San Severo, Fratelli d’Italia tenta il patto con gli emilianisti: l’accordo dipende dalle sorti di un detenuto

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Tra i consiglieri pronti a sottoscrivere la sfiducia alla Sindaca figurano i cinque esponenti dell’area politica riconducibile al sindaco-ombra Giuseppe Manzaro, cioè Marianna Orlando, Ilaria D’Antuono, Ciro Matarante, Alfredo Tardio e Raffaella Vene, ai quali si aggiungono i tre consiglieri del Partito Democratico Francesco Sderlenga, Felice Carrabba e Ciro Cataneo, oltre ad Angelo Masucci e all’ex presidente del Consiglio Alessandra Spada. Parallelamente continuano però le trattative riservate tra la Sindaca Colangelo, Fratelli d’Italia e il gruppo politico degli emilianisti di Con nel tentativo di evitare la caduta anticipata dell’amministrazione. A trattare con la maggioranza sarebbero Anna Maria Damone e Leonardo Irmici per Con, insieme a Loredana Florio e Fernando Ciliberti. Proprio Ciliberti, per accettare di sostenere la maggioranza, starebbe chiedendo un assessorato. Ma le richieste più pesanti arriverebbero soprattutto dal gruppo di Con, consapevole di trovarsi in una posizione decisiva dentro gli equilibri numerici del Consiglio comunale. Secondo le ricostruzioni politiche di queste ore, Con avrebbe chiesto innanzitutto alla Sindaca di azzerare completamente la Giunta e di rivolgere un appello pubblico all’opposizione per la costruzione di un presunto governo di salute pubblica. Un’operazione che verrebbe giustificata politicamente sostenendo il rischio di perdere eventuali finanziamenti per la città in caso di crisi amministrativa. A quel punto il gruppo vicino all’area emilianista potrebbe sostenere Colangelo invocando il senso di responsabilità istituzionale. Dentro questa trattativa si inserisce poi la proposta avanzata dall’ex coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e consigliere regionale Giannicola De Leonardis al coordinatore provinciale di Con Rosario Cusmai. L’ipotesi sarebbe quella di portare Leonardo Irmici in Giunta, magari assegnandogli i Lavori Pubblici rimasti vacanti dopo le dimissioni di Gigi Marino. Le eventuali dimissioni di Irmici dal Consiglio comunale aprirebbero però uno scenario politicamente e giuridicamente molto delicato. Con l’uscita di Irmici dall’aula, infatti, dovrebbe entrare il primo dei non eletti di Con, che in teoria risulta essere Ciro Caliendo. Caliendo è però attualmente detenuto e rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio premeditato della moglie Lucia Salcone, vicenda avvenuta lo scorso anno. Ed è proprio su questo punto che si starebbe reggendo l’intero ragionamento politico costruito da Fratelli d’Italia e Con. Secondo questa impostazione, infatti, lo stato di detenzione di Caliendo imporrebbe al Prefetto di far scorrere ulteriormente la lista consentendo l’ingresso del secondo dei non eletti di Con, cioè Lino Albanese, già assessore all’Ambiente durante le amministrazioni guidate dall’allora Sindaco Francesco Miglio a partire dal 2014. L’ipotesi politica più accreditata nelle ultime ore sarebbe quindi quella di un Irmici assessore in quota Con sostenuto in Consiglio comunale dai consiglieri Loredana Florio, Anna Maria Damone e dallo stesso Albanese. Ma in realtà la situazione sarebbe molto più complessa. La vicenda rischierebbe infatti di lasciare la sopravvivenza dell’amministrazione Colangelo direttamente legata alle future decisioni del Tribunale, quindi a dinamiche completamente esterne e indipendenti dalla politica. L’errore di valutazione compiuto da Fratelli d’Italia e Con starebbe proprio nell’idea di poter saltare definitivamente Caliendo in quanto detenuto e sottoposto a processo. Dal punto di vista giuridico, però, la situazione sarebbe differente.

Caliendo, pur trovandosi in stato di detenzione cautelare, è infatti soltanto rinviato a giudizio e non destinatario di una sentenza definitiva di condanna. In questa fase non scatterebbero quindi né ineleggibilità né incandidabilità. In base al Testo unico degli enti locali e alla Legge Severino, la decadenza definitiva dalla carica scatterebbe soltanto in presenza di una condanna definitiva. Scatterebbe invece la sospensione di diritto. L’articolo 11 comma 2 del decreto legislativo 235 del 2012 stabilisce infatti che la sospensione automatica consegue quando nei confronti di un amministratore venga applicata una misura cautelare coercitiva.

Questo significherebbe che l’eventuale ingresso di Lino Albanese non avverrebbe con assegnazione definitiva del seggio ma soltanto come surroga temporanea. Il seggio resterebbe formalmente di spettanza di Caliendo. Nel caso in cui il Tribunale dovesse in qualsiasi momento disporre la scarcerazione di Caliendo prima dell’eventuale conclusione definitiva del processo, quest’ultimo avrebbe infatti pieno diritto a entrare legittimamente in Consiglio comunale occupando il seggio spettantegli.

In sostanza, qualora l’accordo politico tra Fratelli d’Italia e Con dovesse concretizzarsi, la sopravvivenza dell’amministrazione Colangelo finirebbe per dipendere anche dalla posizione processuale di un consigliere sospeso per un’accusa gravissima ma ancora non condannato in via definitiva. Uno scenario che potrebbe modificare ulteriormente le strategie politiche delle prossime ore. A questo punto, infatti, resta da capire se dopo aver approfondito tutti gli aspetti giuridici della vicenda Fratelli d’Italia e Con sceglieranno davvero di portare Irmici in Giunta oppure se preferiranno lasciarlo in Consiglio comunale, valutando eventualmente l’ingresso di Albanese direttamente nell’esecutivo come figura di riferimento dell’area.

Nel frattempo, nella serata di ieri, si sarebbe svolta anche una riunione tra i consiglieri del centrosinistra, con la partecipazione degli esponenti del Partito Democratico, di Angelo Masucci, Alessandra Spada e del gruppo di Con. Mentre, in giornata, la Sindaca Lidya Colangelo sarebbe stata a Roma insieme al capogruppo di Fratelli d’Italia Leonardo Lallo per un incontro con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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