Federico II senza la sua Capitanata. È il paradosso del nuovo film del regista e produttore barese Francesco Lopez con la sua casa di produzione indipendente OZ Film, “La Meraviglia del Mondo”, con protagonista e co-produttore l’attore, nato a Trani e vissuto fino all’età di sedici anni ad Andria, Riccardo Scamarcio, con la sua società Lebowski, dedicato alla figura dello Stupor Mundi. Il film intende raccontare Federico II come un uomo del 1200, che ha trovato soluzioni a questioni che oggi sembrerebbero insormontabili. “Quella che doveva essere una semplice prova d’attore si trasforma in un confronto viscerale con il personaggio storico. Ciò porterà Riccardo allo scontro con i produttori e a voler cambiare il finale del film”, è spiegato nella sinossi del film. La scelta di Riccardo Scamarcio nel ruolo dell’Imperatore non è casuale: attore e personaggio viaggiano in parallelo per più di un motivo. “Riccardo, riconoscendosi nel pensiero dell’Imperatore, comincia a confondere la realtà storica con l’interpretazione tanto da andare, durante le riprese, oltre il copione, regalando così a Federico II un’ultima manifestazione del suo spirito: quell’inno all’evoluzione culturale e umana che diventerà un inno alla libertà per l’attore”. Il film è il mockumentary di una messinscena che alterna registri visivi e narrativi per seguire l’attore nella ricerca del suo personaggio e il personaggio nella ricerca del suo ruolo da imperatore nella storia. Una prima parte delle riprese è stata girata a dicembre 2025 in alcuni luoghi federiciani, come Jesi nelle Marche, città dove nacque Federico II, e Napoli, dove ha fondato l’Università degli Studi Federico II nel 1224, ufficialmente considerata la prima università statale e laica del mondo. Le riprese, ricominciate lo scorso 11 maggio, sono in corso in Puglia a Castel del Monte, Bari, Andria, Barletta, Molfetta, Carovigno, in Lucania a Melfi, Lagopesole, Laghi di Monticchio e a Palermo, ultima tappa del set. Il film ha ottenuto il supporto di Apulia Film Commission, Lucana Film Commission, RAI Cinema e Ministero della Cultura. La scelta di escludere la provincia di Foggia dalle riprese del film ha fatto storcere il naso ad Enzo Dota, esperto di marketing territoriale, che a l’Attacco ha ritenuto inaccettabile questa cancellazione storica: “Foggia è Federico II. Ha rimodellato la cucina nostrana e la Capitanata era la sua residenza di caccia”.
L’esperto sottolinea il baricentrismo dietro questa operazione, ma non punta il dito contro chi ha realizzato tale prodotto cinematografico, ma contro gli stessi foggiani. “Il problema non sta tanto nel fatto che il regista e l’azienda siano di Bari e quindi si doveva, in qualche modo, aiutare tutto il sistema barese. Come diceva Giulio Andreotti, “A pensar male del prossimo si fa peccato, ma si indovina” – afferma –. Il problema grosso di tutta questa storia è che di fronte ad una situazione del genere la comunità foggiana non insorge”.
Un legame inderogabile con il territorio. Federico II è infatti deceduto nella domus di Fiorentino, un borgo fortificato nell’agro dell’odierna Torremaggiore. “Se non mi porti Castel Fiorentino, dove l’imperatore è morto, allora è una marchetta”, è il giudizio definitivo di Dota.
“La sua terra era la provincia di Foggia, il resto è una speculazione sul nome di Federico II, una campagna di marketing per il territorio barese”, si esprime così l’esperto. Che però aggiunge: “E devo dire, è una grande manovra fatta dai baresi, che hanno collegato Federico II a Bari. Hanno fatto benissimo, perché a differenza nostra sono più compatti e sanno lavorare di squadra”.
“Purtroppo, l’incompetenza la paghi. E, ancora una volta, torno a ripetere come manchi una cabina di regia”, è il parere ormai consolidato di Dota, che si era già espresso in questo modo parlando dei vari eventi organizzati a Foggia, che seppur straordinari non hanno alle spalle una reale strategia. C’è amarezza nelle sue parole, dette pensando a quello che il film avrebbe potuto dare al territorio: “Sarebbe stata una grande opportunità, e come sempre accade l’abbiamo persa”.
Sul tema si è espresso anche il consigliere comunale di Foggia, Antonio De Sabato, che ha mostrato soddisfazione per un progetto che valorizza una delle figure più straordinarie della storia europea e il patrimonio culturale della Puglia, meno per l’assenza della Capitanata, “nonostante rappresenti uno dei territori più profondamente legati alla sua vicenda storica, politica e umana”. “Fu proprio nel Tavoliere che l’Imperatore costruì una parte fondamentale della sua visione politica ed economica. A Foggia stabilì una delle sedi principali della corte imperiale. A Lucera diede vita a uno degli esperimenti di convivenza culturale più avanzati del Medioevo. A Castel Fiorentino si concluse la sua esistenza terrena”, continua il vicepresidente della Commissione Cultura. “Per questa ragione sorprende che un’opera realizzata anche attraverso il sostegno di strumenti pubblici regionali legati ad Apulia Film Commission non abbia coinvolto luoghi che rappresentano pagine fondamentali della storia federiciana”.
E rivolge un appello all’assessora regionale al Turismo, Graziamaria Starace, “affinché possa farsi promotrice di un momento di approfondimento sul patrimonio federiciano della Capitanata e sul ruolo che esso può assumere nelle future strategie regionali di valorizzazione culturale e turistica”.
Infine, lancia una sfida ambiziosa: la candidatura del “Paesaggio Culturale Federiciano del Tavoliere delle Puglie” a Patrimonio Mondiale UNESCO. “Forse è arrivato il momento di costruire un progetto che riporti la Capitanata al centro della narrazione storica e culturale che merita”, conclude.
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