Un mese fa, partecipando all’evento organizzato da Confindustria Foggia sulla Zona economica speciale unica del Mezzogiorno, il 77enne imprenditore Algesiro Cariglia - viestano d’origine e sipontino d’azione - intervenne spiegando: “Ho beneficiato di due autorizzazioni ZES a Manfredonia, dove ho rilevato un'impresa che non riesce a decollare per assenza di opere di urbanizzazioni”. Nessun riferimento a ciò che avesse acquisito, ma era evidente che si trattasse di una diversificazione degli investimenti rispetto al suo settore storico, quello delle concessioni demaniali marittime che lo vedono protagonista dell’acquacoltura nel Bacino alti fondali, su una superficie di oltre 216mila mq, con la sua Gargano Shell Fish Farm, cooperativa che fatturò quasi 3 milioni di euro nel 2024, attività portata avanti coi figli Michela, Alessandro e Francesca. Orate, branzini, cozze allevati al largo del Golfo, accanto ai traffici di merci sfuse e di pale eoliche. Un comparto nel quale Cariglia è impegnato sin dagli anni Ottanta. Ma l’ultima operazione fatta va in tutt’altra direzione ed è quella dell’ex albergo Nicotel Gargano, che rappresentava a Manfredonia uno dei due grandi e moderni alberghi del Golfo insieme al Regiohotel Manfredi dei fratelli Gelsomino.
Sorto grazie ai fondi del secondo protocollo aggiuntivo del Contratto d’area di Manfredonia-Monte Sant’Angelo-Mattinata, l’ex 4 stelle è ormai chiuso dal lontano 2015, a meno di 10 anni dal permesso di costruire ottenuto nel 2004. L’epilogo triste della struttura ricettiva, cui erano legate tante speranze connesse al turismo sipontino, portò nel 2022 ad una prima asta, avente nel commercialista manfredoniano Lorenzo Mantuano il professionista delegato alle operazioni di vendita e custode giudiziario dell’immobile, in virtù del provvedimento del giudice dell’esecuzione del Tribunale di Foggia di dicembre 2021 nell’ambito della procedura esecutiva immobiliare risalente al 2017. Era una vendita senza incanto con modalità sincrona mista del diritto di piena proprietà dell’immobile pignorato.
Il prezzo base d’asta ribassato era pari a 6.952.875 euro, l’offerta minima era fissata in 5.214.656,25 euro. L’albergo, che conta anche un centro congressi e foresterie, è situato nella zona industriale PIP (piano insediamenti produttivi), a poca distanza dalla la strada statale 89 che collega Manfredonia a Foggia. L’impresa beneficiaria dei fondi pubblici fu la Turismo Gargano Investimenti srl: 21,042 milioni di euro furono gli investimenti ammessi a contributo, 14,802 milioni di euro furono i contributi assegnati, mentre gli occupati totali a inizio attività furono 110 di cui 14 a tempo indeterminato.
Negli ultimi anni di funzionamento l’albergo appariva fatiscente agli ospiti ma fece comunque scalpore l’ordinanza con cui nel 2015 l’allora sindaco Angelo Riccardi dichiarò l’inagibilità dopo la sospensione da parte dell’ASL FG dell’attività di ristorazione a causa della inidoneità dell’acqua potabile di cui disponeva l’insediamento turistico. Già allora si comprese che l’albergo realizzato dalla srl (che derivava dalla Benfan srl del noto commercialista di Conversano Benedetto Fanelli) assai difficilmente avrebbe riaperto i battenti. E difatti quel luogo è stato da allora abbandonato a sé stesso. Il Nicotel ricade in un lotto della località Pariti interamente di proprietà della debitrice. Nel Piano Regolatore Generale del Comune di Manfredonia l’area è identificata come Zona PIP e ZONA PIP ampliamento: Piano insediamenti produttivi. “La struttura alberghiera a 4 stelle è realizzata all’interno di un lotto di circa 30.000 mq, con una superficie coperta di progetto di 7.700 mq circa, su una superficie massima realizzabile di circa 12.000 mq”, spiegò Mantuano nella propria relazione. “La struttura alberghiera, di tre piani, comprende anche un blocco foresterie suddiviso in sei palazzine adiacenti, ognuna delle quali si sviluppa su due piani fuori terra e complessivamente per una superficie coperta di 870 mq. In totale la struttura dispone di 181 camere da letto e 48 miniappartamenti con 48 camere da letto. Non mancano piscina, parcheggi e campetto da calcio. Allora l’asta si concluse con un nulla di fatto.
Il 16 settembre scorso un nuovo tentativo, con prezzo base d’asta ribassato pari a 1.237.462,37 euro ed offerta minima di 928.096,77 euro. L’alienazione del complesso - i cui impianti negli anni sono stati gravemente danneggiati mentre lo stato di conservazione dell’albergo e del blocco foresterie “può considerarsi complessivamente sufficiente” - è andata in porto, in favore proprio di Cariglia, a quanto pare per 690mila euro circa. Tuttora manca l’allaccio dei servizi di adduzione idrica e degli scarichi fognari della struttura ricettiva, di cui Cariglia vorrebbe cambiare la destinazione d’uso facendone – dicono i beninformati – una residenza per anziani.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).