“La chiusura temporanea del McDonald's di Lucera è una sconfitta per tutti - sostiene il consigliere comunale foggiano Antonio De Sabato -. Non è una semplice notizia di cronaca, ma il simbolo di un'emergenza che riguarda ormai tutte le città italiane. Risse, aggressioni, reati predatori e un disagio giovanile sempre più diffuso non possono più essere considerati episodi isolati. Sono il segno di una crisi sociale profonda che richiede risposte strutturali e non interventi occasionali”.
“La sicurezza non si garantisce con gli slogan. Si garantisce investendo nelle forze dell'ordine, nella scuola, nelle politiche sociali, nella giustizia e nel sistema penitenziario”.
“Lo dico con chiarezza: senza affrontare il drammatico sovraffollamento delle carceri, senza nuovi istituti penitenziari, senza organici adeguati e senza una presenza più forte dello Stato sul territorio, qualsiasi discorso sulla sicurezza è destinato a restare propaganda”.
“Da anni denuncio il progressivo peggioramento della sicurezza urbana a Foggia. Ho scritto più volte al Prefetto senza ricevere alcuna risposta, mentre dopo ogni episodio si continuano a convocare tavoli e a rilasciare dichiarazioni che non producono alcun cambiamento concreto”.
“Nel frattempo la Capitanata continua a convivere con una gravissima emergenza criminale e ambientale. Da un lato la lotta alla quarta mafia, dall'altro lo smaltimento illecito dei rifiuti che sta trasformando questo territorio in una nuova Terra dei Fuochi”.
“La responsabilità principale è di un Governo che aveva fatto della sicurezza la propria bandiera e che, invece, non ha costruito alcun piano straordinario per rafforzare gli organici delle forze dell'ordine, la giustizia e il sistema penitenziario. L'inerzia dell'Esecutivo è sotto gli occhi di tutti e la qualità della vita nelle nostre città continua a peggiorare”.
“La politica è anche una questione di priorità. Mentre vengono destinate ingenti risorse ai centri per migranti in Albania e a opere come il Ponte sullo Stretto, continuano a mancare gli investimenti necessari per rendere più sicure le nostre città, assumere personale nelle forze dell'ordine, costruire nuovi istituti penitenziari e garantire carceri che rispettino i diritti della persona, assicurando allo stesso tempo la certezza della pena. È su queste priorità che si misura la credibilità di uno Stato”.
“Chi rappresenta questo territorio dovrebbe pretendere risposte a Roma, non limitarsi alle passerelle quando ministri e Presidente del Consiglio vengono in Capitanata. Servono più uomini, più mezzi e più risorse, non altre promesse”.
“La sicurezza urbana non è una questione ideologica. È un diritto dei cittadini. Ed è arrivato il momento di pretendere che torni a essere una priorità nazionale”.
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