Foggia Calcio e Heraclea, due facce della stessa medaglia: tanti sbagli in buona fede, lezione sarà servita?

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Un problema, uno solo in meno, ora Casillo e De Vitto se non altro ce l’hanno: Foggia ed Heraclea, comunque vada, non si ritroveranno nella stessa categoria (oggi sono rispettivamente in D ed Eccellenza), e dunque almeno la questione multiproprietà è superata. Per il resto, invece, avranno molto da meditare i due giovani e rampanti imprenditori dauni, che dopo i successi a raffica delle ultime stagioni che hanno portato Candela a salire agli onori della cronaca, ora improvvisamente segnano il passo. Due retrocessioni sul campo, e nella stessa annata, con due club sotto il loro diretto controllo è roba da Guinness dei Primati. 

Due indizi fanno una prova: come spiegare il fallimento del progetto sportivo che ha segnato due comunità che pure calcisticamente sono agli antipodi? Di là l’Heraclea, che dopo un solo anno di D torna fra i dilettanti dopo lo spareggio playout con il Nola di domenica scorsa: una delusione destinata ad essere assorbita in fretta dal piccolo centro dei Monti Dauni che comunque in questi anni ha vissuto una bella ed intricante favola. Uno smacco soprattutto per Giuseppe De Vitto, che alla prossima tornata elettorale è destinato a diventare primo cittadino di Candela e che di questa macchia avrebbe fatto volentieri a meno. Di qua, invece, il dramma del Foggia che è ripiombato in D dopo sette anni, proprio nel momento in cui con il cambio al vertice pensava di inaugurare un nuovo capitolo della sua storia ultracentenaria. 

Da qualunque angolazione la si guardi, si tratta di due brutte pagine che confermano lo stato di agonia in cui versa il calcio di Capitanata, due facce della stessa medaglia che presentano più di un punto di contatto nelle loro dinamiche di gestione. 

Partiamo da un presupposto essenziale che mira a sgombrare il campo da ogni equivoco: in un caso come nell’altro la caterva di errori commessi in sequela sono stati dettati da una passione sfrenata che ha portato a più riprese i Casillo e De Vitto a lasciarsi prendere dall’istintività del momento. E a ragionare di pancia. Errore gravissimo, che ha avuto inevitabilmente ripercussioni nefaste a livello di risultati sul campo. 

L’Heraclea in D era partita con programmi ambiziosi, c’era addirittura chi parlava di possibile outsider nel girone H. E così in effetti in avvio è stato, quando il torneo era solo alle battute iniziali e le forze in campo dovevano ancora delinearsi. Poi però la realtà ha detto altro, e ad una partenza incoraggiante ha fatto da contraltare una seconda fase di grande affanno in cui sono venuti a galla tutti i limiti strutturali di un club che non ha saputo darsi una nuova dimensione. Avvicendare 4 allenatori e far ruotare una quarantina di calciatori in rosa non ha pagato, e questo per quanto a fronte di investimenti e di ingaggi che solo le big del girone hanno mostrato di poter reggere. 

E così il cammino dell’Heraclea presto si è fatto tortuoso, e nel girone di ritorno oltremodo accidentato (15 punti  e sole tre vittorie in 17 giornate) a fronte dei 38 complessivi. La serie D alla distanza si è dimostrata una categoria fuori portata, e senza precise figure di riferimento nello staff dirigenziale in grado di gestire i momenti di difficoltà, la salvezza è diventata un miraggio. 

Un film già visto, per grandi linee anche a Foggia in questi ultimi 4 mesi. Dove però il subentro in corsa è stato ancora più deleterio e ricco di incognite. A Foggia, come a Candela, è mancata una visione complessiva. Che non ha tenuto conto di quanto, ancora prima dei calciatori, conti mettere in campo le competenze.  

L’annus horribilis della coppia d’oro che con l’Heraclea voleva continuare a stupire e che a Foggia ha pagato dazio oltre i propri effettivi demeriti, alla fine avrà in ogni caso insegnato qualcosa. Tanto, si spera. Perché dalle ceneri di una stagione tutta da dimenticare si può adesso ripartire più forti di prima. Consapevoli degli errori commessi e della necessità di muoversi, d’ora in avanti, con maggiore circospezione e senza fretta. 

Il tempo stavolta può diventare alleato, se tutte le scelte saranno meditate fino in fondo. Ecco, Foggia ed Heraclea, senza fretta, troveranno la loro reale dimensione. E sempre sotto la stessa proprietà. La lezione sarà servita.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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