Longo e il Foggia, questo matrimonio s'ha da fare: niente Catania, il tecnico salernitano sarà rossonero

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Emilio Longo ha scelto il Foggia. Anche se, forse, sarebbe più corretto dire che il Foggia ha scelto Emilio Longo. Ed anche se le indiscrezioni di questi giorni parlano di interessi concreti e variegati di altri club, per il tecnico salernitano la prima scelta resta Foggia.

Il progetto lo intriga, i fitti colloqui con il dt Pavone di questi giorni lo hanno convinto a misurarsi in una piazza dalle grandi tradizioni come quella rossonera. Indietro dunque non si torna. Anche perché Longo è uomo di parola, e se ha preso un impegno, alla fine lo rispetterà. In città qualche settimana fa non ci è venuto per caso, voleva conoscere decisi i suoi interlocutori, ha parlato a lungo con la dirigenza e l’incontro è stato proficuo. L’allenatore campano si è interfacciato soprattutto con Pavone ed Antonio De Vitto, sono loro che in primis e in avanscoperta stanno conducendo la trattativa. L’intesa è stata raggiunta, ora si aspetta solo la riammissione per mettere nero su bianco. Longo nel frattempo, al di là di voci incontrollate, non ha avuto contatti con altri club, si era parlato di un interessamento del Catania che però ha virato definitivamente su Caserta. In realtà il tecnico di Salerno non è mai stato contattato dal Catania. A Foggia, se il matrimonio si farà, porterà la sua idea di calcio, oltre ad un’identità tattica piuttosto definita.

Le squadre di Longo, soprattutto al Picerno e successivamente al Crotone, si sono distinte per un calcio propositivo e offensivo, con la volontà di comandare il gioco anziché subirlo. Lo stesso tecnici ha spesso parlato di squadre che devono “andare in campo e dominare”. Ecco perché punta molto sul possesso palla, ma non fine a sé stesso: l’obiettivo è creare superiorità e arrivare rapidamente negli ultimi trenta metri. Il calcio di Longo, poi, è intenso e aggressivo, sia nella pressione senza palla sia nei ritmi di gioco. Quando si presentò a Crotone, il club sottolineò proprio l’intensità e la qualità delle trame offensive come marchi di fabbrica del suo nuovo allenatore. Longo predilige l’organizzazione tattica, con particolare attenzione alle uscite dal basso e alla costruzione dell’azione, ama le squadre che sanno occupare bene gli spazi e muoversi in maniera coordinata. E’ coraggioso, gli piace la difesa alta e la ricerca costante dell’iniziativa. Nelle sue dichiarazioni emerge frequentemente il concetto di squadra “identitaria”, riconoscibile per atteggiamento e principi di gioco.

Dal punto di vista dei moduli, Longo non è un integralista. Nel corso degli anni ha utilizzato diverse strutture (4-2-3-1, 4-3-3 e sistemi con difesa a tre), adattandole alle caratteristiche della rosa. Più che il modulo, conta il principio: avere il pallone, recuperarlo rapidamente quando lo si perde e mantenere un atteggiamento offensivo. In sintesi, il profilo che sta per sbarcare a Foggia è quello di un tecnico che punta a costruire una squadra riconoscibile, aggressiva e spettacolare, molto lontana da un calcio attendista o esclusivamente difensivo. Per una piazza come Foggia, storicamente legata a un’idea di gioco coraggiosa e offensiva, l’abbinamento sulla carta appare piuttosto coerente. Garantisce Peppino Pavone.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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