Lucera, Dell’Aquila (Più Sinistra): “Il Pd non è il partito che abbiamo fondato, è piegato a obiettivi diversi”

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Archiviato il capitolo San Giovanni Rotondo, uno dei fronti più caldi sui quali nelle ultime settimane si è concentrato il confronto interno al Partito Democratico di Capitanata, il viaggio de l’Attacco nei circoli dem della provincia di Foggia prosegue a Lucera. Qui, secondo la ricostruzione di alcuni ex dirigenti locali, negli ultimi mesi il partito avrebbe perso una parte consistente della propria base militante, mentre sul piano politico continua a far discutere l’impostazione del cosiddetto campo largo adottata in occasione delle recenti elezioni comunali. A ricostruire quella fase, contattato da l’Attacco, è Antonio Dell’Aquila, ex capogruppo dem in Consiglio comunale, tra i fondatori del circolo del Pd e oggi tra gli animatori del neonato movimento Più Sinistra. “La situazione del Pd di Lucera è abbastanza semplice da spiegare”, esordisce. “Una parte consistente del partito non ha condiviso l’impostazione del campo largo locale, che a mio avviso si è trasformato in un campo aperto. Alle ultime amministrative sono state intercettate e candidate diverse persone provenienti dal centrodestra. Nella stessa lista del Sindaco Giuseppe Pitta, poi rieletto, sono confluiti anche esponenti provenienti da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Alla fine il campo largo è diventato uno strumento per raccogliere tutto ciò che poteva risultare utile alla riconferma del Sindaco”. Per Dell’Aquila quella scelta avrebbe prodotto conseguenze anche all’interno del circolo cittadino. “Molti iscritti e militanti hanno progressivamente preso le distanze dal partito. Io sono rimasto iscritto fino a dicembre 2025 e a febbraio 2026 mi sono dimesso da capogruppo. Da allora ho sospeso la mia attività nel Pd e oggi mi occupo soprattutto della nuova esperienza di Più Sinistra. Per questo non seguo più da vicino la vita interna del circolo e non posso dire cosa stia accadendo in questo momento. Posso però raccontare quello che ho visto fino alla fine dello scorso anno”. L’ex consigliere ricostruisce quindi la situazione del tesseramento. “Fino a dicembre il circolo contava una trentina di iscritti. Da quel momento, per quanto mi risulta, circa il quaranta per cento ha lasciato il partito. Non so se successivamente siano state sottoscritte nuove tessere, quindi mi fermo ai dati che conosco. Resta il fatto che un gruppo numeroso ha deciso di andare via”. Pur evidenziando il calo degli iscritti, Dell’Aquila riconosce che il Pd ha conservato una significativa capacità elettorale. “Il consenso è rimasto su livelli importanti anche grazie all’apporto di candidature provenienti da altre esperienze politiche. È proprio questo il punto che molti di noi hanno contestato. Io sono tra i fondatori del Pd di Lucera e faccio fatica a parlarne in modo critico. Ho la sensazione che il partito sia stato piegato a obiettivi diversi da quelli con cui era nato e questo ha allontanato molti militanti che avevano contribuito a costruirlo”. Da quella esperienza, spiega Dell’Aquila, è maturata anche la scelta di guardare a un nuovo percorso politico. “Vedremo come crescerà Più Sinistra. L’idea è quella di costruire un luogo di partecipazione, militanza e attivismo che rimanga fortemente radicato sul territorio, senza rinunciare ad affrontare anche temi di carattere nazionale. Se in altri comuni della provincia dovessero nascere esperienze analoghe saremmo ben felici di confrontarci e di costruire insieme un percorso comune”. A chiarire la natura del nuovo movimento, contattato da l’Attacco, è anche Mario Monaco, referente cittadino di Più Sinistra, che tiene subito a distinguere questa esperienza dal dissenso maturato all’interno del Pd. “Personalmente provengo da Sinistra Italiana e non dal Pd. Più Sinistra nasce come esperienza politica, associativa e culturale completamente autonoma. Non è una costola del dissenso interno al Pd e non vuole esserlo. L’obiettivo è costruire un’iniziativa politica che, a nostro avviso, manca da tempo in città”.

Secondo Monaco, negli ultimi anni è venuto meno uno spazio di confronto riconoscibile nell’area progressista. “Non ricordo grandi iniziative politiche promosse dal centrosinistra o dal Pd lucerino. Per questo riteniamo che ci sia un bisogno di sinistra al quale provare a dare una risposta. Vorremmo costruire, con il tempo, un percorso che possa tradursi anche in una proposta elettorale alle prossime amministrative. Alle ultime comunali non ci siamo riusciti, soprattutto per i tempi molto stretti, e oggi vogliamo ripartire con maggiore gradualità”. Il referente cittadino sottolinea come il nuovo soggetto raccolga esperienze differenti. “Tra gli aderenti ci sono persone che provengono dal Pd, altre da Sinistra Italiana, altre ancora da percorsi politici diversi. Ci sono perfino cittadini che non hanno mai avuto una tessera di partito. È proprio questa pluralità che vogliamo valorizzare. L’ambizione è dare vita a un’esperienza nuova, capace di costruire una proposta autonoma partendo dal territorio”.

Monaco precisa che, almeno per ora, Più Sinistra non è collegata formalmente ad alcuna forza politica nazionale. “Io provengo da Sinistra Italiana, oggi però non rappresentiamo quel partito sul territorio. Siamo un cantiere aperto e tutte le ipotesi restano sul tavolo, compresa quella di un eventuale rapporto con Sinistra Italiana o con altre forze del centrosinistra che prevedono nei propri statuti il coinvolgimento di esperienze civiche e associative. È un confronto che affronteremo più avanti. In questa fase abbiamo preferito aprire un percorso costituente, senza presentare un progetto già definito. Vogliamo costruirlo insieme a chi deciderà di partecipare e soltanto al termine di questo cammino dare una forma definitiva all’iniziativa”.

Nella parte conclusiva dell’intervista Monaco torna sul quadro politico cittadino e sulle ragioni che hanno spinto il movimento ad assumere una posizione critica nei confronti dell’attuale maggioranza. “Proveniamo dall’esperienza elettorale che sosteneva Vincenzo Checchia, con il contributo anche di Antonio Tutolo, e per questo esprimiamo un giudizio critico sull’amministrazione Pitta. Non ci siamo riconosciuti né negli esiti di quella competizione né nell’assetto complessivo che si è determinato successivamente. Abbiamo visto percorsi politici provenienti dal centrodestra presentati come espressione del civismo, del centrosinistra o del campo largo. È una scelta legittima, naturalmente, ma noi non riteniamo che l’attuale amministrazione possa essere definita un’esperienza di campo largo. La presenza del Pd, da sola, non basta quando la parte prevalente della coalizione conserva riferimenti e collegamenti politici con il centrodestra”. (Sesta puntata, continua...).

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