Chi resiste meglio a calo di presenze nel Gargano e ridotto potere d’acquisto. Cilenti: “Evoluzione continua”

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L’inizio di settembre coincide coi primi bilanci nel Gargano, dove tanti hotel stanno per chiudere i battenti al termine della stagione estiva. Sono ancora estremamente parziali i dati relativi agli arrivi e alle presenze in provincia di Foggia: quelli finora pubblicati dal portale dell’agenzia regionale Aret Pugliapromozione consentono di avere un quadro del movimento turistico del 2026 solo fino a giugno, rispetto all'anno 2025, peraltro con un tasso di copertura statistica per l’anno in corso pari all’84% (per i posti letto l’86%). Ebbene, fino a giugno rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso gli arrivi nella provincia daunia erano -34mila, le presenze -75mila. Una diminuzione che non stupisce, considerando che già da diversi anni la Capitanata era il territorio pugliese che cresceva meno, nel confronto con le altre province del Tacco d’Italia. In una terra caratterizzata dall’altissima stagionalità, dove il turismo è incentrato tuttora in netta prevalenza sui tre mesi estivi, serve attendere per capire come sia andata la stagione, ma si sono già levate diverse lamentele da parte di esercenti e ristoratori. Nomi notissimi come quelli degli chef e patron Leonardo Vescera (Il Capriccio al porto e Il Capriccio al faro, a Vieste) e Nazario Biscotti (Le antiche sere, a Lesina), il quale da ultimo ieri, su queste colonne, ha parlato della “stagione più deludente dopo 27 anni di ristorazione a Lesina”. Mentre il loro collega Gegè Mangano (Li Jalantuumene, Monte Sant’Angelo) ha deciso di lasciare la città Unesco e di aprire nelle prossime settimane un ristorante a Milano (dove raggiungerà la propria figlia) insieme ad altri due soci. Il calo delle presenze turistiche e il ridotto potere d’acquisto dei consumatori, uniti ai costi maggiorati per chi fa impresa, continueranno a far discutere. L’Attacco ha intervistato un esperto di turismo quale Federico Massimo Ceschin e chi va avanti con successo nel settore della ristorazione, come Domenico Cilenti. Un settore che sta registrando un interessando ricambio generazionale, come mostra la storia di Andrea Miacola.

Domenico Cilenti, chef e patron del ristorante Porta di Basso a Peschici, unica stella Michelin della provincia di Foggia negli scorsi anni, alle lamentele di tanti colleghi per la deludente stagione estiva 2026 replica con due parole: innovazione ed evoluzione.

“Noi lavoriamo tutto l'anno, da febbraio a dicembre, fermandoci solo per le ferie”, spiega a l’Attacco. “Il nostro è un progetto che funziona da 24 anni, in evoluzione costante e crescente. Partiti come sola ristorazione, poi abbiamo aggiunto le prime camere. Oggi siamo probabilmente l'unico albergo diffuso nella provincia di Foggia ma anche una scuola di cucina diffusa. Tutto funziona, a prescindere dalle problematiche interne ed esterne, che non mancano mai. Il ristorante è sempre frequentato, vi arrivano persone da altre province e c'è chi si sobbarca anche 100 km per venire da noi. A settembre le sette suite dell'albergo diffuso sono piene, a conferma che la qualità funziona. Quanto alla scuola di cucina diffusa, iniziammo con 20 ragazzi per arrivare a 200, che visitano il territorio, imparano la nostra cultura, vengono con me nelle masserie alla ricerca del tartufo e degli altri prodotti locali. Lavoriamo con Danimarca, Groenlandia, Islanda, Università di Zurigo, vengono anche da Alma che è una delle scuole di cucina più importanti al mondo. Da ottobre a giugno vengono a vivere qui, a Peschici. Ad esempio domani (oggi, ndr) torna in veste di stagista un mio ex studente di Los Angeles, che ha scelto di frequentare qui la scuola di cucina anziché altrove”, continua.

“Il Gargano è un posto da favola con prodotti eccezionali e una biodiversità unica. Io penso che le scelte personali restino tali e per quanto mi riguarda la mia, fatta quasi 30 anni fa, oggi mi permette di sostenere la mia attività e i miei collaboratori. Posso affermare che gli investimenti hanno portato un tornaconto”.

Cosa manca allora al Gargano? “Serve attirare più turismo internazionale, soprattutto di Paesi altospendenti, dunque nordeuropei, australiani, mercato asiatico. Per me la forza di uno chef consiste nella valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. Io ritengo di fare costantemente innovazione e penso di essere uno chef di successo, tant’è che colleghi molto più blasonati di me mi chiamano per chiedermi consigli. Non sono rimasto solo un ristoratore, ho voluto migliorarle la mia attività. E’ chiaro che le difficoltà esistono, che il potere d'acquisto si sia ridotto oggi in Italia, che i costi siano aumentati. Bisogna fronteggiare tutto questo riuscendo ad essere sempre più attrattivi. I miei clienti tornano sempre, a prescindere dalle Guide. Vengono per la nostra storia, per la squadra, per i risultati. Non ci fermiamo mai e, tra le varie cose, saremo per un mese in Svizzera a portare la cucina pugliese, grazie ad una rete che ho messo in piedi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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