Il corto circuito che rende sine die il commissariamento dell’Ente Fiera di Foggia. I fondi negati da Bari

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Fine pena mai. Nel caso dell’Ente Autonomo Fiera di Foggia è fine commissariamento mai: la misura straordinaria, decisa dalla Regione Puglia dieci anni e mezzo fa, non trova un termine. L’Attacco nei giorni scorsi ha rivelato l’interlocuzione avvenuta tra Bari, da un lato, e il commissario straordinario attuale Claudio Sottile coi soci dell’ente foggiano (Comune capoluogo, Camera di commercio, Provincia). Per la Regione non ci sono ancora i requisiti per il ripristino degli organi ordinari e dunque il commissariamento iniziato a dicembre 2015 deve proseguire, nonostante Sottile lo abbia sollecitato dicendosi su queste colonne in attesa di essere sostituito. Poi l’Attacco ha potuto esaminare i documenti, ovvero la relazione di fine mandato trasmessa il 10 dicembre 2025 dall’ex assessore comunale Sottile (nominato commissario a novembre 2024) e il piano di ristrutturazione del 2019, che rappresenta un aggiornamento di quello risalente al 2014. Nella propria relazione di fine mandato, Sottile a dicembre scorso scrisse alla Regione che i soci avevano proceduto al ripristino della contribuzione, come da statuto, e che conseguentemente serviva “attuare il pieno coinvolgimento dei soci per le determinazioni inerenti la programmazione dell’ente per il tramite dell’avvio della procedura di ricostituzione degli organi statutari e ripristino della gestione ordinaria nonché la procedura inerente il processo di privatizzazione a seguito di delibera del nominando consiglio di amministrazione”.

Il commissario aggiunse che “si è in regola con il piano di rientro delle quote già anticipate dalla Regione a titolo di IVA sulle infrastrutture finanziate a valere sull’Accordo di Programma” e che “si è in fase di attuazione degli Accordi di Programma con i relativi impegni giuridici e di finanziamento rispetto agli interventi previsti”. Sottile spiegò che a giugno 2025 aveva proceduto all'approvazione delle tariffe ai fini del miglioramento dei valori economici derivanti dall'organizzazione gestione degli spazi dell'ente con effetti positivi sul quick ratio e ammise che, “considerato lo stato di attivazione degli iter procedimentali suddetti e verificato lo stato di equilibrio economico-finanziario anche rispetto alla strutturazione del piano di pagamento dei debiti verso fornitori, nel rilevare quanto dichiarato dall’organo di revisione in tema di presupposto della continuità aziendale, non sussistono le cause previste dall’articolo 16 dello statuto vigente stante la salvaguardia dei risultati della gestione in termini di efficienza, efficacia ed economicità”.

“Nel richiamare le motivazioni che hanno generato lo stato del patrimonio netto negativo ovvero dell'avvio al tempo della fase commissariale oltre che il periodo Covid, si precisa che il patrimonio netto negativo è in costante diminuzione e che le determinazioni sulla copertura sono oggetto di valutazioni tecniche derivanti dalla consistenza patrimoniale immobiliare dell'ente nonché dalle determinazioni intervenute a seguito dell’incontro coi soci del 5 dicembre 2025”, sottolineò Sottile. “La manutenzione straordinaria attiene a strutture (Palazzo dei Congressi), non a carattere espositivo, presenti nell’Ente Fiera e che a seguito degli interventi di manutenzione potranno eventualmente essere oggetto di ulteriore valutazione nell’inserimento dell’avviso collegato alle aree da affidare in concessione alla società di gestione. In relazione allo stato di definizione del contributo dei soci, nonché del valore delle attività fieristiche ed extra-fieristiche che si realizzeranno, oltreché le entrate da gestione parcheggio a seguito di completamento intervento cosi come previsto dall’Accordo di Programma, si procederà in continuità a quanto già attuato alla rideterminazione e riparametrazione dei costi di funzionamento, incluso il costo del personale anche con l’attuazione di strumenti volti alla salvaguardia occupazionale”.

Quanto al piano di ristrutturazione aziendale era il 13 dicembre 2019 quando l’allora commissario straordinario Massimiliano Arena, predecessore di Sottile, assistito dall’eterno segretario generale Raimondo Ursitti, ne deliberò l’aggiornamento, richiedendo al contempo alla Regione di erogare all’Ente Fiera un finanziamento di mezzo milione di euro, ricordando come la legge regionale avesse autorizzato la costituzione di un fondo rotativo in favore dell’Ente Fiera di Foggia precisando che “l’accesso al fondo è subordinato all’aggiornamento del piano di ristrutturazione approvato dalla giunta regionale” e che il 9 dicembre 2019 la Regione aveva comunicato l’estrema urgenza di trasmettere il piano attualizzato.

