Parco del Gargano, chi ha impallinato D’Errico alla Camera. La strategia del centrodestra e i retroscena

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La previsione fatta da l’Attacco nelle scorse settimane si è avverata: la commissione ambiente della Camera ieri pomeriggio ha bocciato entrambe le proposte di nomina, giunte dal Ministero dell’ambiente, per le presidenze del Parco nazionale del Gargano e del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Come era stato dettagliato su queste colonne, il centrodestra aveva intenzione di far saltare le nomine di Vincenzo D’Errico e Giuseppe Colucci, i quali per accordi interni ai rispettivi partiti – ovvero Forza Italia per il primo e Fratelli d’Italia per il secondo – avrebbero dovuto rinunciare quando, nel 2025, a sorpresa, l’allora presidente della Regione Puglia Michele Emiliano espresse l’intesa col ministro Gilberto Pichetto Fratin sui loro nomi. Tutti però sapevano perfettamente che i veri candidati, nelle due terne arrivate a Roma, erano altri, ovvero gli attuali due commissari straordinari degli enti: l’avvocato e consigliere comunale foggiano di FI Raffaele di Mauro per il PNG e Nicola Loizzo, uomo del sottosegretario Marcello Gemmato, per l’Alta Murgia. Da qui la strategia concretizzatasi ieri, volta a impallinare D’Errico e Colucci per far ripartire l’iter di nomina con di Mauro e Loizzo. Martedì c’è stata l’audizione e ieri il voto da parte della commissione, che ha espresso parere contrario rispetto alle due nomine. In ambedue i casi a votare è stata la sola maggioranza di governo, mentre hanno scelto di assentarsi i parlamentari delle opposizioni. “Per il Gargano è un problema di Forza Italia”, è stata la linea degli eletti di minoranza, scegliendo di non partecipare al voto.

E che quella della presidenza sia una situazione che FI deve sbrogliare lo ha dimostrato anche la sostituzione dei membri effettivi del partito in commissione: al loro posto hanno votato contro D’Errico i deputati pugliesi, vale a dire il sipontino Giandiego Gatta, il barese Davide Bellomo, il foggiano Giorgio Lovecchio (l’ex amico di D’Errico) e il tarantino Vito De Palma. Lo stesso esito si è avuto per Colucci, il quale però era stato già audito dalla commissione ambiente del Senato a differenza di D’Errico, che è ora atteso da questo ulteriore passaggio, prima della definitiva bocciatura.

E’ durata venti minuti, martedì pomeriggio, l’audizione dell’imprenditore turistico di Rodi Garganico Vincenzo D'Errico in commissione ambiente alla Camera, sulla base della proposta di nomina a presidente dell'ente Parco nazionale del Gargano. “Ai fini della verifica dei requisiti di legge dichiaro di essere in possesso di una consolidata esperienza nel settore della tutela, valorizzazione e gestione dell’ambiente, nonché di significative competenze organizzative e gestionali”, ha esordito il 58enne ex attivista M5S, negli scorsi anni passato in Forza Italia.

Elencando le cinque principali funzioni del PNG, ha rimarcato: “La quinta, che considero centrale, riguarda il rapporto tra il Parco e le comunità locali. E’ necessario promuovere un vero cambio di percezione da parte dei cittadini rispetto al valore di vivere in un’area protetta, viene oggi visto solo come un vincolo e un limite. Partendo dall’educazione ambientale a scuola, si dovranno cambiare le cose”. D’Errico ha stigmatizzato l’assenza, ad oggi, dopo 31 anni, del piano e del regolamento del Parco.

Poi le domande dei parlamentari presenti. Il deputato Pd Marco Simiani, toscano, ha evidenziato gli ottimi conti dell’ente di Monte Sant’Angelo: “Nell’ultimo rendiconto, relativo al 2024, l’avanzo di amministrazione è di oltre 12,4 milioni di euro, con una solida consistenza di cassa, che supera i 29 milioni di euro. Un bel tesoro da poter gestire, che bisognava forse spendere prima. Ha un’idea di come gestire tali ingenti risorse?”.

Mentre il barese forzista Davide Bellomo ha posto l’accento sul presunto conflitto di interessi per le società di famiglia, operanti nell’area del Parco: la prima è Luna srl, che vede l’80% della proprietà in mano a Vincenzo D’Errico e il restante 20% in mano alla moglie e amministratrice della società Veronica De Ninno; la seconda è Riviera srl (che richiama l’hotel Riviera situato a Rodi Garganico), che vede soci al 50% Vincenzo D’Errico e suo fratello Giancarlo D’Errico; poi c’è Gargano Hotels srl, col fratello Alessandro D’Errico al 33%, stessa quota dell’altro fratello Giancarlo D’Errico, mentre il 34% è della madre Antonietta Ciavarella, con Vincenzo D’Errico come consigliere della società. “Conosce queste persone?”, ha domandato Bellomo.

D’Errico ha risposto a Simiani dicendo di non conoscere gli ultimi dati finanziari dell’ente e di esser rimasto fermo al rendiconto del 2022. “L’amministrazione precedente è stata molto brava nell’intercettare fondi, pare che l’ex presidente sia stato quello che ne ha ottenuti di più nella storia dell’ente. Non sono stati altrettanto bravi nello spendere”, ha aggiunto. Poi, rivolto a Bellomo: “Sono mia moglie e i miei fratelli. Dallo studio fatto dai miei consulenti legali non si evidenziano né elementi di incompatibilità né elementi di inconferibilità dell’incarico. Se si dovessero evidenziare elementi specifici la legge offre 15 giorni di tempo per poter rimuovere sulla base di specifiche contestazioni”.

A quel punto ha parlato il deputato meloniano di Foggia, Giandonato La Salandra: “Intervengo in aiuto del signor D’Errico. E’ sufficiente che vada nel sito dell’ente Parco per individuare l’ultimo bilancio di esercizio approvato al giugno 2025 e riscontrare i dati indicati da Simiani, risolvendo il gap che D’Errico ha. Detto questo, prendo atto che D’Errico rimuoverà i propri vincoli di parentela. Mi chiedo come sia possibile farlo”. “Si sta contestando in questo caso l’incompatibilità. Non devo rimuovere alcun tipo di parentela. Fanno attività alberghiera nell’area Parco? Non mi sembra che questo sia per legge motivo di inconferibilità o incompatibilità. Ad ogni modo, vorrà dire che tutelerò la mia posizione, come ho fatto finora”.

Insomma, dopo un inizio sereno, in cui ha esposto la propria relazione, il garganico si è sempre più innervosito di fronte alle domande e punzecchiature dei deputati, ben sapendo quale fosse la strategia. Nel curriculum presentato con la candidatura, D’Errico, laureatosi presso l’Accademia di belle arti di Foggia, appare come docente di scuola superiore e non come imprenditore turistico. Nel dettaglio, dal 2023 insegna al liceo Lanza Perugini di Foggia Design dei metalli, dell’oreficeria, delle pietre dure e delle gemme; prima insegnò per un anno Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche presso il liceo Virgilio di Vico del Gargano e, ancor prima, in altre scuole superiori discipline riguardanti l’arte. Alla fine degli anni ’80 conseguì il titolo di guida naturalistica, poi divenne comandante di navi passeggeri e si occupò di trasporti marittimi. Dal 2006 al 2008 fu presidente del Consorzio operatori turistici Gargano-Tremiti.

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