La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana hanno eseguito una vasta operazione internazionale che ha portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di 15 persone, accusate a vario titolo di omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso, traffico di droga, tentata estorsione, favoreggiamento e riciclaggio internazionale di denaro.
L’inchiesta, coordinata attraverso una Squadra Investigativa Comune sostenuta da Eurojust, nasce dalle indagini sull’omicidio di Francesco Diviesti, avvenuto il 25 aprile 2025 a Canosa di Puglia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane sarebbe stato coinvolto in una violenta colluttazione in un bar di Barletta prima di essere condotto in una zona isolata dell’alta Murgia, dove sarebbe stato ucciso con cinque colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. Il corpo sarebbe stato poi dato alle fiamme all’interno di copertoni nel tentativo di distruggerne le tracce.
Per il delitto sono stati raggiunti da misura cautelare un cittadino albanese, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio, e due italiani di Barletta, accusati di aver contribuito a cancellare le prove e di non aver riferito quanto a loro conoscenza all’autorità giudiziaria. Gli investigatori ritengono che il movente sia maturato nell’ambito del controllo delle piazze di spaccio tra Barletta e la provincia Bat.
Le indagini della DDA di Bari e della DIA hanno inoltre permesso di far emergere l’esistenza di un’organizzazione criminale con base a Tirana, specializzata nel trasferimento di ingenti somme di denaro provenienti dal traffico internazionale di stupefacenti. Secondo gli inquirenti, il gruppo garantiva un flusso continuo di contanti dall’Italia all’Albania. Nel corso dell’attività investigativa erano già stati sequestrati oltre 412 mila euro ai familiari dell’indagato principale e altri 680 mila euro intercettati dalla polizia albanese al confine di Murriqan, tra Montenegro e Albania.
L’operazione odierna rappresenta il risultato di una collaborazione investigativa avviata da anni tra le autorità italiane e albanesi contro le organizzazioni dedite al narcotraffico internazionale. L’inchiesta si inserisce infatti nel solco delle operazioni “Shefi”, “Kulmi”, “Shpirti” e “Ura”, che tra il 2018 e il 2025 hanno portato a centinaia di arresti, al sequestro di milioni di euro e al recupero di oltre sette tonnellate di droga tra cocaina, eroina, hashish e marijuana.
I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti in Italia, Albania e Spagna, tra Barletta, Roma, Anagni, Tirana, Fier, Valona e Madrid. Gli investigatori hanno sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale e del coordinamento tra magistrature e forze di polizia europee nel contrasto alle mafie transnazionali. Il procedimento resta comunque nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nei successivi gradi di giudizio.
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