Monte Sant’Angelo, Gioielli di Carta: terza edizione del Festival del libro d’artista ideato da Matteo Totaro

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Quando il libro smette di essere un puro oggetto di intrattenimento personale e diventa un rituale di condivisione, uno scambio estetico in cui la libera interpretazione di un tema si fonde con la più alta espressione dell’arte, nasce Gioielli di Carta.

Gioielli di Carta è il festival del Libro d’Artista che nel cuore del Gargano, precisamente a Monte Sant’Angelo, dà voce e spazio a talenti e artisti della materia provenienti da ogni parte d’Italia.

Giunto alla sua terza edizione, l’evento di inaugurazione si terrà sabato 22 agosto alle ore 22.00 nella splendida cornice del Battistero di San Giovanni in Tumba, un luogo sacro nella città dei due siti UNESCO, dove la purezza della pietra bianca si mescolerà alla leggerezza della carta.

“In limine: una riflessione sulla soglia, sul passaggio, su ciò che sta tra un prima e un dopo” è il tema intorno al quale artisti, tipografi, incisori e creativi, sono chiamati quest’anno a cimentarsi per scoprire, e farci scoprire, la propria interpretazione di una variazione che, come ricorda anche la celebre poesia montaliana, rappresenta a livello simbolico la condizione di essere su una soglia, sia essa fisica o immaginaria.

Ideato e sapientemente curato da Matteo Totaro, docente di Letteratura di giorno e tipografo di sera, come si legge dai suoi profili social, il festival Gioielli di Carta racchiude in sé, da un lato, l’intento di restituire al territorio un evento culturale raro per il suo contenuto e per questo di altissimo prestigio e, dall’altro, di ripensare il libro come un’opera d’arte totale che, partendo dal concetto più comune che abbiamo della pagina stampata, ci offre la visione di un oggetto che diventa un manufatto pensato e realizzato direttamente dall’autore in ogni sua singola fase e per questo pezzo unico e prezioso.

Nelle mani degli artisti che prendono parte al festival, la carta cessa di essere un semplice supporto di stampa e diventa materiale da plasmare, tessuto da ricamare, gioiello.

Piegature geometriche, carte fatte a mano, uso di elementi naturali del territorio trasformano i volumi in sculture personali capaci di dialogare con lo spazio circostante.

Il libro d’artista non si legge: si guarda, si tocca, si vive. Così come vivo è il lavoro dell’artista che lo produce. Un lavoro sacro, lento quale quello di un artigiano chiamato a celebrare la precisione, la cura e il dettaglio della sua opera.

Dal 22 al 30 agosto la mostra collettiva del libro d’artista sarà pertanto un’occasione di incontro e scoperta non solo per gli artisti che, selezionati attraverso un apposito bando avranno l’onore, con le loro opere, di partecipare al concorso previsto all’interno del festival, ma ancor di più per quel pubblico attento e curioso che ancora spera nella bellezza autentica di un libro, nella sua essenza al di là di qualsiasi forma.

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