Presunto mobbing-stalking, Dussmann prende le distanze: “Li abbiamo tutelati”. La replica: “Non è vero”

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E’ destinata a proseguire su più terreni la vicenda raccontata su queste colonne nell’edizione di mercoledì scorso riguardante i coniugi Raffaele Sarcone e Lucia Giuliano, referenti, rispettivamente dal 2007 e dal 2012, delle varie imprese che si sono susseguite negli anni nella gestione dell’appalto delle pulizie e manutenzione presso l’Università di Foggia. Minacce, aggressioni verbali, auto incendiate, pedinamenti: c’è di tutto nel caso di presunto mobbing-stalking nei confronti di un intero nucleo familiare, persone allontanate dal posto di lavoro per la propria incolumità, come denunciato a dicembre scorso dall’avvocato Luigi Sorace e dai diretti interessati all’Università di Foggia e a Dussmann Service srl, l’attuale aggiudicataria dell’appalto, ma anche a Presidenza della Repubblica, Governo, Viminale, Procura di Foggia, Prefettura di Foggia e Corte dei conti. C’è il percorso più strettamente connesso al diritto del lavoro, seguito da Sorace. C’è il profilo penalistico, di cui si sta occupando l’avvocato Angelo Gaggiano. E c’è l’istruttoria amministrativa che la Presidenza della Repubblica ha richiesto alla Prefettura di Foggia. Mentre si attende un riscontro dall’Ateneo, a replicare all’articolo è Dussmann Service, che difende i propri dipendenti.

“La nostra società prende le distanze dalla ricostruzione fatta a mezzo stampa che non corrisponde né all’integrità dei fatti né allo stile con il quale Dussmann opera su tutto il territorio nazionale”, afferma l’impresa da Bergamo. “In seguito a un momento iniziale di conflittualità, durante la quale si sono verificati numerosi atti vandalici culminati con l’episodio delle auto aziendali bruciate, Dussmann ha deciso di assegnare ai signori Sarcone e Giuliano attività che ne tutelano la sicurezza e l’incolumità, preservando il valore della professionalità impiegata. Per quanto concerne l’organizzazione dell’appalto, questa rispecchia pienamente l’organizzazione aziendale, che vede ovunque i responsabili operativi di area e di servizio lavorare nella gestione del servizio e delle persone di appalto. Riteniamo, pertanto, opportuno dimostrare il pieno sostegno dell’impresa ai colleghi e al loro operato. Dussmann”, continua la nota inviata in redazione, “adotta rigidi standard di comportamento etico, trasparenza e conformità alle normative vigenti, in linea con il proprio codice di condotta e con le policy internazionali di Compliance & Integrity. La nostra società è molto attenta alla tutela delle proprie persone sul luogo di lavoro ed è dotata di sistemi di segnalazione, verifica e sanzionamento di tutti i comportamenti ritenuti non in linea con il codice etico e il codice di condotta aziendali”, conclude Dussmann Service.

 Il Gruppo Dussmann impiega oltre 70.000 persone in 21 paesi. Dussmann Service fornisce l’intera gamma di servizi di facility: pulizia, catering, sicurezza e reception, servizi tecnici ed energy management. Nel 2025, il gruppo Dussmann a livello globale ha realizzato un fatturato oltre 3 miliardi di euro, di cui un miliardo di euro a livello nazionale, che lo rende uno dei più grandi provider di multiservizi privati di tutto il mondo.

La posizione espressa dall’impresa lascia sgomenta la signora Lucia Giuliano. “La società prende le distanze dalla nostra ricostruzione dei fatti? Beh, anche noi prendiamo le distanze da quanto affermato dalla società perché non è assolutamente come dicono”, afferma a l’Attacco la donna. “Dicono che “in seguito a un momento iniziale di conflittualità” ci avrebbero assegnato “attività che ne tutelano la sicurezza e l’incolumità, preservando il valore della professionalità impiegata”. Non è vero, siamo stati emarginati e isolati. Non solo noi non siamo stati tutelati, ma abbiamo visto premiare i lavoratori (presunti, ndr) autori di mobbing nei nostri confronti. Quanto all’organizzazione dell’appalto, ovunque l’impresa ha propri referenti e per Unifg eravamo indicati come referenti io e mio marito Raffaele Sarcone. Non è vero che abbiamo potuto continuare a svolgere le medesime attività che svolgevamo prima, mio marito ricevette l’ordine di servizio di andare a occuparsi delle pulizie”, continua Giuliano.

“Non fu mai detto ai lavoratori di doversi interfacciare con noi. Evidentemente Dussmann non sa come operino questi loro colleghi sul posto. Peraltro, io e mio marito – sia tramite l’avvocato Sorace che tramite l’avvocato penalista – abbiamo più volte scritto a Dussmann per segnalare le varie problematiche, senza mai avere risposte né dalla società né tantomeno dall’Università, che non ha mai preso provvedimenti per verificare quanto stesse avvenendo e che continuavamo a denunciare in tutti i modi, anche con mail dirette al rettore. Come donne, né io né mia figlia siamo state tutelate. Non solo mio marito è stato mandato per dispetto a fare le pulizie, ma mia figlia è stata inviata in una sede pericolosa. Ricordo, infine, che Dussmann sta avviando la procedura di licenziamento per me e mio marito. Questo significa, per loro, volerci tutelare? Hanno uno strano modo di mettere in pratica il loro codice etico”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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