I numeri del sistema di videosorveglianza ambientale e degli accessi ai Centri Comunali di Raccolta restituiscono l’immagine di due comportamenti contrapposti dei cittadini foggiani. Nel solo mese di giugno, i tre CCR hanno registrato complessivamente 1.198 accessi. Parallelamente, il sistema di videosorveglianza dedicato al contrasto dell’abbandono illecito dei rifiuti ha rilevato, nel primo semestre del 2026, 5.530 episodi complessivi. Nel semestre precedente gli episodi rilevati erano stati 3.266. I dati delineano quindi un quadro in chiaroscuro: se da un lato cresce il ricorso ai Centri Comunali di Raccolta, dall’altro aumenta anche il numero degli abbandoni illeciti. I dati diffusi dal Comune di Foggia li abbiamo sottoposti all’analisi di due ambientalisti: Maurizio Marrese, presidente del WWF Foggia, e Vincenzo Rizzi, socio fondatore del Centro Studi Naturalistici. “A mio avviso, gli accessi ai CCR sono ancora troppo pochi”, esordisce Maurizio Marrese ai microfoni de l’Attacco. “Si tratta sicuramente di un’iniziativa positiva, anche se noi stessi abbiamo più volte criticato la collocazione dei centri”. Secondo l’ambientalista è necessario mettere in campo una comunicazione efficace, “affinché i foggiani acquisiscano piena consapevolezza dei benefici che possono ottenere utilizzando queste strutture”. “E questo si ricollega anche al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti”, sostiene Marrese. “Significa che l’intero sistema della raccolta differenziata a Foggia necessita di una revisione”. L’ambientalista torna poi sul tema dei cassonetti intelligenti: “Sono stati introdotti dall’alto, nel giro di pochi giorni, e molti cittadini si sono trovati in difficoltà nell’adattarsi al nuovo sistema”. “La stessa amministrazione non sapeva che pesci prendere”, afferma Marrese, riferendosi in particolare alle griglie dei cassonetti intelligenti, finite al centro di numerose proteste perché ritenute troppo strette per consentire il conferimento dei normali sacchetti dei rifiuti. Per far fronte ai disagi segnalati dai cittadini, il Comune è successivamente intervenuto provvedendo al taglio e all’allargamento delle grate. “Così facendo ha dimostrato di non avere un’idea chiara. Non si può attribuire tutta la responsabilità ai cittadini quando il servizio non è adeguato e finisce per disorientarli. È compito dell’amministrazione educare i cittadini al rispetto delle regole e al senso civico”, dichiara l’ambientalista.
Marrese indica quindi quella che, a suo avviso, dovrebbe essere la strada da seguire: “È fondamentale promuovere una campagna di sensibilizzazione capillare, che parta dalle scuole e arrivi fino alle case dei cittadini. Non ci si può aspettare una rivoluzione dall’oggi al domani in una città dove, di fatto, la raccolta differenziata non è mai realmente decollata. Ben vengano le sanzioni, ma è necessario anche fare autocritica: se il sistema non funziona, una parte della responsabilità ricade anche sull’amministrazione”.
Parere condiviso da Vincenzo Rizzi, secondo il quale “è necessario avviare un percorso educativo all’interno della comunità”. “Serve un progetto complessivo che coinvolga l’intera società: dalle scuole alle parrocchie, dagli uffici agli ambienti di lavoro. Dobbiamo individuare gli elementi di criticità, capire come intervenire su di essi, modificare la mentalità dei cittadini e, soprattutto, confrontarci con istituzioni credibili”, afferma.
L’ambientalista esprime infatti un giudizio fortemente critico sui cassonetti intelligenti: “Sono soltanto l’ennesima presa in giro e non contribuiscono alla crescita culturale della comunità. Lo dimostra anche il fatto che le tessere non siano state attivate. I cittadini hanno fatto la fila, perdendo magari anche giornate di lavoro, per ritirare strumenti che poi si sono rivelati inutilizzabili. In questo modo si è alimentata ulteriormente la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni”.
L’ambientalista richiama poi la teoria delle finestre rotte: “Se vedo degrado, finisco per abituarmi a esso e contribuisco anch’io a generarlo. La soluzione non può essere quella adottata dagli amministratori, ovvero mettere una tendina davanti alla finestra rotta. Bisogna riparare quelle finestre: solo così sarà possibile cambiare davvero questa comunità”.
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