“Pronto a candidarmi con FdI, altrimenti prenderò altre strade. A sinistra? Arriverebbe l’Apocalisse!”

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Lo si può chiamare “comandante” come anche “generale”: sono entrambi titoli che gli sono propri nei volontari della Civilis Ispettori territoriali ambientali, con i quali ha travalicato le frontiere mediatiche locali ed è stato proposto alla più nutrita platea nazionale. Dalla televisione – dove viene spesso intervistato da Striscia la notizia – ai social network, buca gli schermi e non lascia indifferenti. Giuseppe Marasco è stato eletto consigliere comunale di Fratelli d’Italia, riportando i meloniani nella massima assise cittadina di Manfredonia dopo una decennale assenza, forse anche sulla scorta della fama che si è conquistato da paladino dell’ambiente e, più in generale, della legalità. Il 65enne non è nuovo all’esperienza politica – anche se ne era rimasto ai margini per buoni trent’anni -, anzi il suo impegno in questo ambito risale a molto tempo fa. Tendenzialmente d’animo destrorso, per quanto si sia anche cimentato sotto l’effigie del Partito Socialista Italiano alle elezioni comunali, annovera dalla sua esperienze nei più disparati ambiti. Quello di telecronista sportivo, per esempio, quando utilizzava un lessico colorito che non disdegnava il vernacolo. E’ stato lungamente arbitro di calcio, ma è anche giudice e arbitro – tra i tanti - di atletica leggera, rugby, motociclismo, tiro con l’arco.

Nei giorni scorsi, la sede della Civilis è rimasta danneggiata da un incendio generato presumibilmente da un cortocircuito che, come spiega lo stesso Marasco a l’Attacco, “ha prodotto danni perché hanno preso fuoco alcuni pannelli in polistirolo, di cui la nostra sede era dotata per ridurre l’impatto sonoro all’esterno quando la destinammo come socia per Carnevale”. Fortunatamente, il tempestivo allarme dato dai vicini – che hanno sentito suonare l’allarme e hanno visto il fumo che fuoriusciva da una finestrella – ha permesso il celere intervento dei vigili del fuoco che, però, hanno dovuto forzare l’ingresso. “Sì, è un ulteriore danno economico ma non c’era altro modo se non quello di rompere le serrature d’ingresso, perciò li ringrazio per aver domato subito le fiamme”.

Dopo aver lanciato un appello affinché si possano recuperare le risorse necessarie per rendere la sede Civilis di nuovo accessibile, il consigliere Marasco prende spunto da un precedente articolo de l’Attacco, per dire la sua sull’Amministrazione comunale.

Il Sindaco Domenico la Marca, a suo avviso, “è stato messo là da qualcuno della ‘Cupola’, come ho avuto modo di dire anche in Consiglio comunale”. Al riguardo dell’attività portata avanti dall’Amministrazione, pensa che “con le difficoltà provenienti dal passato, si stanno impegnando per far rinascere Manfredonia – riconosce -. Qualche assessore di più e qualcun altro di meno, ma non voglio fare nomi”. Piuttosto, rivolge il suo biasimo ai dirigenti comunali. “Alcuni di questi si sentono i proprietari del Comune, mentre invece devono seguire la volontà amministrativa – motiva il consigliere di minoranza – e dare conto anche a chi, come me, vuole esercitare le prerogative che sono proprie di ogni consigliere comunale”. 

Su queste colonne, è stato riferito che Marasco stesso ha annunciato la sua candidatura per le prossime elezioni regionali pugliesi, per quanto resti ancora indefinito il momento in cui si svolgeranno. Perciò viene subito da pensare che lo farà con Fratelli d’Italia, invece il consigliere non vuole darlo per scontato. 

“Se non giochi al gratta e vinci, non puoi mai vincere a quel gioco – la metafora con cui esordisce -. Voglio competere alle regionali in qualsiasi schieramento politico. Se Fratelli d’Italia mi vuole, è bene. Se non mi vuole, non ho nessun problema. Ormai non esiste la fede politica”. Una risposta per certi versi spiazzante, un po' come lo è il suo personaggio. Questo vuol dire che – per assurdo – accetterebbe anche di farlo con il Partito Democratico o, comunque, in una forza di sinistra? “No, nella maniera più assoluta. Se succedesse una cosa del genere, arriverebbe l’Apocalisse!”, precisa citando sé stesso e uno dei tormentoni sulle “fiamme dell’inferno” e “l’apocalisse” che lo hanno reso celebre in ogni dove.

“Perderei credibilità, la mia dignità e la mia storia personale – riprende più seriamente -, invece voglio svolgere un ruolo che sia al servizio dei cittadini, come faccio nel mondo del volontariato. La domanda che mi faccio è: cosa hanno prodotto, in termini di benefici per il territorio, i nostri consiglieri regionali? Nessuno e hanno solo pensato a coltivare il proprio orticello. Piuttosto, abbiamo subito pesanti penalizzazioni”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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