La CER di Borgo Mezzanone, Gasperi: “Ipotizzare la generazione distribuita e sostenere i soggetti svantaggiati”

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Il Comune di Manfredonia compie un nuovo passo verso la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) a Borgo Mezzanone. È stato infatti approvato lo schema di accordo di cooperazione tra il Comune e Aforis, soggetto del Terzo Settore che affiancherà l’ente nel percorso di candidatura all’avviso pubblico della Regione Puglia dedicato alle comunità energetiche. Gian Maria Gasperi, fondatore e amministratore del gruppo Aforis, ha spiegato a l’Attacco come “la Comunità Energetica Rinnovabile è legata all’aggregazione di soggetti, quali persone fisiche, imprese, soggetti del Terzo Settore, purché dotati di una personalità giuridica e collegati con delle utenze energetiche ad una stessa cabina primaria”. Un’aggregazione che si ispira ad un principio di Aforis e che intende “ipotizzare insieme ai grandi impianti la cosiddetta generazione distribuita, ovvero realizzare piccoli impianti a servizio di utenze immediatamente vicine al punto di produzione energetica, in modo tale da evitare dispersioni dell’energia che normalmente e inevitabilmente si realizzano quando dal punto di produzione occorre trasferire l’energia elettrica al punto dove si utilizza”, continua Gasperi. “Adesso, con le comunità energetiche il principio si è ulteriormente allargato, nel senso che sono state ipotizzate delle aggregazioni più estese, che possono interessare territori anche molto rilevanti, purché accomunati dalla stessa cabina primaria”, conclude l’ambientalista. “Dopodiché, in quella zona e con quella cabina, saranno realizzati al servizio dei soggetti che aderiranno impianti prevalentemente fotovoltaici, nel caso di Borgo Mezzanone sul tetto della parrocchia, della Pro Loco, della Camera del Lavoro, della CGIL o di altri privati, al fine di abbassare il costo dell’energia e di avere degli incentivi da parte del Gestore dei Servizi Energetici”. Il patron di Aforis ha però precisato come le CER non sostituiscano, e non possano sostituire, i grossi impianti. “È un modo per complementare le soluzioni energetiche compatibili perché si va ad ottimizzare la produzione e il consumo”, sottolinea. Sulla diffusione delle CER in Capitanata, Gasperi esprime un giudizio netto: “Siamo ancora molto in ritardo, non abbiamo grandi esperienze”, ma questo, come affermato dall’ambientalista, “si potrebbe anche mettere in relazione al fatto che ci troviamo di fronte ad una realtà che ha conosciuto nel tempo, a cominciare dagli inizi degli anni 2000, il boom dei grandi impianti”. E presenta un dato inequivocabile: “La provincia di Foggia è la prima in Italia per produzione di energia eolica ed è la seconda per produzione di energia fotovoltaica”.

“Nel tempo c’è stato uno sviluppo massiccio dei grandi impianti nella nostra provincia che ha in qualche modo condizionato quello che poteva essere un approccio integrato”, evidenzia il fondatore di Aforis. “Ma se vogliamo dare una risposta davvero concreta alla transizione energetica, i grandi impianti sono inevitabili. Per andare verso la direzione che ha determinato l’Unione Europea, ovvero di una produzione che permetta di sostituire le fonti fossili”.

La scelta di sostenere la CER a Borgo Mezzanone risponde ad un altro principio storico insito nell’organizzazione no profit, che è sostenere i soggetti svantaggiati, in questo caso la comunità dei migranti. “Per noi significa non solo creare una disponibilità energetica a basso costo per questi soggetti, ma anche dare un valore evocativo a queste iniziative”, dichiara Gasperi.

“Abbiamo poi trovato anche un’altra soluzione che ci permette di rendere fattibile questo progetto, che è quella delle misure di compensazione. Chi realizza impianti di grande potenza, infatti, è dovuto a destinare il 3% del valore elettrico ipotizzato al Comune dove l’impianto insiste”, delucida l’ambientalista. “Abbiamo pensato per cui di destinare parte di questo 3% alla realizzazione di impianti a Borgo Mezzanone”.

Ma a che punto è il processo attivato da Aforis? “Stiamo mettendo insieme il primo nucleo promotore, ipotizzando il tipo di impianti da realizzare, calcolando la richiesta energetica per tutti quelli che aderiranno, immaginando poi di accedere ad un finanziamento che questo bando rende possibile per fare il vero e proprio progetto di fattibilità, in modo tale da definire nel dettaglio e soprattutto molto rapidamente le opere da realizzare”, illustra Gasperi.

“Anche altri soggetti del mondo del volontariato, della società civile stanno partecipando a questo genere di comunità. Nel caso di Borgo Mezzanone è entrata a far parte l’associazione foggiana Quelli del libro bianco, che si occupa di analisi del territorio, proponendo soluzioni in campo energetico e ambientale, e di servizi sociali, trovando insomma in questa associazione un’ulteriore sponda per poter aggregare i soggetti partecipanti”. Borgo Mezzanone guarda così al futuro con la nascita della sua Comunità Energetica Rinnovabile.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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