Da qualche giorno, a Manfredonia, il tema dei parcheggi pubblici a pagamento è tornato a occupare il dibattito cittadino. L’ingresso in vigore delle tariffe estive - dal 15 giugno - ha riacceso un malcontento che covava da mesi: gli orari si allungano, la sosta si paga fino a mezzanotte, ma le agevolazioni promesse dall’Amministrazione comunale non sono ancora operative. Residenti, lavoratori e commercianti attendono risposte, mentre l’opposizione extra-consiliare accusa Palazzo San Domenico di immobilismo, improvvisazione e scarsa trasparenza. Raffaele Fatone - ex candidato Sindaco del MoVimento 5 Stelle - ha denunciato pubblicamente il ritardo. “Gli orari estivi entrano in vigore, ma gli abbonamenti agevolati no. Sarebbero dovuti essere già attuati. È necessario che l’Amministrazione e la società concessionaria forniscano indicazioni chiare sulle tempistiche”. Una critica che ha trovato terreno fertile tra i cittadini, soprattutto tra chi vive o lavora nel centro cittadino e si sente penalizzato da un sistema di sosta percepito come oneroso e poco equo. A rompere il silenzio, è l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Schiavone, che detiene anche la delega ai parcheggi. Con l’Attacco, ricostruisce passo dopo passo la vicenda, chiarendo perché le agevolazioni non siano ancora attive e quali siano gli ostacoli amministrativi che hanno rallentato l’intero processo. Le sue parole restituiscono un quadro molto più complesso di quanto apparso finora. “Le tariffe agevolate – spiega Schiavone – entreranno in vigore nel momento in cui sarà stipulato il contratto definitivo. È tutto legato a questo aspetto. Finché non c’è la firma, non possiamo attivare nulla”. Publiparking - la società che gestisce le strisce blu - non ha mai firmato un contratto completo per l’intero lotto previsto dalla gara originaria. “Nel 2022, la ditta ha avuto un affidamento frazionato – spiega meglio l’assessore -. Su 2.370 stalli previsti dalla gara, gliene furono consegnati circa 1.200. Una consegna frazionata, tecnicamente. E questo perché, ad esempio, il parcheggio Cesarano - che da solo valeva circa 500 stalli - era stato inserito in gara, ma poi è stato retrocesso a RFI. Perciò quei posti per parcheggiare non erano più disponibili”. La conseguenza è il limbo amministrativo che dura da anni.
La società aveva vinto una gara per gestire 2.370 stalli e, di conseguenza, aveva acquistato colonnine e attrezzature per quel numero. Ma si è ritrovata a gestirne la metà.
“In questi due anni, ho lavorato per conto dell’Amministrazione per fare una consegna completa, così come prevedeva la gara”, riprende Schiavone. “Sono stati individuati e mappati tutti i 2.370 stalli. Alla ditta è stato chiesto di rivedere al ribasso le tariffe. E loro hanno accettato”. Il punto, però, è che finché non si firma il contratto definitivo, tutto resta sospeso. “Alla stipula del contratto, il giorno dopo si possono attivare le tariffe - assicura l’assessore, che poi prosegue -. Nemmeno uno stallo in più è stato dato alla ditta. Ma la città avrà il beneficio delle tariffe riviste al ribasso”.
La delibera che contiene tutte le agevolazioni esiste già - dagli abbonamenti annuali da 50 euro per i residenti agli abbonamenti agevolati per chi lavora in centro, fino agli stalli rosa e alle agevolazioni per pediatri e medici di base -, ma non può essere applicata senza la firma sul contratto definitivo con Publiparking.
Michele Arminio, ex componente di CON Manfredonia, oggi voce solitaria ma molto attiva dell’opposizione. In un lungo intervento, ha puntato il dito contro la gestione del personale degli ausiliari del traffico. “Abbiamo una città sommersa di strisce blu, ma ci sono solo tre ausiliari in totale. Tre!”.
Su questo punto, Schiavone offre una spiegazione dettagliata. “Mi sono studiato tutto il contratto - afferma -. Non c’è scritto da nessuna parte un numero minimo di persone che la ditta avrebbe dovuto assumere. Negli atti di gara non è previsto. E questo, onestamente, è un limite”. L’assessore non nasconde che, se avesse potuto, avrebbe inserito un vincolo preciso: “Avrei scritto un numero minimo: ogni 200 o 300 posti, per esempio, una persona. Ma non è stato previsto”.
La carenza di personale potrebbe presto essere superata, dal momento che “con la firma del nuovo contratto, la ditta probabilmente richiamerà quelli che già nel 2022 lavoravano con loro”, anticipa Schiavone. “Ci sono ragazzi che avevano iniziato a lavorare, poi il Comune non ha mai consegnato l’intero lotto e la ditta è stata costretta a licenziare. Con il lotto completo, invece, avranno il doppio degli stalli da controllare. È nel loro stesso interesse potenziare il personale”. Non fosse altro che “anche loro hanno una percentuale sugli incassi pari al 47,5% degli incassi. Più controlli, più entrate. È logico che vogliano aumentare il personale”.
Il contratto, oggi, è sul tavolo del segretario generale Giacomo Scalzulli, della responsabile della Ragioneria Marica Distante e del dirigente dei Lavori pubblici Michele Prencipe. “Pensiamo di aver raggiunto l’accordo definitivo. Si tratta solo di firmare. Appena firmano, il giorno dopo partono le tariffe agevolate”, la promessa finale.
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