Bagnanti morsi da tartaruga marina a Lesina, Life Turtlenest: “Facciamo chiarezza, no allarme generalizzato"

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

E’ il caldo torrido ad aver caratterizzato questa lunga estate, eppure non sono mancati neppure episodi di interazioni negative tra turisti e fauna selvatica, come i recenti casi di persone ferite da una tartaruga marina in Puglia che stanno sollevando paure e dubbi sulla fruizione del mare da parte dei bagnanti. “Non ci sono elementi per parlare di allarmi generalizzati: non possiamo parlare di aumento di aggressività della specie né di una escalation di aggressioni da parte di tartarughe marine. Dobbiamo seguire invece questi casi con attenzione e capire perché alcuni individui, in determinate circostanze, abbiano manifestato aggressività, per evitare nuovi incidenti. La convivenza sempre più stretta tra umani e Caretta caretta richiede una nuova attenzione e una gestione più corretta dell’habitat”. È questa, in breve, l’opinione dei tecnici del progetto Life Turtlenest, dedicato alla tutela della tartaruga marina e attivo sulle coste italiane ma anche spagnole e francesi, riguardo i recenti e incresciosi casi di attacco ai bagnanti avvenuti nelle acque di Lesina, in Puglia, da parte proprio di una tartaruga marina.

Gli episodi di interazione aggressiva tra Caretta caretta e bagnanti sono estremamente rari e numericamente troppo limitati per consentire qualsiasi generalizzazione statistica. Potremmo essere di fronte a singoli individui con un comportamento anomalo; potrebbe esserci una componente territoriale o difensiva o un comportamento legato all'alimentazione; potrebbe esserci una concentrazione di risorse alimentari in determinate aree e condizioni ambientali particolari che favoriscono la permanenza delle tartarughe in prossimità della costa. Ma soprattutto, dobbiamo considerare la crescente sovrapposizione tra la presenza della Caretta caretta nelle aree costiere e la stagione balneare.   L'aumento delle nidificazioni e l'espansione dell'areale riproduttivo rendono infatti sempre più frequente la presenza della specie proprio nei mesi di maggiore frequentazione delle spiagge e del mare. Questa crescente sovrapposizione tra habitat e ciclo biologico della specie da una parte e attività umane dall'altra rende necessario rafforzare gli strumenti di informazione, monitoraggio e gestione delle interazioni, perché la presenza di una tartaruga sulla spiaggia o nelle acque di balneazione non costituisce di per sé un'anomalia né un'emergenza, ma è una presenza naturale che dobbiamo imparare a gestire correttamente, garantendo contemporaneamente la sicurezza delle persone e la tutela della specie e del suo habitat.   “La cronaca di questi giorni, con i turisti che a Scanno si sono avvicinati fino a toccare e circondare un cervo selvatico provocandone la reazione, ci ricorda un principio che vale sulla terra come in mare: la possibilità di osservare un animale selvatico da vicino non ci autorizza a cercare un contatto con lui - ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente -. La confidenza di un animale con la presenza umana non significa che quell’animale sia addomesticato o che possa essere avvicinato e toccato. Fotografare da vicino, accarezzare o alimentare un animale selvatico può alterarne il comportamento e creare situazioni di rischio sia per le persone sia per l’animale. Una regola semplice che vale anche in mare: osservare, mantenere le distanze e non cercare mai il contatto. Cervi, tartarughe marine, delfini, lupi e orsi e più in generale tutti gli animali selvatici non sono attrazioni con cui scattarsi un selfie. Vanno osservati a distanza e lasciati liberi di allontanarsi”.   “Lo strumento principale per garantire una convivenza serena con le tartarughe marine consiste nell’informare correttamente i turisti e gli operatori balneari - ha dichiarato il responsabile del progetto Life Turtlenest Stefano di Marco -. Per questo, in attesa di capire le motivazioni degli eventi avvenuti nelle acque di Lesina, sarebbe bene dotare i litorali di cartelli informativi chiari per conoscere i comportamenti più corretti da tenere in caso di avvistamento di una tartaruga marina che, ricordiamolo, senza voler sminuire ciò che è accaduto, è un animale selvatico preziosissimo per la biodiversità”.   Approfittiamo quindi dell’occasione, per ribadire che, in caso di avvistamento di un esemplare le regole sono semplici: rispetta la sua natura, non avvicinarti, non toccarlo, non inseguirlo, non alimentarlo. Se noti eventuali comportamenti anomali o hai il dubbio che sia in difficoltà, contatta la Capitaneria di Porto, i centri di recupero o le associazioni ambientaliste di riferimento. Se invece ti imbatti nelle tracce di un nido, fai attenzione a non camminare sulla zona; non toccare uova o sabbia vicino alle uova; non illuminare la tartaruga durante la deposizione ma anzi allontanati e segnala l'evento agli organismi competenti. Perché la presenza della tartaruga sulla spiaggia o in prossimità della costa durante l'estate è un fenomeno naturale legato anche al suo ciclo riproduttivo e non un'emergenza in sé.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet