Foggia, Bruno Longo: “Non c’erano i motivi per lo scioglimento. Non faremo gli errori delle scorse comunali”
Il primo organizzatore delle riunioni del centrodestra foggiano e del lavoro preparatorio dell’assemblea pubblica prevista per settembre è il meloniano Bruno Longo, ex assessore/consigliere comunale, oggi colonna portante della segreteria cittadina di Fratelli d’Italia. L’Attacco lo ha intervistato.
Da quanto tempo è partita la macchina organizzativa e quali sono gli obiettivi di quella che alcuni sbeffeggiano come “tentativo di rivisitazione storica” dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose nel 2021?
Non esiste alcuna rivisitazione storica. Ci sto lavorando da parecchi mesi ormai, da settembre 2025, contattando le segreterie cittadine delle forze di centrodestra come supporto a quelle provinciali che interverranno quando sarà il momento, nei prossimi mesi. Stiamo facendo un lavoro di preparazione volto sia alle elezioni comunali del 2028 che alla esposizione pubblica dell’analisi critica dello scioglimento. So perfettamente che, per quanto si faccia parte della stessa coalizione, ci sono tanti problemi interni da risolvere e tante asperità e divergenze da smussare. Non nascondo che all'inizio era tutto un “se c’è quello non ci sto io” e viceversa, ma dall’inizio di quest’anno si è creata una certa amalgama nella coalizione. Non è un'operazione elettoralistica, nei nostri incontri non si sta parlando assolutamente del candidato sindaco. Il primo obiettivo è dar vita a un programma della coalizione. Abbiamo già elaborato una bozza che a settembre condivideremo con le segreterie provinciali.
E poi c’è il documento che smonta, a vostro dire, i fatti che furono alla base della decisione di commissariare Palazzo di città, secondo caso di capoluogo di provincia in Italia.
Sì, la seconda questione su cui ci stiamo concentrando è quella relativa all'insussistenza dei requisiti di legge per lo scioglimento del consiglio comunale di Foggia. La sindaca Episcopo, ad ogni défaillance sua e della maggioranza, usa lo stesso alibi e dice che il centrodestra portò la mafia in Comune, tentando con tale argomento di metterci a tacere. La nostra risposta è nel merito: abbiamo chiesto a persone terze, esperti di diritto, di analizzare il decreto di scioglimento. Ebbene, è stata prodotta una relazione che smonta appunto il contenuto del decreto. Peraltro, non c'è solo il raffronto con lo scioglimento dei Comuni di Reggio Calabria e Manfredonia ma anche, e soprattutto, quello con Bari, che lo scorso anno fu risparmiata. Le fu evitato il medesimo esito. Inoltre stiamo cercando di approfondire, presso il Viminale, una indiscrezione che ci è arrivata da fonti legali, per la quale esisterebbe una seconda relazione secretata, mai fornita alle difese, che indagherebbe a fondo i rapporti tra gli allora amministratori comunali di Foggia e gli ambienti mafiosi. Ripeto, è da verificare se ciò sia vero. A me parrebbe strano che, laddove realmente esistente, un documento simile non sia stato mai reso noto.
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