La UGL Salute Puglia sollecita l’intervento immediato dei vertici regionali per sbloccare le procedure di stabilizzazione dei precari della sanità, attualmente al palo presso l’ASL Foggia e l’A.O.U. Policlinico Riuniti. Il sindacato ha formalmente richiesto al Presidente della Regione, all’assessore alla Salute e al Dipartimento competente di esercitare i propri poteri di vigilanza per garantire l’applicazione della Legge 234/2021, nata per valorizzare chi ha lavorato in prima linea durante l’emergenza pandemica.
Nella provincia foggiana, infatti, l’iter procede a rilento o risulta del tutto bloccato. All’ASL Foggia, dopo la pubblicazione della manifestazione di interesse del 17 marzo 2026, non ci sono stati seguiti operativi. Al Policlinico Riuniti, le procedure partite a febbraio hanno regolarizzato solo una parte del personale, lasciando i restanti candidati in una snervante attesa.
Una situazione che stride fortemente con quanto accade nel resto della Puglia, dove realtà come l’ASL Brindisi e l’ASL Taranto hanno già concluso con successo le stabilizzazioni.
“Non chiediamo scorciatoie, ma il semplice rispetto della legge e dei percorsi già avviati”, dichiara Giuseppe Mesto, segretario regionale UGL Salute. “Chi ha garantito la tenuta del sistema sanitario non può essere parcheggiato nell’incertezza. Il rischio è di creare una palese disparità di trattamento tra lavoratori appartenenti allo stesso sistema sanitario regionale”.
Per UGL Salute, questa inerzia burocratica non danneggia solo il personale, ma mette a rischio l’intero sistema. “La Regione deve imporre uniformità su tutto il territorio”, conclude Mesto. “Portare a termine le stabilizzazioni significa non disperdere professionalità preziose già formate e blindare la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini”.
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