Minacce, aggressioni verbali, auto incendiate, pedinamenti. Una vicenda di presunto mobbing-stalking nei confronti di un intero nucleo familiare, persone allontanate dal posto di lavoro per la propria incolumità, è stata denunciata dall’avvocato Luigi Sorace e dai diretti interessati all’Università di Foggia e a Dussmann Service srl, ma anche a Presidenza della Repubblica, Governo, Viminale, Procura di Foggia, Prefettura di Foggia e Corte dei conti. Riguarda i coniugi Raffaele Sarcone e Lucia Giuliano, referenti, rispettivamente dal 2007 e dal 2012, delle varie società che si sono susseguite negli anni nella gestione dell’appalto delle pulizie e manutenzione presso l’Ateneo daunio. Il legale ha spiegato che “con le precedenti imprese non avevano mai avuto alcun problema nella gestione dei dipendenti, ciò in quanto ogni segnalazione che gli stessi inviavano all’impresa, in ordine ai comportamenti dei dipendenti, veniva dalla dirigenza aziendale presa in esame e, comunque, risolta con interventi di vario genere quali: ordini di servizio specifici, comunicazioni aziendali di richiamo rivolte a tutti i dipendenti, nonché contestazioni e provvedimenti disciplinari culminati anche nei licenziamenti”. Peraltro, alcuni dipendenti sarebbero persone appartenenti a famiglie legate alla criminalità foggiana, “per cui spesso hanno l’abitudine di imporre la propria volontà sugli altri e, soprattutto, sui signori Sarcone e Giuliano, che avevano il ruolo di gestire il personale e organizzare i vari turni di lavoro pretendendo, con minacce, favoritismi che gli istanti non hanno mai voluto concedere”. La lettera in cui si racconta tutto è stata inviata ad Unifg il 5 dicembre 2025 e l’8 gennaio è arrivato il riscontro da parte del Segretario generale della Presidenza della Repubblica, che ha comunicato di segnalato il caso alla Prefettura di Foggia, che si è poi occupata dell’istruttoria per poter relazionare.
“Il primo episodio risale al novembre del 2023, quando fu incendiata l’auto Mazda 5 di proprietà del signor Sarcone. Qualche mese prima, nel settembre 2023, il responsabile dell’impresa bresciana Pulitori e Affini (titolare dell’appalto, successivamente sostituita da Dussmann Service srl da primo giugno 2024) fu minacciato a causa di alcuni licenziamenti comminati a due dipendenti”, vi si legge. “La vicenda peggiorò quando l’appalto passò alla nuova società Dussmann Service srl, di cui Domenico Pastore è il responsabile organizzativo dell’Area mentre Antonio Fiore è responsabile del servizio, diretti interlocutori dei signori Sarcone e Giuliano”.
Stando alla versione di questi ultimi e del loro difensore, “nonostante gli innumerevoli atti intimidatori e le minacce poste in essere da alcuni dipendenti nei confronti dei referenti Sarcone e Giuliano, i quali non facevano altro che far rispettare gli ordini di servizio e gli orari lavorativi” non sarebbero mai stati presi provvedimenti nei confronti di questi lavoratori. “Al contrario, al fine di evitare problemi personali, hanno ben pensato di isolare i signori Sarcone e Giuliano lasciandoli privi di ogni tutela, avvalorando la condotta illegittima di tali dipendenti e, addirittura, premiandoli”.
Uno dei lavoratori “ha perfino assunto il ruolo di referente al posto di Sarcone e Giuliano, i quali ad oggi sono costretti a stare perennemente in malattia ovvero ferie, perché non possono fare rientro in ufficio a causa delle minacce e reazioni di questi dipendenti”. Ma ecco nello specifico cosa sarebbe avvenuto sul posto di lavoro dopo subentro dell’attuale impresa Dussmann Service srl.
Nella lettera si sostiene che il 3 giugno 2024, alla presentazione ufficiale della nuova impresa appaltatrice ai lavoratori, la signora Giuliano sarebbe stata aggredita e minacciata di morte da un lavoratore in presenza del responsabile del servizio e di altri dipendenti, compreso il marito della donna, Raffaele Sarcone. “A fronte di tale comportamento nessun provvedimento fu adottato dal responsabile del servizio Fiore, il quale non ritenne neanche di informare l’impresa dell’accaduto”, afferma l’avvocato Sorace, specializzato in diritto del lavoro. “Con il passare dei mesi cominciarono ad arrivare numerose mail da parte dell’Ateneo, che attestavano la scarsa pulizia e disservizi vari da parte di alcuni lavoratori. Pertanto i referenti Sarcone e Giuliano ritennero di far notare a tali lavoratori che avrebbero dovuto svolgere le loro mansioni con più attenzione e scrupolosità. Tale circostanza causò un intervento da parte dei sindacati CGIL e UIL TUCS, a cui i lavoratori erano iscritti, i quali rivolgendosi al responsabile del servizio affermarono che i lavoratori venivano maltrattati dai referenti Sarcone e Giuliano. La conseguenza di tale azione sindacale”, prosegue Sorace, “determinò una forte tensione tra i referenti e il responsabile del servizio, il quale riferì di continue lamentele da parte dei sindacati senza preoccuparsi minimamente delle rimostranze formulate dall’ente appaltante”.
Un altro episodio di particolare rilievo, secondo le due presunte vittime di stalking e il loro avvocato, riguarderebbe altri tre dipendenti, i quali avrebbero aggredito verbalmente la signora Giuliano, sostenendo che altri lavoratori svolgevano un monte ore superiore a quello svolto dagli stessi percependo, quindi, una retribuzione maggiore. Pertanto, i referenti avrebbero dovuto aumentare anche a loro le ore in busta paga, senza alcun svolgimento effettivo di attività lavorativa. “A fronte del rifiuto da parte della signora Giuliano, in due raggiunsero telefonicamente il signor Sarcone, il quale era assente dal lavoro perché si stava sottoponendo ad una visita medica, aggredendolo con minacce gravi. Circostanze riferite a Fiore e Pastore e di cui è a conoscenza anche il direttore dell’esecuzione del contratto, Franco Pedarra. Anche di fronte a tali accadimenti il responsabile del servizio non assunse alcun provvedimento”. Per l’avvocato Sorace “i comportamenti passivi” del responsabile del servizio, con l’approvazione del responsabile organizzativo dell’area, avrebbero “determinato l’aggravarsi del contesto generale”: “Infatti, a fine gennaio 2025 vi fu l’ennesimo furto della macchina personale dei referenti (prima erano state rubate altre due auto e incendiata una terza, tutte auto aziendali assegnate ai referenti dalle precedenti società appaltatrici). Furono inoltre posti in essere atti vandalici nei confronti dei dipendenti che svolgevano un monte ore maggiore”.
Tra fine febbraio e inizio marzo 2025 i referenti Sarcone e Giuliano vennero convocati da Pedarra, il quale li informò di esser venuto a conoscenza che alcuni dipendenti di Dussmann Service srl avrebbero effettuato furti negli appartamenti con il furgone aziendale. Della circostanza furono immediatamente avvisati il responsabile del servizio e il responsabile organizzativo area. La lettera prosegue dicendo che per cercare di ovviare al problema i referenti, unitamente a Fiore e Pastore, decisero di far compilare i fogli marcia ai tre dipendenti, al fine di poter avere la tracciabilità degli spostamenti. “A seguito di tale decisione i referenti Sarcone e Giuliano furono minacciati verbalmente, dinanzi alla loro abitazione e alla presenza di uno dei figli della coppia, oltre a non ricevere mai alcun foglio marcia da parte dei tre dipendenti”, sottolinea l’avvocato Sorace. “Anche in questo caso non fu preso alcun provvedimento, né tantomeno fu informata la dirigenza aziendale”. Poi, il 21 marzo 2025, durante una riunione sindacale, due lavoratori chiesero un incontro individuale col responsabile del servizio e uno dei due avrebbe inviato messaggi offensivi alla signora Giuliano manifestando insofferenza verso di lei e nei confronti del marito.
