Un’équipe a prevalenza femminile accompagna le pazienti nelle diverse fasi della vita, dalla gravidanza alla diagnosi, dalla prevenzione alla chirurgia, attraverso competenze specialistiche, tecnologie dedicate e una crescente attenzione alla diagnosi precoce. È questo il volto dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia del Presidio Ospedaliero “Teresa Masselli Mascia” di San Severo, diretta dal dottor Antonio Lacerenza. 

Ci sono coincidenze che, soprattutto quando di mezzo ci sono sanità, società pubbliche e appuntamenti elettorali, meritano almeno di essere raccontate. Senza sentenze anticipate, senza processi mediatici e soprattutto distinguendo ciò che è documentato da ciò che, al momento, resta affidato a testimonianze e indiscrezioni tutte da verificare. Per comprendere perché alcune confidenze raccolte in queste ore da l’Attacco meritino attenzione bisogna tornare indietro di sei anni. È il 14 settembre 2020. Mancano appena sei giorni alle elezioni regionali pugliesi. Al Teatro Fusco di Taranto, 203 lavoratori del Cup e dei servizi informatici sottoscrivono i contratti con Sanitaservice, la società in house dell’Asl ionica. Alla cerimonia è presente anche l’allora presidente della Regione Michele Emiliano. Una scelta che già allora provocò un’autentica bufera politica. Le opposizioni parlarono apertamente di una tempistica quantomeno inopportuna, mentre dalla maggioranza venne rivendicata la piena regolarità di un percorso di internalizzazione avviato precedentemente. Una ricostruzione, quest’ultima, sostenuta anche da chi ricordava come l’avviso pubblico fosse stato pubblicato già il 21 luglio e come il passaggio riguardasse lavoratori da anni impiegati nei servizi attraverso aziende appaltatrici. Nessuna sovrapposizione automatica, dunque, tra ciò che accadde a Taranto e quanto starebbe emergendo a Foggia. Il precedente, però, torna inevitabilmente alla mente ascoltando il racconto arrivato ai microfoni de l’Attacco.  Le confidenze fatte da un dipendente di un Cup di Foggia sarebbero meritevoli di approfondimento. La sua testimonianza, che il nostro giornale sta sottoponendo a ulteriori, necessarie verifiche, riferisce di presunti indennizzi che sarebbero stati prospettati ai lavoratori della Sanitaservice di Foggia, proprio nella giornata di sabato 22 novembre scorso, durante il silenzio elettorale durante un incontro che l’assessore uscente e ricandidato dem Raffaele Piemontese, avrebbe tenuto nella sala conferenze di via Protano. La comunicazione di tale incontro era stata annunciata qualche giorno prima con una lettera da un responsabile del servizio di pulizie. All’esito dell’incontro sarebbe stata promesso la corresponsione di mille euro nelle successive buste paga come indennizzo risalente, pare, agli straordinari resi durante il periodo covid.

Su Sanitaservice Foggia la partita per la nomina del nuovo amministratore unico sembra complicarsi proprio quando avrebbe dovuto avvicinarsi alla conclusione. E quella che poteva apparire come una normale procedura amministrativa sta assumendo sempre più i contorni di una questione politica. Come già raccontato da l’Attacco, l’iter per individuare il nuovo vertice della società in house era stato avviato dalla precedente direzione strategica dell’Asl. Con l’arrivo della nuova direttrice generale Tiziana Dimatteo, però, sul tavolo sarebbe finita anche l’ipotesi di riaprire i termini della selezione, eventualità che inevitabilmente allungherebbe i tempi e rimetterebbe almeno in parte in movimento una partita che sembrava già incanalata. Ed è proprio questa possibilità a far discutere. Perché la decisione finale ricade nella sfera di responsabilità della direzione generale dell’Asl e oggi è Dimatteo a dover scegliere quale strada imboccare. Eppure, secondo quanto filtra negli ambienti politici e sanitari foggiani, la direttrice apparirebbe combattuta, quasi frenata davanti alla scelta. Da chi o da cosa? È questa la domanda che comincia a circolare con sempre maggiore insistenza. C’è chi legge l’eventuale riapertura semplicemente come la volontà della nuova direzione di valutare autonomamente una procedura ereditata dal passato. Una scelta che, se adeguatamente motivata e consentita dagli atti, rientrerebbe nelle prerogative amministrative. Ma nei corridoi della politica foggiana circola anche un’altra lettura, decisamente più maliziosa: quella di una partita sulla quale continuerebbe a pesare l’influenza di Raffaele Piemontese, da anni uno dei principali riferimenti politici del centrosinistra in Capitanata.

In Italia, come l’Attacco scrive da tempo, pur essendoci un solo Ministero della Salute, ci sono venti sistemi nazionali diversi. Un sistema che necessita di una svolta, di una revisione dopo mezzo secolo ma che deve innalzare il livello della sanità pubblica, con esperti, medici, ricercatori, professionisti e manager della sanità, anziché spingere per una sanità “aziendale”, solo numerica, da “catena di montaggio”. C’è una proposta innovativa, interessante e da prendere in considerazione, dopo anni di studio e ricerche, che parte da San Giovanni Rotondo, con il manager della sanità, Pio Cisternino e dal suo percorso di formazione, passato attraverso lo studio meticoloso di quello che è successo al SSN dal ‘78 fino ad oggi. Una proposta presentata nell’ambito delle “Primarie delle Idee”, la piattaforma di partecipazione aperta, volta a trasformare i progetti dei cittadini in programmi di governo. “La proposta nasce dall'analisi diretta e profonda delle criticità che attraversano le strutture sanitarie ad alta complessità come Casa Sollievo della Sofferenza - eccellenza medica e miglior ospedale del Sud Italia - che, pur erogando un servizio pubblico fatto di cure ad altissima specializzazione e ricerca, si trovano ad affrontare crescenti difficoltà economico-finanziarie legate al sistema di finanziamento in vigore–così ha introdotto l’argomento, Cisternino -. Gli ospedali non possono essere considerati semplici fabbriche di prestazioni, ma veri e primi produttori di valore pubblico”. Un incipit interessante, nel giorno in cui è stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza: Don Lorenzo Simonelli, presidente; Pietro Grasso (vicepresidente, riconfermato); Mauro Goletti (riconfermato); Antonio Perno (attuale direttore generale dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù); Marcello Mustilli (riconfermato). Il collegio sindacale sarà composto da Lorenzo Centonze, riconfermato presidente, e dai membri Simone Scettri ed Enrico Calabretta. Nel ruolo di direttore generale è stato riconfermato Gino Gumirato, al quale è stata attribuita, come in passato, anche la rappresentanza legale della Fondazione. La riforma delineata dal gruppo di lavoro “Il momento è adesso” di San Giovanni Rotondo, propone l'introduzione di un sistema duale di finanziamento.

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