La crisi politica dell’amministrazione Colangelo a San Severo entra nella settimana decisiva. Dopo le dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici Gigi Marino e dopo giorni di tensioni e trattative sotterranee, mercoledì e giovedì il Consiglio comunale rappresenterà il vero snodo da cui dipenderanno gli equilibri della maggioranza. Sul tavolo non ci sono soltanto le ratifiche delle variazioni urgenti di bilancio anticipate da l’Attacco, ma soprattutto tre delicatissime pratiche urbanistiche che stanno ulteriormente alimentando lo scontro interno alla coalizione. Nel frattempo, la Sindaca Lidya Colangelo sarebbe pronta ad azzerare la Giunta prima del Consiglio comunale nel tentativo di dare un segnale politico di apertura e provare a congelare una crisi ormai esplosa pubblicamente dopo l’uscita di Marino. Un’operazione che però, secondo diverse ricostruzioni, rischia di non bastare più. Nel fine settimana sono arrivate anche le prese di posizione ufficiali del Partito Democratico. Il segretario cittadino Antonio Bubba ha parlato di “fallimento politico e amministrativo dell’amministrazione Colangelo”, sostenendo che l’esperienza di governo cittadino sia “conclusa senza alcuna possibilità di recupero”. Sulla stessa linea anche il consigliere dem Francesco Sderlenga, secondo cui le dimissioni di Marino “certificano definitivamente il fallimento politico e amministrativo” di una maggioranza “paralizzata da divisioni interne, conflitti continui e totale incapacità di garantire una guida stabile e credibile alla città”. Parole che arrivano dopo l’iniziativa politica lanciata nei giorni scorsi dal consigliere di opposizione Angelo Masucci, che aveva dichiarato di aver già contattato un notaio per la raccolta delle tredici firme necessarie a chiudere anticipatamente la consiliatura. “Ora non servono sceneggiate. Servono atti concreti e irreversibili”, aveva affermato Masucci, chiedendo ai dissidenti della maggioranza di assumersi apertamente la responsabilità politica della crisi. Proprio le uscite quasi contemporanee di Masucci e Sderlenga stanno aprendo anche la competizione politica interna al fronte progressista e civico in vista dello scenario post-Colangelo. Entrambi stanno infatti tentando di accreditarsi come riferimenti dell’opposizione nella fase che potrebbe aprirsi dopo l’eventuale caduta dell’amministrazione. Dietro le dichiarazioni pubbliche, però, continua a muoversi una partita molto più complessa. Dopo le interlocuzioni emerse nei giorni scorsi tra il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Giannicola De Leonardis e Rosario Cusmai di Con, resta infatti aperto il tentativo di costruire una maggioranza di sopravvivenza attorno alla Sindaca. Sul tavolo ci sarebbero deleghe pesanti, compresi i Lavori Pubblici lasciati vacanti da Marino, oltre a nuovi equilibri di sottogoverno. In questo quadro continuerebbe a pesare il ruolo della consigliera Anna Maria Damone, espressione dell’area politica vicina all’ex governatore Michele Emiliano. Nel frattempo, però, il vero detonatore politico delle prossime ore resta il Consiglio comunale.
Le tre varianti urbanistiche inserite all’ordine del giorno stanno infatti diventando il terreno dello scontro finale dentro la maggioranza. La pratica più delicata riguarda il progetto per l’insediamento di un noto fast food su un’area riconducibile a parenti dell’architetto Ciro Matarante, cugino dell’omonimo consigliere comunale. Secondo le ricostruzioni raccolte negli ambienti politici cittadini, proprio l’architetto Matarante sarebbe il tecnico di riferimento dell’operazione, costruita politicamente sull’asse tra il consigliere Matarante e il sindaco-ombra Giuseppe Manzaro. Un intreccio che dentro la maggioranza sta provocando ulteriori tensioni anche per i rapporti familiari che collegano l’architetto Ciro Matarante alla vicesindaca Anna Paola Giuliani attraverso il fratello Emilio Matarante, marito della stessa Giuliani. Il progetto viene difeso dall’area vicina a Matarante anche per le possibili ricadute occupazionali, ma dentro la maggioranza il clima sarebbe completamente diverso. Fratelli d’Italia, Anna Mariani e altri consiglieri non avrebbero alcuna intenzione di approvare la delibera e nella migliore delle ipotesi starebbero valutando soltanto un rinvio tecnico della pratica.
Ancora più simbolica la situazione della variante relativa a Tenuta Inagro, che l’amministrazione si trascina ormai da mesi senza riuscire a chiudere. Già in passato la pratica era stata rinviata su richiesta della stessa Anna Mariani, che continuerebbe a opporsi a qualsiasi variazione urbanistica in una fase di guerra politica permanente dentro la maggioranza. Allo stesso modo pesa anche la pratica relativa alla realizzazione di tre campi da padel nell’impianto sportivo riconducibile a Luciano Magnolia, imprenditore che gestisce il servizio di affissioni e attacchinaggio del Comune e vicino all’area politica di Angelo Masucci. Tre pratiche differenti ma accomunate da un dato politico evidente. Si tratta infatti di investimenti che potrebbero produrre ricadute economiche e occupazionali per la città, ma che l’amministrazione rischia comunque di bloccare nel tentativo di evitare ulteriori tensioni interne.
In attesa di capire se Colangelo azzererà davvero la Giunta prima del Consiglio, continuano a muoversi le trattative riservate della Sindaca con gli emilianisti Leonardo Irmici e Anna Maria Damone e con Loredana Florio e Fernando Ciliberti nel tentativo di costruire una nuova maggioranza. Se l’operazione dovesse andare in porto, Colangelo potrebbe salvarsi. In caso contrario, subito dopo il Consiglio potrebbe invece materializzarsi lo scenario opposto, con almeno 13 firme pronte a chiudere anticipatamente la consiliatura.
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