ASL, Raponi verso direzione amministrativa: in Arca non si è accorto di caso Liscio e opacità del concorso

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Dovrebbe avvenire la prossima settimana l’insediamento dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi, nominati dal presidente della Regione Antonio Decaro. Tra loro c’è, com’è noto, Tiziana Di Matteo, scelta per guidare l’ASL Foggia sostituendo l’ex sindaco di Monte Sant’Angelo Antonio Nigri. Ora è attesa per il completamento delle direzioni strategiche, con l’individuazione da parte di Decaro dei nuovi direttori amministrativi. Da alcune settimane i rumors parlano di un ritorno in ASL FG per Massimo Raponi, che nel febbraio 2023 fu nominato dall’amministratore unico Pippo Liscio direttore di Arca Capitanata, l’Agenzia per la casa e l’abitare di via Caggese, a Foggia. Adesso si rafforzano le indiscrezioni che vogliono Raponi prossimo a dire addio all’ex IACP per diventare direttore amministrativo dell’ASL del capoluogo daunio, mentre al Policlinico Riuniti di Foggia arriverebbe Lucrezia Cardinale. Tre anni fa Raponi approdò in Arca proprio dall’ASL FG, dove era dirigente responsabile dell’area patrimonio. Liscio (anch’egli proveniente dall’ASL e, più precisamente, dalla società in house Sanitaservice) lo preferì agli altri quattro partecipanti all’avviso pubblico indetto per la selezione del vertice della tecnostruttura dell’ente. Raponi, in precedenza, era stato anche funzionario della Regione, dirigente del Comune di San Severo e della Provincia. L’avviso pubblico rappresentò uno dei primi atti realizzati da Liscio, diventato amministratore unico il 22 dicembre 2022, pochi mesi prima dunque. Raponi prese il posto del predecessore De Devitiis ben sapendo che l’incarico non avrebbe avuto durata superiore a quella dell’amministratore unico. Liscio autorizzò poi, previa approvazione del Piano triennale del fabbisogno di personale 2023/2025, con successivo atto, l’assunzione di Raponi con sottoscrizione del contratto individuale di lavoro a tempo pieno e determinato. Ignoti i nomi collegate alle altre istanze, ad accezione di quello dell’avvocata foggiana e referente CON Patrizia Lusi, presidente dell’ASP Zaccagnino di San Nicandro Garganico e allora a capo anche dell’ASP dell’Addolorata di Foggia.

Se i rumors dovessero trovare conferma e Decaro effettivamente scegliesse Raponi per la direzione amministrativa dell’azienda sanitaria di Foggia qualcuno considererebbe un po’ singolare la situazione, alla luce dei plurimi interventi della Regione Puglia su iter e atti di Arca Capitanata.

Non si è accorto, ad esempio, che il vertice dell’ente ha raggiunto l’età pensionabile dal 2023 e dunque la sua permanenza nel ruolo viola la legge. Come scritto più volte su queste colonne, il capo di gabinetto di Decaro, Davide Pellegrino ha chiesto di effettuare un controllo sulle date di nascita di tutte le persone nominate dalla Regione in società, enti controllati ed agenzie. L’istruttoria è in corso, anche su Arca Capitanata, e se ne attendono gli esiti.

Questo perché la legge regionale pugliese n. 22 del 2014, quella che istituisce le agenzie Arca e ne disciplina il funzionamento, è inequivocabile sul punto. L'articolo 9, comma 3, stabilisce che l'incarico di amministratore unico “non può comunque protrarsi oltre l'età pensionabile”. Non si tratta di una norma di principio o di un'indicazione di massima: è un limite preciso e cogente, che non lascia margini interpretativi. Una volta raggiunta l'età pensionabile, l'incarico deve cessare, indipendentemente dal fatto che il quinquennio previsto dalla stessa norma non sia ancora scaduto.

Il cerignolano Giuseppe Liscio, nato il 15 gennaio 1956, civico emilianista di CON, l'età pensionabile, ovvero i 67 anni secondo la normativa previdenziale applicabile, l’ha raggiunta nel gennaio 2023. Da quel momento in poi, la sua permanenza in carica sarebbe, secondo una lettura lineare della norma, una violazione continuativa e quotidiana della legge regionale. Eppure, a giugno 2026, Liscio è ancora al proprio posto e il vertice della tecnostruttura di Arca non l’ha mai fatto rilevare. Una questione di non poco conto, perché ne discenderebbe secondo alcuni l’inefficacia degli atti firmati da Liscio e l’obbligo di restituzione dei compensi illecitamente percepiti in questi anni.

Ma Pellegrino – quindi la Regione - è intervenuto due volte sull’ente di via Caggese anche per far correggere questioni inerenti alla procedura del concorso pubblico per titoli ed esami, per la copertura di due posti di dirigenti, di cui uno riservato agli interni, di profilo amministrativo a tempo pieno e indeterminato. Liscio ha dovuto, di conseguenza, revocare due propri atti: dapprima quello riguardante i termini di scadenza per partecipare alla procedura, poi è toccato alla commissione esaminatrice. Una nuova commissione non è ancora stata individuata e c’è la fondata ipotesi che la Regione abbia di fatto sospeso l’iter di questo concorso, che stando ai beninformati vedrebbe come il più papabile vincitore interno il sanseverese Francesco Rizzitelli.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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