Se ne va con le lacrime agli occhi. Visibilmente provato da una esperienza che, al di là dei riscontri giunti dal campo, lo ha coinvolto emotivamente dall’inizio alla fine. L’ultimo giorno del professor Vito Vincenzo Chionna nei panni di amministratore giudiziario del Foggia si è consumato in un clima di grande cordialità, mista ad un pizzico di velata tristezza. Racchiusa tutta nelle parole dell’amministratore giudiziario, che nella sala conferenze dello Zaccheria era scortato dalla proprietà (Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto) e dai legali del club (Roberto De Rossi e Antonio Fesce).
L’avvocato barese ha aperto ricordando che il periodo di amministrazione giudiziaria è nato in una fase molto complessa per il Foggia Calcio, “caratterizzata da intimidazioni e da un clima che rischiava di compromettere la continuità della società. L’obiettivo principale in quel frangente era garantire la prosecuzione dell’attività sportiva nel rispetto della legalità e della trasparenza”.
Alla domanda su quale fosse il risultato più importante raggiunto, Chionna ha evidenziato che” il Foggia è riuscito a completare la stagione senza interrompere l’attività, mantenendo gli impegni sportivi e amministrativi. L’esperienza vissuta è stata un esempio di collaborazione tra magistratura, istituzioni, forze dell’ordine e società civile. L’amministrazione giudiziaria non aveva il compito di sostituirsi alla proprietà, ma di garantire che il club potesse operare in condizioni di sicurezza e legalità. Mi sembra che l’obiettivo sia stato pienamente raggiunto”.
Uno degli argomenti più attesi ha riguardato la penalizzazione inflitta al club. Che in appello è stata azzerata grazie proprio all’intervento dell’amministrazione giudiziaria, che in quel frangente è risultata determinante affinché oggi il Foggia abbia tutti i requisiti per concorrere alla riammissione (praticamente certa) della serie C.
Chionna ha spiegato che “il Tribunale ha predisposto una relazione dettagliata nella quale è stato sostenuto che le difficoltà economiche e i ritardi nei pagamenti erano strettamente collegati agli episodi intimidatori subiti all’epoca dalla società. Tale documentazione è stata trasmessa agli organi della giustizia sportiva affinché fosse valutata come possibile causa di forza maggiore. La decisione finale ovviamente spettava esclusivamente agli organi federali e non all’amministrazione giudiziaria, ma il percorso intrapreso ha fatto sì che la penalizzazione fosse azzerata. Con tutto quello che oggi ne deriva.
Ripercorrendo i mesi trascorsi in seno al club, Chionna non ha dimenticato i momenti difficili, come ad esempio il ritiro forzato estivo di Trinitapoli: “ La scelta di utilizzare quell’impianto - ha ricordato - è stata presa per motivi organizzativi e logistici, ma anche per preservare il terreno dello stadio Zaccheria in vista della nuova stagione. E’ chiaro però che i disagi sono stati notevoli, e la squadra credo che ne abbia risentito in termini pratici a livello di risultati”.
Interpellato sui conti della società, il professore ha affermato che “durante l’amministrazione giudiziaria è stato mantenuto un rigoroso controllo della gestione economica, cercando di rispettare tutti gli obblighi possibili e garantire la continuità aziendale. Sono stato scrupolosamente rispettoso di tutti i protocolli, non potevo fare diversamente considerato che il Foggia è stato il primo club in assoluto ad essere interessato da un provvedimento di questo tipo”.
Chionna ha poi rivolto un ringraziamento particolare ai tifosi, con i quali ha ammesso di non aver mai avuto rapporti diretti. Ma ha riconosciuto che, nonostante le difficoltà e le contestazioni vissute durante l’anno “il loro sostegno è stato fondamentale per mantenere vivo il patrimonio sportivo del Foggia”.
Il messaggio finale, inevitabilmente, ha volto lo sguardo verso ciò che sarà. Chionna in chiusura ha espresso l’auspicio che “il Foggia possa ora guardare al futuro con maggiore serenità, l’esperienza dell’amministrazione giudiziaria ha dimostrato come sia possibile tutelare una società calcistica anche in situazioni molto delicate, mettendo al primo posto legalità, trasparenza e interesse collettivo”.
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