Incendi a Vieste, arrestato volontario insospettabile: era intervenuto anche sui due roghi di cui è accusato

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C'è uno sviluppo importante sulle indagini per gli incendi che hanno segnato l’estate viestana. Un uomo di 33 anni (classe '92), volontario nel settore della protezione civile, è stato arrestato nella tarda serata di ieri, venerdì 11 settembre, nell’ambito dell’inchiesta condotta dai Carabinieri forestali sui roghi divampati nell’agro di Vieste tra luglio e agosto. Tra gli episodi che gli verrebbero contestati figurano i due incendi in località Carabella - nelle immediate vicinanze del lungomare Europa - del 31 luglio e del 12 agosto, quando le fiamme, spinte dal vento verso la fascia costiera, avevano minacciato la vegetazione e reso necessarie alcune evacuazioni precauzionali. Ma sulla figura dell’uomo emerge adesso un particolare che rende la vicenda ancora più singolare: avrebbe partecipato personalmente alle operazioni di spegnimento di entrambi quei roghi. È quanto riferiscono a l’Attacco persone che lo conoscono da anni e che, dopo la notizia dell’arresto, descrivono un clima di totale incredulità: "Se avessi dovuto chiamare qualcuno per dare una mano durante un incendio, mi sarei rivolto lui", racconta una delle persone a lui vicine, "è sempre stato disponibile, è l’ultima persona alla quale avremmo pensato", riferisce un altra fonte.

Un profilo che stride con le contestazioni sulle quali stanno lavorando gli investigatori. L’uomo viene descritto come riservato, mite, lavoratore, ben lontano da atteggiamenti aggressivi o conflittuali: "se davvero si tratta di lui, allora deve essere malato (affetto da piromania), non c'è altra spiegazione, non aveva alcun tornaconto per compiere simili gesti", ci dicono. Oltre ad essere impiegato stagionalmente nella raccolta dei rifiuti, lavora anche la terra e, secondo chi lo frequenta, avrebbe sempre partecipato con grande disponibilità alle attività antincendio. È sposato e ha una figlia.

C’è poi un altro elemento. Il padre dell’arrestato abita proprio nell’area della Carabella, circostanza che spiegherebbe almeno in parte la sua abituale presenza in quella zona. Chi lo conosce riferisce che l’uomo avrebbe più volte lasciato lì la propria automobile prima di raggiungere con altri mezzi le squadre impegnate negli interventi. Proprio per questo, nell’ambiente del volontariato prevale per ora la cautela: "Siamo increduli. È una persona che lavora sodo, non uno che cerca protagonismo. Ha spento incendi con noi per anni". La presenza in un’area boschiva, viene inoltre osservato, non sarebbe di per sé insolita per chi svolge attività di controllo e avvistamento, anche informale, alla ricerca di focolai.

Saranno però gli atti dell’indagine a chiarire quali elementi abbiano portato alla misura cautelare. Secondo quanto trapelato, l’attività investigativa si sarebbe avvalsa anche di fototrappole, telecamere e termocamere installate nelle zone considerate più a rischio. L’uomo resta, naturalmente, presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva. Intanto l’inchiesta prosegue nel massimo riserbo, mentre a Vieste rimane lo sgomento per un sospettato che, fino a poche ore fa, chi gli stava accanto conosceva soprattutto dall’altra parte delle fiamme: quella di chi correva a spegnerle.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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