C’era una volta la Lega, è rimasto solo Splendido: fa il segretario, si ricandida ma non sa dove prendere voti

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La Lega riparte da Joseph Splendido. È lui il nuovo commissario del partito per la provincia di Foggia. Succede allo sfortunato Primiano Di Mauro, che è riuscito a perdere d’un colpo ambedue i ruoli ricoperti fino a qualche mese fa: sindaco di Lesina e segretario del Carroccio, con qualche sortita avventata nel capoluogo dauno, quando accettò di immolarsi candidandosi a presidente di Palazzo Dogana, spaccando il centrodestra. Per i più maligni, è da lì che iniziarono tutti i suoi problemi. E in effetti, da stella in ascesa ed anonimo cittadino il passo è stato breve. Per giunta, come segretario provinciale si può affermare non abbia toccato palla, limitandosi a riunire un paio di volte i pochi superstiti rimasti nel partito. Addirittura si mormora che, in una di queste riunioni, non abbia fatto mistero delle cattive acque in cui ci si affannava a navigare, sancendo – ancor prima dell’avvicendamento – la resa definitiva: “Guardatevi intorno” sarebbe stato il ragionamento fatto ai pochi presenti. “Gli hanno fatto un favore rimuovendolo” sentenziano dal Lesinese. Vicinissimo all’ex europarlamentare Massimo Casanova, colui che lo volle alla guida del partito di Capitanata, la nomina di Di Mauro si può dire non sia nata sotto la migliore delle stelle. Ora ci prova Splendido. “E chi altri sennò? È rimasto solo lui” sibilano gli ex di partito. Strada facendo, infatti, la Lega ha perso in provincia di Foggia quasi tutto ciò che aveva: sono lontani i tempi dei pullman per Pontida, dell’entusiasmo, dei gazebo affollati, delle chiavi della città consegnate a Salvini dall’ex sindaco Landella, di sindaci e consiglieri comunali che facevano a gara a posizionarsi sotto il vessillo del Carroccio. La velocità con cui il sogno di Alberto da Giussano da queste parti si è sgonfiato è stata esattamente pari alla rapidità con cui era cresciuto: il principio della instabilità dinamica, un classico. Il primo a cadere (in tutti i sensi) è stato il Comune di Foggia, allorché l’amministrazione capitolò rovinosamente sotto la scure del sospetto mafioso; persi per strada anche uomini e donne nelle grandi città: da Manfredonia a Lucera, da Cerignola a San Severo (qui tengono botta ancora Rosario Di Scioscio, attuale assessore nella giunta Colangelo, e Vincenzo Specchio nel centro ofantino). Qualcosa resta a San Giovanni Rotondo, gestita da duo Natale-Cappucci, e a Serracapriola con Michele Leombruno

Per il resto, non si ode più nulla. Forse il sindaco Alessandro Liggieri a Torremaggiore ma, insomma, “è una forzatura, si è allontanato dalla Lega da tempo, il progetto cittadino lo ha costruito da solo” chiariscono i beninformati. Liggieri pare non abbia più rapporti neanche con Splendido, di cui prima era amico fidato. 

Persi per strada anche l’ex segretario provinciale Daniele Cusmai, un tempo considerato la mascotte del partito, mentre alle scorse elezioni comunali di Foggia è stata la volta del segretario cittadino Antonio Vigiano, arresosi di fronte al risultato portato a casa. Da allora nulla si è più mosso da queste parti. 

Ora, alla vigilia delle elezioni regionali, si prova ad innescare un anelito di vitalità. “Ringrazio il sen. Roberto Marti che ha creduto nella mia persona e riaffermo la forte volontà di contribuire alla crescita della Lega nei territori. Un percorso non facile ma esaltante perché animati da passione e fede nei nostri valori” scrive Joseph Splendido nella nota stampa con cui annuncia la sua avvenuta nomina. 

“Nulla di nuovo sotto il sole – commenta qualcuno -. Che il nuovo commissario sarebbe stato lui era cosa nota da tempo. Un po’ perché è il solo profilo istituzionale rimasto, un po’ perché la Lega di Capitanata ha un solo candidato a tutto: lui. Ed è giusto che sia lui ad assumersi oggi questo onere”. Che sia stato anche questo il motivo di scoramento per i tanti che man mano si sono allontanati? “I conti sono presto fatti – spiegano a l’Attacco -: dacchè è entrato nel partito, Splendido ha monopolizzato tutto: è stato candidato al Parlamento due volte, candidato eletto alla Regione, candidato di recente all’Europarlamento. E quando c’è stata l’occasione di fare spazio a qualcun altro, per costruire un minimo di squadra, ancora lui”. 

Il riferimento è anche alle elezioni politiche del 2022 quando in pole per la candidatura al Senato pare ci fosse il segretario generale della Fiera di Foggia, Raimondo Ursitti, ma poi la scelta ricadde ancora su Splendido. Un “tradimento” secondo la vulgata leghista che Ursitti si sarebbe legato al dito. E dunque, se così stanno le cose, il nuovo mandato da commissario del consigliere regionale partirebbe decisamente in salita. “Più che alla ricostruzione del partito, con questa nuova nomina Splendido mira a mettere insieme un po’ di gente per la sua campagna elettorale. Vedremo chi lo seguirà, visto che da quando è stato eletto in Regione si son perse le tracce”. 

Le elezioni regionali sono alle porte. Non è ancora chiaro se quest’anno o agli inizi del prossimo, il mandato a Bari sta terminando. La Lega ha bisogno di tornare in forze, Splendido deve raccogliere qualche migliaio di voti per essere riconfermato. Sempre che si ricandidi col Carroccio. 

“Da quel che mi risulta, avrebbe provato ad annusare l’aria nel centrosinistra, direzione Stea – Emiliano. Ma se ora ha accettato la carica di commissario provinciale della Lega, è chiaro che ha maturato la convinzione che questa sia l’unica strada rimasta” dicono sempre i beninformati. Che malignano: “Vedremo che lista riuscirà a mettere insieme e se questa avrà la forza di superare lo sbarramento. Soprattutto sarà interessante vedere lui stesso quanti voti ha. Si può dire che ad oggi non si sia mai misurato col consenso posto che, l’unica volta che abbiamo contato le preferenze, una ad una, è stato alle elezioni regionali, ma erano voti di partito. Perché non dimentichiamoci che lo sostenne lealmente tutto il partito” dicono ancora ex leghisti. 

Poi ci sono state le elezioni europee del 2024, dove Splendido ha clamorosamente (o astutamente?) scelto di condurre una campagna elettorale sul “non votate me ma il senatore Marti”, racimolando poco più di 200 voti in tutta la Circoscrizione Sud. Qualcuno suggerisce, per farsi un’idea, di guardare al risultato ottenuto alle elezioni comunali di Foggia da uno sei suoi uomini più fidati, Silvano Contini, che nell’urna superò di poco il centinaio di preferenze. Ci sarà da lavorare, e parecchio, insomma. I fasti del 30% del Carroccio sono belli che andati, così come, sembra, il progetto di partito nazionale. E con Salvini che non tira più come prima e un gruppo dirigente tutto da ricostruire da queste parti, lo scenario sembrerebbe tutt’altro che Splendido.  
(Il Ghibellino - l'Attacco)

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