“Non è una lezione, ma un dialogo. L’obiettivo è cercare di far capire ai ragazzi che cosa sta succedendo, la complessità della situazione che è molto di più di un gioco fra destra e sinistra o fra due parti opposte che si scannano. Non sto parlando, ovviamente, dell’Italia, ma dei posti dove scorre il sangue”.
Così a l’Attacco Anna Foa, storica, docente e figura di primo piano del panorama culturale italiano e da sempre impegnata sul fronte della sensibilizzazione alla conoscenza verso i giovani di tutto ciò che riguarda la Shoah e la deportazione degli ebrei. Foa in mattinata è stata a Cerignola e qui ha incontrato le scolaresche degli istituti superiori.
“Vorrei parlare di quello che è il mondo, in questo momento credo che molti siano disorientati, molti giovani abbiano delle resistenze a mettersi all’interno di fatti che sembrano più grandi di loro – ha aggiunto –. Credo che i ragazzi abbiano bisogno di parlare: quando vado nelle scuole, racconto quello che succede nel mondo, il significato di parole come sionismo, genocidio, apartheid che hanno una storia dietro".
"Ecco, dobbiamo far capire agli studenti che la storia esiste e questo in un luogo simbolico della nostra storia, come la patria di Di Vittorio, forse il più grande sindacalista della storia italiana”. L’incontro in programma è stata anche l’occasione per presentare il suo ultimo libro “Il suicidio di Israele”, il cui tema centrale è la politica d’Israele nei confronti di Hamas e, più in generale, verso il popolo palestinese.
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