In Italia, come l’Attacco scrive da tempo, pur essendoci un solo Ministero della Salute, ci sono venti sistemi nazionali diversi. Un sistema che necessita di una svolta, di una revisione dopo mezzo secolo ma che deve innalzare il livello della sanità pubblica, con esperti, medici, ricercatori, professionisti e manager della sanità, anziché spingere per una sanità “aziendale”, solo numerica, da “catena di montaggio”. C’è una proposta innovativa, interessante e da prendere in considerazione, dopo anni di studio e ricerche, che parte da San Giovanni Rotondo, con il manager della sanità, Pio Cisternino e dal suo percorso di formazione, passato attraverso lo studio meticoloso di quello che è successo al SSN dal ‘78 fino ad oggi. Una proposta presentata nell’ambito delle “Primarie delle Idee”, la piattaforma di partecipazione aperta, volta a trasformare i progetti dei cittadini in programmi di governo. “La proposta nasce dall'analisi diretta e profonda delle criticità che attraversano le strutture sanitarie ad alta complessità come Casa Sollievo della Sofferenza - eccellenza medica e miglior ospedale del Sud Italia - che, pur erogando un servizio pubblico fatto di cure ad altissima specializzazione e ricerca, si trovano ad affrontare crescenti difficoltà economico-finanziarie legate al sistema di finanziamento in vigore–così ha introdotto l’argomento, Cisternino -. Gli ospedali non possono essere considerati semplici fabbriche di prestazioni, ma veri e primi produttori di valore pubblico”. Un incipit interessante, nel giorno in cui è stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza: Don Lorenzo Simonelli, presidente; Pietro Grasso (vicepresidente, riconfermato); Mauro Goletti (riconfermato); Antonio Perno (attuale direttore generale dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù); Marcello Mustilli (riconfermato). Il collegio sindacale sarà composto da Lorenzo Centonze, riconfermato presidente, e dai membri Simone Scettri ed Enrico Calabretta. Nel ruolo di direttore generale è stato riconfermato Gino Gumirato, al quale è stata attribuita, come in passato, anche la rappresentanza legale della Fondazione. La riforma delineata dal gruppo di lavoro “Il momento è adesso” di San Giovanni Rotondo, propone l'introduzione di un sistema duale di finanziamento.