Inserimento lavorativo e costante apprendimento. Asl Foggia e iFun fanno rete con “Sapori inclusivi”

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La necessità di sostenere percorsi di integrazione sociale e occupazionale delle persone affette da diversabilità è ormai diventata una mission ad opera non solo delle associazioni di settore che sono attive da tanto tempo nel tessuto cittadino ma anche dall'ASL Foggia che ha inteso aprirsi sempre di più alla città e alle realtà aggregative locali. Il connubio vincente tra l'associazione iFun e ASL Foggia ha dato vita a progetti di grande concretezza sul fronte dell'inclusione dei ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico. È stata presentata ieri mattina presso il bar-ristorante Fahrenheit, la prima fase di “Sapori Inclusivi”, progetto di ASL Foggia, promosso dal Dipartimento di Salute Mentale in co-progettazione con l’associazione di promozione sociale iFun. L'iniziativa, inoltre è frutto della coprogettazione derivata dal progetto A.Q.U.I.L.E. con l’Equipe Autismo di ASL Foggia, I-Fun e una rete di ristoranti del territorio che saranno sede di altri appuntamenti formativi. Otto ragazzi di età compresa tra 18 e 25 anni si sono cimentati nelle competenze acquisite nel settore della ristorazione. Percorsi di integrazione che guardano al presente e al futuro di ragazzi che altrimenti farebbero fatica ad inserirsi, come ha spiegato ai microfoni de l'Attacco il presidente dell'associazione I-Fun, Maurizio Alloggio. “Questo progetto muove le basi a gennaio, grazie alla partnership fra noi e l'Asl Foggia. Le tre linee di intervento sono legate all’autonomia delle persone affette da disturbi dello spettro autistico, alla socializzazione e alla possibilità di inclusione lavorativa. È infatti necessario far conoscere ai ragazzi il mondo del lavoro, introducendoli gradualmente dopo una attenta formazione. Noi abbiamo dato vita a progetti lavorativi molto strutturati. Stiamo rafforzando una rete di conoscenza sui territori perché questa possibilità diventi poi realmente condivisa in tutta la città. Sei ragazzi sono stati ultimamente inseriti, lavorano presso lo stabilimento Barilla, gestendo il magazzino quota pasta, sono assunti regolarmente e quotidianamente lavorano lì. Abbiamo poi un altro gruppo di ragazzi che collabora ai catering che organizziamo. L'ultimo è stato predisposto il 16 aprile scorso per l'Università di Foggia. Altri ragazzi si occupano della gestione dell'imbustamento della spesa presso la rete di Mercati di Città.

I nostri sono progetti lavorativi costanti, solo in questo modo si può garantire una continuità occupazionale”. Ma tali percorsi di inserimento al lavoro hanno naturalmente delle importanti ricadute sul piano della socializzazione, dell'apprendimento e di tutte gli ambiti afferenti alla psico-motricità, come spiega a l'Attacco Raffaella Romano, dirigente psicologa e responsabile unità autismo presso l'Asl Foggia. “Questa iniziativa sancisce un percorso di acquisizione di abilità pre-lavorative da parte dei nostri ragazzi. Si tratta di una prima parte che naturalmente non si conclude oggi e che mira a far acquisire abilità non solamente pratiche, ma anche psicologiche, come la ricerca di un'autonomia e di una sicurezza di sé, ad imparare a stare insieme in un lavoro di squadra e al benessere in toto. Pertanto tali iniziative servono non solo per l'apprendimento di attività specifiche, ma soprattutto per imparare abilità sociali e relazionali. I ragazzi sono riusciti, con l’aiuto degli educatori e dei terapisti, a mettere su un obiettivo pratico: quello della preparazione di pizze e dell'allestimento di una sala di ristorante”.

Attraverso tale iniziativa progettuale il team sanitario e associativo ha reso tangibile il concetto di normalità, come spiegato da Stefania D’Apice, tecnico della riabilitazione psichiatrica e Michele Spirito, educatore entrambi organici all'ASL Foggia. “Questa coprogettazione ha lo scopo di dare un inserimento lavorativo ai ragazzi, il tutto è stato sviluppato in un mese, durante il quale i ragazzi una volta a settimana sono venuti presso il ristorante e hanno eseguito tutte le varie fasi della ristorazione, dalla preparazione delle sale, a quella delle pizze, al servire ai tavoli. Uno degli obiettivi del progetto è quello di creare una socialità tra i ragazzi e indirizzarli verso il mondo del lavoro, loro vivono e crescono all’interno di associazioni, dentro quattro mura. Lo spirito che abbiamo voluto adottare in questa nuova coprogettazione è appunto quello di farli uscire da luoghi chiusi e far scoprire loro cosa c’è dopo la scuola, farli andare oltre il mondo dell'assistenza. Attraverso il lavoro essi imparano a rendersi utili e dare anche un senso alle proprie giornate”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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