Se la situazione si è finalmente sbloccata rispetto al complesso immobiliare dell’ex Conventino di Foggia è merito della delibera assunta lo scorso 27 maggio dal consiglio di amministrazione dell’Università di Foggia, con cui è stata approvata la rinegoziazione del rapporto contrattuale con l’ASP Istituto dell'Addolorata, con via libera all’atto modificativo del contratto di comodato e stipula di contratto di locazione passiva. L’Attacco lo aveva anticipato sin da marzo scorso, parlando di come si fosse reso necessario riscrivere la convenzione con l’ASP Istituto dell’Addolorata, oggi guidato dall’ex sindaco di Foggia Mimmo Verile, per l’ex Conventino, dove nascerà una residenza universitaria. Risale al 2020 la firma, tra l’allora rettore Pierpaolo Limone e l’allora vertice ASP Patrizia Lusi, dell’intesa e del comodato gratuito per 25 anni (rinnovabili) finalizzato al recupero funzionale del complesso edilizio ex Monastero dei Frati Domenicani Conventino, situato in pieno centro. All’atto della stipula del contratto di comodato erano in corso dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione su una porzione dell’immobile finalizzati alla realizzazione di un asilo nido. In base al contratto, l’ASP avrebbe dovuto completare entro dicembre 2021 quell'intervento per consegnare anche quella porzione all’Ateneo. Ma così non è stato. E’ quanto detto in sede di riunione di cda di Unifg lo scorso 30 gennaio, approvando lo schema di accordo con l’ASP per la modifica al contratto di comodato e per l’avvio di ulteriore collaborazione, autorizzando la copertura finanziaria relativa al contributo da erogare all’ASP e dando atto che i lavori di completamento dell’asilo nido e di realizzazione di una mensa sarebbero stati oggetto di autonomo atto di approvazione da parte del cda.
Fu spiegato in quella occasione che, mentre Unifg sta costruendo la residenza universitaria (con fondi ministeriali e con un ulteriore finanziamento per lavori supplementari e integrativi a valere sulle risorse FSC 2021-2027), l’ASP non ha rispettato l’impegno assunto in quanto i lavori per la realizzazione dell’asilo nido non sono stati completati entro la data prevista e la relativa porzione di immobile non era stata consegnata all’Università. Si aggiunse che, a seguito di alcuni incontri istituzionali finalizzati a verificare tempi e modalità per un aggiornamento della collaborazione tra l’Ateneo e l’ASP, era stata elaborata una bozza di accordo che, da un lato rimodulava alcuni degli impegni assunti con il contratto di comodato, dall’altro ridefiniva e ampliava la collaborazione tra i due enti nel comune obiettivo di rilanciare le attività dell’ASP attraverso il contributo universitario. Si era dunque deciso di instaurare un rapporto organico di collaborazione, nel quale le attività didattiche, scientifiche e di terza missione dell’Università possano integrarsi e coordinarsi con quelle dell’ASP, con particolare riferimento a iniziative di promozione dell’assistenza e del sostegno alla fragilità educativa e delle persone con svantaggio economico o sociale e all’organizzazione di interventi educativi e culturali mirati al supporto pedagogico e alla promozione del benessere sociale. Nell’ambito di tale collaborazione, fu scritto ancora in quella delibera di gennaio, l’Università si è impegnata a corrispondere all’ASP, per cinque annualità, un contributo annuo di 10.000 euro, con copertura a valere sulle pertinenti voci di budget degli anni di competenza riservate alle attività di collaborazione con enti e associazioni.
Per quanto riguarda il contratto di comodato, l’Università ha accettato di prendere in consegna la porzione di immobile oggetto di comodato in cui si sarebbero dovuti completare i lavori di realizzazione dell’asilo nido, ovviamente chiamandosi però fuori da qualsiasi gravame, responsabilità, onere, obbligazione, contestazione gravante sulla porzione di immobile stessa. L’Ateneo si è impegnato a completare a sue spese, previa disponibilità dei fondi necessari, i lavori di realizzazione dell’asilo nido e a realizzare un servizio mensa, da gestire direttamente o tramite concessione ad altri enti pubblici o a operatori privati previo espletamento di procedure ad evidenza pubblica.
Oggi, quando si attende di leggere il contenuto della nuova delibera del 27 maggio scorso, non ancora pubblicata, i lavori sono a zero sia per quanto riguarda la parte dove sorgerà la residenza universitaria sia per quella porzione (pari al 30% circa del totale dell’immobile) su cui ora dovrà essere l’Ateneo a realizzare quello che l’ASP non è stata in grado di fare.
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