In quanti conoscono nel merito gli strumenti, le norme – non sono pochi i casi rilevati di conoscenza superficiale da chi, poi, deve applicarle in modo corretto verso i migranti -, che sono d’ausilio alla regolarizzazione del rapporto con un lavoratore migrante; o cosa significa fare accoglienza e in che modo; cosa c’è scritto nel cosiddetto “decreto flussi”; come dare supporto sanitario; come dare una spallata, perché si può, al caporalato; come la Chiesa locale, attua la pastorale Sociale e del Lavoro alla luce del Vangelo e senza barriere. Una Chiesa universale e le tante chiese locali che aprono le porte alle donne, agli uomini e ai bambini che desiderano avere un futuro diverso, migliore, ma le contesto normativo vigente. Questi e altri temi saranno trattati da esperti, mentre gli oltre 35 iscritti al corso, tra cui tanti imprenditori e persone interessate, provenienti anche da Roma e altre le mura provinciali e regionali. Si tratta, quindi, di un campo di formazione e lavoro “Insieme ai migranti”: questa l’iniziativa fortemente voluta dal vescovo, monsignor Giuseppe Mengoli, attraverso la Caritas e l’Ufficio Migrantes della Diocesi di San Severo per far conoscere direttamente ai giovani la difficile realtà degli insediamenti dove vivono centinaia di immigrati. Cofinanziato dall’Unione Europea, con il sostegno del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), del Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali e del Ministero degli Interni, il campo, “Insieme ai migranti”, indirizzato a giovani maggiorenni e non solo (le iscrizioni di sono chiude il 25 agosto) si svolgerà da lunedì 31 al 4 settembre nei “ghetti” di Torretta Antonacci e Arena, entrambi in agro di San Severo. “Essere in campo e sul campo, per coloro che si sono iscritti, sarà un’esperienza di vita, di formazione e di contatto diretto nei luoghi dell’accoglienza informale e rientra nelle attività del progetto ‘Poli Sociali Integrati’, promosso dalla Regione Puglia per la realizzazione e gestione di un Polo sociale integrato sul territorio della provincia di Foggia rivolto ai cittadini dei Paesi terzi, regolarmente soggiornanti, vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo”, ha spiegato don Nazareno Galullo, direttore di Migrantes San Severo.
Il campo non si limiterà a “lezioni d'aula” o teoriche, che si terranno nei locali della Caritas diocesana, ma vedrà i partecipanti vivere momenti di forte impatto umano ed esperienziale direttamente nei luoghi del territorio dove i migranti vivono, spesso in situazioni di marginalità. “Concepita per coniugare un rigoroso approfondimento sui temi dell'immigrazione con la presenza concreta sul territorio l’iniziativa nasce con l’intento di stimolare una conoscenza consapevole, favorire il dialogo e gettare le basi per la progettazione di un volontariato attivo e strutturato a supporto dei migranti”, ha chiarito il direttore della Caritas diocesana di San Severo, don Andrea Pupilla.
Diversi i temi-obiettivi del percorso. Si andrà dall’analisi dei dati e del quadro normativo, al Rapporto migrazioni e rete dei servizi, dal Focus Polo SU.PRE.ME. e il Villaggio Don Bosco di Foggia; al caporalato e lavoro agricolo, fino al momento finale con una verifica e progettazione. Il tutto con la guida di esperti, operatori sociali ed esponenti ecclesiali e del Terzo Settore, fra cui il Vescovo di San Severo, Mons. Giuseppe Mengoli; lo scrittore, sociologo, giornalista ed editore Leonardo Palmisano; l’antropologa culturale ed esperta di Cooperazione internazionale, Maria Cristina Molfetta; il direttore della Fondazione “Siniscalco Ceci Emmaus”, Antonio De Maso; il presidente dell’Associazione Regionale Tutori di Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) Vincenzo Tritto; il direttore della Caritas della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, don Luciano Vergura, che insieme al Sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca presenterà l’esperienza di accoglienza dei migranti sul territorio di Manfredonia e Borgo Mezzanone; il direttore della Caritas di San Severo e cappellano presso il carcere di San Severo don Andrea Pupilla; il direttore di Migrantes San Severo, già missionario Fidei Donum nel Benin, don Nazareno Galullo.
Come accennato, i partecipanti che si sono iscritti sono oltre 35, con presenze anche da oltre regione. La partecipazione al corso è gratuita. Un programma intenso, tanto la mattina, quanto il pomeriggio, che inizierà lunedì alle ore 9.30 con l’accoglienza dei partecipanti; alle ore 10.00 ci sarà il saluto del Pastore della diocesi, monsignor Giuseppe Mengoli, che presiederà anche la celebrazione eucaristica in serata. Le conclusioni, a l’Attacco, di don Nazareno Galullo: “Tra tutto ciò che sarà posto in essere, l’aspetto pastorale sarà quello di vedere l’azione del cristiano nell’accompagnamento dello straniero, rispondendo al Vangelo: “Ero forestiero e mi avete accolto”. Considerando, quindi, le modalità con cui viene condotta l’accoglienza. Inoltre, sono gli stessi migranti, data la mia esperienza, a far notare che è sempre la chiesa cattolica ad aprire, per prima, le sue porte e porsi in ascolto”.
Tra i partecipanti, anche l’imprenditrice agricola, Lidia Antonacci, così a l’Attacco: “Mi sono iscritta perché ho voglia di approfondire la conoscenza delle due comunità di migranti che, per noi, per il territorio, sono una realtà consolidata e molto utile soprattutto in ambito agricolo; inoltre, questo è un argomento che mi sta molto a cuore, molto delicato, perché intreccia sia l’aspetto lavorativo che quello umano”.
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