Due giorni dopo, “il 23 marzo, davanti all’abitazione dei signori Sarcone-Giuliano fu incendiata per l’ennesima volta l’auto aziendale data in uso agli stessi, spaventando l’intero quartiere e danneggiando altre cinque autovetture parcheggiate vicino”, continua Sorace. I coniugi dichiarano di non aver più trovato ascolto né collaborazione da quel momento in poi. In seguito Sarcone fu ricoverato in ospedale “a causa delle condizioni psicologiche in cui lo stesso ormai versava, determinate dagli accadimenti in cui venivano coinvolti lui e la famiglia” e dopo qualche giorno “anche la signora Giuliano si mise in malattia, considerata l’intera situazione”. Nel frattempo al lavoro circolava la voce che i referenti Sarcone e Giuliano si erano dimessi e che il nuovo referente era un altro; mentre il 2 aprile 2025 fu creata una nuova chat aziendale, per comunicare con i dipendenti, dalla quale furono esclusi i referenti Sarcone e Giuliano. Alla richiesta di chiarimenti da parte di quest’ultimi, sia Fiore che Pastore avrebbero risposto sostenendo che “l’esclusione era finalizzata alla tutela personale degli stessi, perché non dovevano avere rapporti con i dipendenti e non dovevano recarsi nelle sedi universitarie se non in loro presenza, circostanza confermata dal segretario Cisl Antonio Farino e dal responsabile delle relazioni sindacali Petraccione”. “Dal quel momento i signori Sarcone e Giuliano e i loro figli sono vittime di pedinamenti da parte di due dipendenti, che circolano sempre dinanzi all’abitazione degli stessi spaventando anche i figli con sguardi minacciosi. Al contempo questi dipendenti circolano sempre nei pressi della biblioteca dove quotidianamente si reca la figlia dei signori Sarcone e Giuliano”, afferma l’avvocato Sorace.
“Nonostante gli innumerevoli tentativi di dialogo con il direttore generale, il direttore amministrativo dell’Università e il RUP, nessun intervento è stato poste in essere per tutelare i coniugi”. Per l’avvocato, “le reiterate condotte illegittime poste in essere dai dipendenti citati e le omissioni dei due responsabili hanno costretto i signori Sarcone e Giuliano a modificare radicalmente le proprie consuete abitudini di vita, ingenerando in loro il fondato timore per la propria incolumità, causando, per tali motivi, un perdurante e grave stato di ansia e di paura”. Da qui il convincimento che “dall’analisi della vicenda lavorativa e per gli effetti che da essa ne sono conseguiti, non può non ritenersi che appaia verosimile come ci si trovi di fronte ad un caso di mobbing-stalking”, ovvero la situazione definita dagli esperti come “persecuzione psicologica sul luogo di lavoro”. La lettera si concludeva con l’invito a prendere i dovuti provvedimenti, con la richiesta che i coniugi vengano richiamati al lavoro alle mansioni espletate e con la riserva di adire le compenti autorità giudiziarie per la tutela dei diritti dei lavoratori “anche in ordine ai danni fisici patiti in conseguenza della condotta mobbizzante, nonché dello stalking posto in essere dai soggetti indicati”.
Varie le denunce presentate in Procura. Tuttora nessuna risposta è arrivata da Unifg e Dussmann. Da ultimo i coniugi, lontani dal lavoro da oltre un anno “per la propria incolumità”, il mese scorso hanno ricevuto una contestazione disciplinare per tale assenza.
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