volturino, Giovanna Santacroce, ha protestato a voce alta anche come referente regionale dell’Unione Nazionale dei Comuni ed Enti Montani, così come altri colleghi dei borghi più piccoli: “Se hai un anziano a casa, se hai un figlio con la febbre alta, se hai bisogno di qualcuno, non c’è nessuno. La burocrazia regionale sbaglia, si inceppa e tace. Da mesi. E intanto noi, qui nei nostri paesi, teniamo il fiato sospeso. Nessuno dovrebbe dover spiegare ai propri concittadini perché certi diritti valgono meno solo perché abitano in un piccolo paese o in montagna. Ma non molleremo”. Quello di Celenza, Massimo Venditti, aveva rincarato, già dal periodo pasquale quando il suo territorio si era ritrovato completamente sguarnito: “Le interruzioni stanno causando forti disagi alla popolazione, e tutto ciò è inaccettabile. Siamo di fronte a un vero e proprio stato di abbandono strutturale, perché la guardia medica rappresenta un riferimento essenziale per le comunità lontane da ospedali e pronto soccorso. E proprio nelle aree interne, dove il servizio è più necessario, assistiamo a contraddizioni che mettono seriamente a rischio la salute delle personei cittadini. Non è più tollerabile che la qualità dell’assistenza sanitaria dipenda dalla posizione geografica. Pur riconoscendo le difficoltà del sistema, ci vogliono interventi immediati e strutturali per garantire continuità a un servizio che imprescindibile.

Cosa stia accadendo da mesi lo spiega direttamente un medico che ha trovato grande consenso (e soprattutto alcune smentita) nelle sue esternazioni sui social network: “Nel solo mese di giugno tutte le sedi del Distretto socio-sanitario di Lucera presentavano turni di guardia medica vuoti, senza medico, chiuse - ha riferito il dottor Marco Dell’Aquila - e stessa cosa per altre città di tutti i distretti della Asl Foggia. Nella centro federiciano addirittura parliamo di più di dieci turni senza medico, dieci turni con un cartello di chiusura. Nel frattempo, i pronto soccorso sono sempre più in affanno per gestire anche codici minori. Mancano i medici? Assolutamente no. Come prevede l’accordo collettivo nazionale che regola la medicina generale (cioè medici di base e quelli impiegati proprio nella guardia medica), ogni anno entro marzo le Asl devono individuare le carenze e assegnare i posti (definiti “Ruolo Unico Assistenza Primaria) tramite trasferimento nell’ambito della stessa. Eventuali posti avanzati andranno pubblicati sul Bollettino della Regione Puglia e assegnati con altro metodo, cioè quello della graduatoria regionale.

La situazione è che per esempio a Lucera sono state individuate tre carenze, cioè semplicemente mancano tre medici. I colleghi che prenderanno questi posti diventeranno sia medici di base sia saranno chiamati a garantire la continuità assistenziale. Alcuni sono già disponibili e pronti per iniziare a lavorare. Ma dopo tre mesi, la Asl non ha pubblicato ancora niente, e la Regione Puglia non ha dato direttive in merito. Abbiamo a che fare con la burocrazia della Regione e peggio ancora con errori gravi e grossolani fatti dai suoi funzionari, con delibera firmata da dirigenti e assessore. Anziché indire un nuovo avviso, sono state ripubblicate le carenze del 2025, quando per esempio sempre a Lucera risultavano zero. È un passaggio non consentito nella normativa vigente e nessuno ha detto mezza parola. Da mesi ascoltiamo il silenzio totale sugli errori fatti e sulla lentezza della macchina amministrativa. Alla fine, i cittadini non hanno assistenza e intanto a tutti quanti è stato chiesto di pagare più tasse. Cosa hanno da dire i consiglieri eletti della nostra provincia?”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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