Il Consiglio comunale di Foggia ha approvato le nuove tariffe Tari per il 2026, con 17 voti favorevoli e 8 contrari. La delibera prevede una riduzione della tassa per le famiglie e un aumento medio del 5,9% per le attività economiche, a fronte di una raccolta differenziata ancora ferma sotto la soglia del 30%. L’Attacco ha raccolto le posizioni di quattro consiglieri comunali, due di maggioranza e due di opposizione.
Nicola Formica, di Insieme per Foggia, difende la scelta della maggioranza: le imprese possono in parte scaricare fiscalmente l’aumento, cosa preclusa alle famiglie, che restano la fascia più debole da tutelare in un momento di redditi bassi. Il servizio, ammette, va comunque migliorato, ma le criticità attuali derivano da scelte pregresse, non dall’amministrazione in carica.
Francesco Strippoli, M5S, rivendica la linea politica del suo gruppo: trasformare un aumento generalizzato in una riduzione mirata per le famiglie, spostando il maggior costo sui grandi produttori di rifiuti, che usufruiscono di un servizio dedicato più oneroso della raccolta stradale. Chiede inoltre di applicare da subito l’incentivo previsto al raggiungimento del 30% di differenziata.
Di segno opposto le voci dell’opposizione. Claudio Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia, contesta l’aumento per ristorazione e artigianato, sostenendo che il costo complessivo del servizio sia salito da 30 a 33 milioni di euro in tre anni, e chiede più operatori ecologici sul territorio.
Raffaele Di Mauro, Forza Italia, sposta l’attenzione sul rapporto tra tariffe e qualità del servizio: i cittadini, dice, sono disposti a pagare, ma pretendono un servizio adeguato a quanto versano, in una città alle prese con cassonetti intelligenti ancora contestati.
Nella stessa seduta è invece mancato il numero legale per votare la mozione presentata da Strippoli sull’attivazione della raccolta rifiuti sette giorni su sette.
(Luca De Marco - l’Attacco)
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