Lo spumante Metodo Classico come strumento di promozione territoriale e leva di sviluppo economico per la Capitanata. È questa la visione dell’associazione Capitanata Spumante Metodo Classico, che riunisce otto cantine della Daunia - Almagaia, Re Dauno, Cantine 7 Campanili, Teanum, d’Araprì, Alberto Longo, Borgo Turrito e Saracino - accomunate dall’obiettivo di valorizzare una produzione di eccellenza e raccontare una Capitanata dinamica, autentica e in continua evoluzione, che potrebbe portare alla nascita, nel tempo, al quinto distretto spumantistico italiano, il primo al centro-sud.
Da questa visione nasce la 2^ edizione del Festival degli Spumanti di Capitanata, terminata ieri sera a San Severo: tre giornate dedicate alla cultura del vino, al territorio e all’incontro tra produttori, operatori e pubblico. Laboratori del gusto, convegni, degustazioni guidate ed eventi conviviali uniranno qualità produttiva, cultura ed esperienze immersive, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino le realtà vitivinicole che producono Spumante Metodo Classico in Capitanata.
Il programma del Festival è stato presentato nel corso della conferenza stampa svoltasi nel Palazzo della Provincia di Foggia, alla presenza di rappresentanti istituzionali e protagonisti del settore, che hanno approfondito il valore culturale ed economico della produzione di Metodo Classico in Capitanata. “Il Festival nasce come movimento culturale prima ancora che produttivo, con l’intento di raccontare la qualità e l’identità delle nostre bollicine - ha dichiarato il presidente dell’associazione Capitanata Spumante Metodo Classico, Girolamo d’Amico -. Questa manifestazione può esistere solo attraverso il lavoro di squadra: valorizzare la qualità dei nostri spumanti significa promuovere la Capitanata e creare opportunità economiche capaci di offrire un futuro alle nuove generazioni nella propria terra”.
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