L’introduzione dell’addizionale IRPEF da parte della Regione Puglia per contribuire a coprire il deficit della sanità di alcune centinaia di milioni di euro ha destato non poche preoccupazioni nell’opinione pubblica, anche in considerazione delle enormi difficoltà in cui versano interi settori del Servizio sanitario regionale. Lo stesso Piano di rientro, non escludendo per il 2026 una forte limitazione delle assunzioni, se non addirittura il blocco delle stesse, a fronte del gran numero di cessazioni di personale previsto nell’anno in corso, potrebbe determinare un grave ridimensionamento dei servizi, se non la loro chiusura, con conseguente negazione del diritto alla salute della popolazione. Del resto, le vistose carenze del sistema di emergenza 118, la profonda crisi di Casa Sollievo della Sofferenza o la mancanza di personale registrata in ogni settore, sono segnali inquietanti di una pericolosa involuzione del nostro Servizio sanitario.