Poi, il 19 dicembre di quell’anno, la giunta Emiliano deliberò la presa d’atto del piano di ristrutturazione, che avrebbe dovuto essere realizzato con le risorse del fondo rotativo. Ma l’accesso al fondo non c’è mai stato e quel piano è rimasto inattuato, come sottolinea oggi la Regione. “Il piano prevedeva entrate dal parcheggio, privatizzazione e contenimento dei costi. Dunque è necessaria la conclusione dei lavori sia per le entrate che per rendere appetibile presentare un’offerta di privatizzazione. La Regione, per attivare un finanziamento, chiedeva delle garanzie fideiussorie che l'ente non fu in grado di ottenere”, ha spiegato Sottile a l’Attacco la scorsa settimana. Insomma, senza fideiussione nessun finanziamento dal fondo rotativo, che pure era stato creato ad hoc per risanare l’Ente Fiera.

Un vero paradosso, un cane che si morde la coda. Nell'aggiornamento del piano Arena spiegò che con la legge di bilancio 2019 la Regione Puglia aveva deliberato uno stanziamento di 500mila euro per la costituzione di un fondo per la ristrutturazione dell’Ente Fiera di Foggia alla fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla legge regionali, ovvero laddove gli enti fondatori non abbiano provveduto al versamento delle quote spettanti. Si precisò che l'attualizzazione del piano trovava giustificazione nel suo stato di salute strutturale ed economico, ovvero “uno stato di salute ancora deficitario da un punto di vista finanziario-strutturale proprio in assenza del completamento e del mancato versamento delle richieste determinatesi con la presentazione del precedente piano per 1.213.297 euro.

Ammise che nel corso del periodo 2014-2019 le fasi previste - l'avvio del processo di concessione alla società di gestione, il consolidamento del processo di razionalizzazione dei costi di funzionamento, il completamento dei lavori per la realizzazione di nuova infrastruttura per la mobilità al servizio del quartiere fieristico - non avevano trovato esecuzione operativa. Nel 2019 l’ente si propose di avviare il processo di concessione entro la fine del 2020 e completare l’iter entro maggio 2020, di consolidare la razionalizzazione dei costi di funzionamento entro dicembre 2020. Ma tuttora, passati altri sei anni, tali obiettivi non sono stati perseguiti, come nemmeno hanno trovato conclusione i lavori finalizzati alla realizzazione di un'area parcheggio e di un teatro tenda. Arena poi sottolineò poi come fosse ancor più strategica la privatizzazione del sistema fieristico pugliese e, per Foggia, la definizione di un rapporto contrattuale tra l’Ente Fiera e la società di gestione, la predisposizione di un piano industriale per la costituenda società di gestione, l’individuazione delle modalità di evidenza pubblica con cui selezionare i soci della società di gestione e il valore di conferimento per l'acquisto delle quote sociali.

“In linea generale”, proseguì Arena, “il piano di ristrutturazione aggiornato e attualizzato dovrebbe trovare copertura attraverso il completamento del versamento delle quote spettanti agli enti fondatori, continuando ad individuare le necessarie azioni di razionalizzazione e contenimento della spesa nonché le azioni di incremento dell'efficienza gestionale”. “Purtroppo ad oggi, come al tempo, i soci non garantiscono certezza nei versamenti inerenti al contributo cosiddetto ordinario”. Il commissario riconobbe che “l’ente non è riuscito ad esprimere una svolta positiva anche per assenza di specifiche professionalità interne, stante una pianta organica prevista in 31 unità rispetto alle 14, e a causa di contenziosi e procedimenti burocratici che hanno frenato lo sviluppo infrastrutturale della Fiera di Foggia con conseguente mancanza di ulteriori forme di ricavo in termini sia finanziari che di attrattività”.

Poi proseguì dicendo che “le strategie aggiornate per la ristrutturazione finanziaria della Fiera dovrebbero prevedere nelle immediatezza una contribuzione ulteriore straordinaria a carico degli enti fondatori a copertura del disavanzo maturato al 31/12/2013 di 713.297 euro al netto del richiesto accesso al fondo rotativo, nonché una strategia di intervento per la sostenibilità finanziaria futura del sistema organizzativo-operativo ovvero della sostenibilità finanziaria dei costi di funzionamento ordinari non puntualmente garantiti”. “Ulteriori azioni di razionalizzazione dei costi attengono alla riduzione degli oneri per organi collegiali di circa il 90% rispetto al valore definito nel 2013. E’ inoltre prevista a regime una ulteriore riduzione delle spese varie di funzionamento di circa il 20% il valore dell'ultimo bilancio approvato, oltre alla riduzione di voci di costo correlata alla cessione definitiva dell'attività fieristica”, aggiunse, per poi indicare in 480mila euro la previsione di entrata annua, a far data dal 2021, dai ricavi del parcheggio (con posizionamento strategico perché localizzato in area ad alta intensità urbana, tra gli uffici di Tribunale del lavoro, INPS, INAIL, Equitalia, Comune, Unifg e Questura), con 600 posti non concessi in diritto di superficie da cui ricavare 432.000 mila ed altri 100 posti concessi in diritto di superficie per un totale anno stimato di 48.000 euro”. In modo prudenziale, “non si rileva in questa fase l'utile che potrà derivare dalla gestione del costituendo costruendo teatro tenda con capienza di 1.800 posti”, concluse Arena.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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