La costituzione di una Giunta anche prima della proclamazione degli eletti è una situazione che a memoria d’uomo non si era mai vista a Lucera. Non che siano mancate le casistiche speciali e clamorose, tipo quella di luglio 2009 quando Pasquale Dotoli si dimise anche prima di giurare in Consiglio comunale, ma varare un esecutivo a scadenza programmata è una circostanza del tutto singolare e ancora tutta da analizzare nella sua politica abilmente manovriera di un Sindaco come Giuseppe Pitta che ora ha cominciato a mostrare la sua vera natura anche sui tavoli foggiani. Perché nominare uno come Micky De Finis significa alzare il livello dell’esposizione sotto tutti i punti di vista, passaggio tuttavia necessario se letto in relazione alla sua aperta ambizione di candidarsi alla presidenza della Provincia per conto del centro-sinistra. Nel capoluogo e dintorni devono sapere che Pitta è uno che della politica ne fa una materia di studio: ogni parola, ogni nomina, ogni incarico sottende un ragionamento scientifico ponderato alla perfezione. Tanto più nel dossier di Palazzo Dogana, ha già analizzato i requisiti di tutti i suoi potenziali competitor di area, si è già fatto tutti i conti numerici dei mesi che rimangono a quelli che potrebbero solo potenzialmente essere proposti in sua alternativa: non c’è nessuno dei Comuni più grandi, e quelli “eleggibili” hanno situazioni politiche interne piuttosto traballanti, tali da non consentire una sicurezza di successo. La recente inchiesta a carico di Giuseppe Nobiletti, attuale inquilino di Piazza XX Settembre, è certamente un altro elemento a suo favore, nell’ambito di una scelta che andrebbe fatta realisticamente entro la fine di quest’anno, tempistica piuttosto stretta per far diradare tutte le nubi giudiziarie sul conto del Sindaco di Vieste.
Del resto, sul tavolo del centro-sinistra potrà portare due elementi teoricamente decisivi: la vicinanza sempre più stretta con il dominus di Capitanata Raffaele Piemontese (che però potrebbe chiedergli di iscriversi formalmente al Partito Democratico), e l’endorsement già annunciato del suo primo avversario interno, quell’Antonio Tutolo consigliere regionale e soprattutto nuovo capo dell’opposizione a Palazzo Mozzagrugno.
E non a caso, il Pd locale ha dovuto “abbozzare” sulla mancata rappresentanza diretta nella Giunta nominata cinque giorni fa, perché si è ritrovata il nome di del giornalista foggiano rimasto segreto fino a pochi minuti prima della stesura dei decreti di nomina, mentre a livello locale si aspettavano comunque una designazione interna ai propri candidati.
Il segretario cittadino Ivano Di Matto, di formazione socialista, ci ha messo un attimo a dissimulare, contando comunque su un credito per la formazione da comporre a settembre: “Rinnoviamo la nostra piena fiducia nell'operato e nelle scelte del Sindaco. Allo scopo di consentire al primo cittadino di agire in piena serenità e nella massima celerità, non abbiamo voluto fornire alcuna indicazione su un assessore e quindi accolgo con particolare simpatia e con un'autentica manifestazione di stima la nomina di Micky De Finis. Lavoriamo insieme, con responsabilità e concretezza, per il futuro e il bene della nostra comunità”.
Pitta finora ha avuto la straordinaria capacità di rimanere sempre a galla, anche in condizioni di tempeste di alto grado che ha vissuto in almeno 3-4 occasioni, altrimenti non sarebbe riuscito a completare il suo primo mandato, esplorando praticamente ogni angolo dell’assemblea cittadina.
A conti fatti, sono stati solo 3 su 24 i membri dell’aula che non sono stati almeno un giorno dalla sua parte, in realtà poi si riducono a uno solo se si considera anche la campagna elettorale, visto che Francesco Russo poi si è candidato in una sua lista civica e Fabrizio Abate, dopo la mancata designazione della leadership della coalizione che poi ha scelto un altrettanto perdente Vincenzo Checchia, ha lasciato spazio a una sua storica sodale, Annamaria Soprano, riuscendo perfino a farla entrare nella prima Giunta varata mercoledì scorso. L’unico superstite reale è Francesco Di Battista che peraltro ha saltato un giro in questa tornata, rimanendo comunque nei ranghi di Fratelli d’Italia.
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