Truffa e discarica abusiva, la Procura non ritiene prescritti i reati legati alla realizzazione del GrandApulia

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Per la Procura non sono prescritti né il reato di truffa per il presunto mancato pagamento dell’ecotassa regionale di 7 milioni e 200mila euro, né quello d’aver realizzato una discarica abusiva, sbancando senza rispettare le norme il terreno dell’ex zuccherificio per realizzare il centro commerciale GrandApulia a Borgo Incoronata. Ne consegue che il processo a Finsud cui fa capo la struttura e “Sfir” proprietaria dello zuccherificio deve proseguire. 

La difesa replica che quando la Procura a ottobre 2019 chiese il rinvio delle due società i reati erano già prescritti per cui non poteva formulare alcuna imputazione. Il giudice monocratico davanti al quale da 13 mesi (la prima udienza si svolse il 30 marzo 2023) pende il processo deciderà a maggio se andare avanti o dichiarare prescritti i reati.

Come è già successo per 14 coimputati – imprenditori, legali rappresentanti di una mezza dozzina di aziende e società, direttore dei lavori, funzionari del Comune di Foggia – accusati a vario titolo di avvelenamento delle acque, disastro ambientale, lottizzazione abusiva a fini commerciali, gestione di rifiuti speciali non pericolosi, discarica abusiva, abuso d’ufficio, violazione delle norme edilizia per mancato rispetto di vincoli paesaggistici e idrogeologici, truffa alla Regione Puglia. 

A dire della Procura che chiese e ottenne il 25 novembre 2016 il sequestro del “GrandApulia”, cinque giorni prima dell’inaugurazione slittata a dicembre perché fu concessa la facoltà d’uso, la bonifica dell’area dell’ex zuccherificio dove fu costruito il “GrandApulia” non venne eseguita a norma di legge, da qui l’accusa di discarica abusiva; e la realizzazione della struttura è viziata da una lottizzazione abusiva a fini edificatori-commerciali. Per la difesa furono invece rispettate norme ambientali e piano regolatore. Ma comunque, aggiunge la difesa, al di là del merito delle accuse si tratta di reati prescritti: valeva per i 14 imputati “fisici”; vale per le due società uniche rimaste sotto processo.

Per la pm Miriam Lapalorcia la truffa si prescrive non entro 6 anni ma dopo 7 anni e mezzo; l’accusa di discarica abusiva dopo 5 anni, per cui a ottobre 2019 la Procura era legittimata a chiedere di rinviare a giudizio Finsud e Sfir, i reati non sono prescritti e il processo deve andare avanti.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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